Entro oggi i versamenti da UNICO con studi di settore

7 LUG 2014 Entro oggi devono essere pagate le somme dovute, a titolo di imposte e contributi, derivanti dalla dichiarazione UNICO/2014 e IRAP/2014, da parte di imprese e professionisti soggetti agli studi di settore. In alternativa, i versamenti possono essere effettuati entro il 20 agosto 2014, con una maggiorazione dello 0,40 per cento.

Anche per quest’anno è stata rinnovata la proroga dei termini di versamento delle imposte e dei contributi dovuti in base alla dichiarazione annuale dei redditi (UNICO/2014 e IRAP/2014) in favore delle imprese e professionisti che svolgono attività per le quali sono stati approvati i relativi studi di settore per l’anno 2013.
La scadenza ordinariamente fissata al 16 giugno 2014, infatti, per tali contribuenti, è stata posticipata al 7 luglio 2014.
Oggi, dunque, è l’ultimo giorno per eseguire il pagamento delle imposte senza alcuna maggiorazione, né interessi.
In alternativa, qualora non si riesca ad effettuare il versamento entro oggi, lo stesso può essere validamente effettuato entro il 20 agosto 2014, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare.

SOGGETTI INTERESSATI

Possono beneficiare della proroga le imprese e i professionisti ai quali si applicano gli studi di settore, ma anche i seguenti contribuenti:
– imprese e professionisti che non applicano lo studio di settore per cause di esclusione o inapplicabilità;
– imprese e professionisti che hanno optato per il regime fiscale agevolato (cd. “nuovi minimi”);
– i contribuenti che hanno percepito redditi da partecipazione in società, associazioni e imprese soggette agli studi di settore.

La proroga non si applica, invece, nei confronti dei seguenti contribuenti:
– persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, neppure tramite partecipazione a società o associazioni “trasparenti”;
– contribuenti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali non sono stati elaborati gli studi di settore;
– contribuenti per i quali trovano applicazione i parametri di cui all’articolo 3, commi 181-187, Legge n. 549/1995;
– imprenditori agricoli titolari solo di reddito agrario.

IMPOSTE A CUI SI APPLICA LA PROROGA

Il differimento interessa tutte le imposte e le altre somme dovute, sia a saldo per il 2013, sia in acconto per il 2014, in base alle dichiarazioni dei redditi UNICO 2014 ed IRAP 2014. In particolare:
– l’imposta sul reddito delle società (IRES);
– l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF);
– l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
– l’imposta sul valore aggiunto annuale (IVA);
– le addizionali all’IRPEF Comunale e Regionale;
– la cedolare secca sugli affitti;
– l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie);
– l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe);
– i contributi previdenziali eccedenti i minimali, determinati nel quadro RR.
Nell’ambito della proroga, tuttavia, è stato incluso anche il versamento del diritto annuale per l’anno 2014 dovuto dalle imprese iscritte alla Camera di Commercio.

VERSAMENTO A RATE

In caso di versamento delle somme dovute, in modo rateizzato, naturalmente la proroga incide sul calendario delle diverse rate. Sugli importi rateizzato sono comunque dovuti gli interessi nella misura del 4% annuo, ossia dello 0,33% mensile. Si ricorda che gli interessi devono essere versati separatamente dall’imposta principale utilizzando i seguenti codici tributo:
– 1668 (interessi relativi ad imposte erariali);
– 3805 (interessi relativi ad imposte regionali);
– 3857 (interessi relativi ad imposte comunali).
Qualora il versamento della prima rata sia effettuato dopo il 7 luglio 2014, l’importo da rateizzare deve essere prima maggiorato dello 0,40%.

CALENDARIO RATEIZZAZIONE DAL 7.7.2014 (SOGGETTI NON TITOLARI DI PARTITA IVA)

RataScadenzaInteressi %
7 luglio0,00
31 luglio0,26
1 settembre0,59
30 settembre0,92
31 ottobre1,25
1 dicembre1,58

CALENDARIO RATEIZZAZIONE DAL 20.8.2014 (SOGGETTI NON TITOLARI DI PARTITA IVA)

RataScadenzaInteressi %
20 agosto0,00
1 settembre0,11
30 settembre0,44
31 ottobre0,77
1 dicembre1,10

CALENDARIO RATEIZZAZIONE DAL 7.7.2014 (SOGGETTI TITOLARI DI PARTITA IVA)

