Bonus investimenti in beni strumentali: discipline sovrapposte


L’Agenzia delle Entrate ha risposto ai dubbi in materia di “credito d’imposta per investimenti in beni strumentali”, riguardanti il periodo d’imposta a partire dal quale è possibile compensare la prima rata del credito di imposta spettante, la sovrapponibilità della disciplina prevista dalla Legge di Bilancio 2020 con quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2021, la cumulabilità del bonus con i contributi regionali (Agenzia delle Entrate – Risposte nn. 602, 603 e 604 del 17 settembre 2021).

A decorrere dal 1° gennaio 2020, la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0 è stata ridefinita con l’introduzione di un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi, cd. “bonus investimenti in beni strumentali” (Legge di Bilancio 2020). Il “bonus”, infatti, ha sostituito le preesistenti agevolazioni “super ammortamento” e “iper ammortamento” riguardanti gli investimenti in beni strumentali in chiave 4.0, che restano applicabili, a determinate condizioni, agli investimenti in beni strumentali effettuati fino al 31 dicembre 2019.
In base al comma 185 della Legge di Bilancio 2020, il credito d’imposta spetta per gli investimenti effettuati nell’intervallo temporale che va dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 (ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione).


Successivamente, la Legge di Bilancio 2021, ha esteso l’ambito temporale e rimodulato la disciplina del credito di imposta.
In particolare, in base al comma 1051 della Legge di Bilancio 2021, il credito d’imposta spetta per gli investimenti effettuati nell’intervallo temporale che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 (o al 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione).


Tenuto conto dell’applicazione temporale delle suddette disposizioni, nel caso in cui gli investimenti eleggibili al credito d’imposta siano effettuati nell’intervallo di tempo che va dal 16 novembre 2020 al 30 giugno 2021, viene a verificarsi una parziale sovrapponibilità delle differenti regole (Legge di Bilancio 2020 e Legge di Bilancio 2021), in relazione agli investimenti aventi ad oggetto i beni materiali non 4.0, nonché ai beni ricompresi nell’allegato A e B annessi alla Legge n. 232 del 2016.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che il coordinamento delle due discipline agevolative sul piano temporale deve avvenire distinguendo gli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020 (vale a dire anteriormente alla decorrenza della disciplina della Legge di Bilancio 2021), si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento. In questo caso, gli investimenti agevolabili, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano incardinati nella disciplina della Legge di Bilancio 2020. Viceversa, rientrano nella disciplina recata dalla Legge di Bilancio 2021 gli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020.