RataScadenzaInteressi %
7 luglio0,00
16 luglio0,10
20 agosto0,43
16 settembre0,76
16 ottobre1,09
17 novembre1,42

CALENDARIO RATEIZZAZIONE DAL 20.8.2014 (SOGGETTI TITOLARI DI PARTITA IVA)

RataScadenzaInteressi %
20 agosto0,00
16 settembre0,29
16 ottobre0,62
17 novembre0,95

Non soggetto ad IRAP il professionista che ha il supporto di altri studi

7 lug 2014 La Corte di Cassazione riforma la decisione del giudice di merito, con addebito delle spese di giudizio al Fisco, affermando che non è soggetto all’IRAP il commercialista che si avvale dell’aiuto di colleghi di altri studi professionali (Sentenza n. 15020 del 2 luglio 2014).

In tema di assoggettamento ad IRAP dell’attività di lavoro autonomo, la Suprema Corte ha riconosciuto il diritto di un professionista al rimborso dell’imposta pagata, avendo dimostrato di svolgere l’attività di commercialista da solo, senza dipendenti e collaboratori, servendosi soltanto di alcuni beni, come un Pc, il mobilio d’ufficio ed un’autovettura ad uso promiscuo, e ricorrendo saltuariamente, per le competenze estranee al proprio lavoro, ad altri professionisti con proprio studio separato e diverso dal proprio.

In particolare, la Corte di Cassazione ha riformato la decisione del giudice di merito, il quale aveva stabilito il diniego del rimborso dell’IRAP affermando che:
– “sussiste comunque il requisito dell’autonoma organizzazione, non essendo l’attività professionale in questione vincolata a coordinamento e controllo altrui; di talché, trattandosi di prestazioni prettamente intellettuali che richiedono comunque l’utilizzo di immobilizzazioni tecniche, esse vanno razionalmente organizzate, di guisa che non può disconoscersi l’assoggettamento ad IRAP”;
– “a far pensare che di certo il contribuente si avvaleva di una pur minima organizzazione, che costituisce il presupposto indispensabile per procedere all’applicazione dell’imposta, sono l’entità di voci come gli importi dei compensi dichiarati, il valore complessivo dei beni strumentali utilizzati e l’elevato importo dei compensi corrisposti a terzi”.

Come evidenziato dai giudici di legittimità, tali motivazioni risultano in evidente contrasto con il consolidato orientamento affermato dalla giurisprudenza, secondo cui “l’esercizio delle attività di lavoro autonomo è escluso dall’applicazione dell’IRAP soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. A tal fine, il requisito della “autonoma organizzazione”, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:
a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
Costituisce poi onere del contribuente che richieda il rimborso fornire la prova dell’assenza delle condizioni anzidette.

Per la cessione gratuita delle aree ai Comuni, l’imposta di registro è agevolata

Le misure agevolative dell’imposta di registro, intese come riduzioni di aliquote, imposte fisse o esenzione dall’imposta sono applicabili, esclusivamente, ai trasferimenti immobiliari a titolo gratuito (Agenzia Entrate – Risoluzione n. 68/E del 3/7/2014).

A partire dal 1° gennaio 2014, la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie per gli atti di trasferimento immobiliare è rivolta ai soli atti di cessioni a titolo oneroso, fatta eccezione, quindi, per gli atti posti in essere a titolo gratuito che continuano a beneficiare delle agevolazioni previste ai fini dell’imposta di registro.
Tale disposizione è stata rafforzata dall’Agenzia delle Entrate che, relativamente agli atti di cessione ai Comuni delle aree necessarie alle opere di urbanizzazione, ha precisato che gli stessi continuano a beneficiare delle agevolazioni previste e che quindi restano assoggettate al pagamento dell’imposta di registro in misura fissa, con esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale.

Il predetto trattamento di favore non solo resta applicabile per gli atti stipulati a partire dal 1° gennaio 2014 ma trova attuazione anche per gli atti di trasferimento della proprietà di aree destinate ad insediamenti produttivi, per gli atti di concessione del diritto di superficie sulle stesse aree e per gli atti e contratti relativi all’attuazione dei programmi pubblici di edilizia residenziale.

Rateizzazione del debito con il fisco: si può entro il 31 luglio

I contribuenti non in regola con i versamenti alla data del 22 giugno 2013 possono rateizzare il pagamento delle vecchie cartelle esattoriali fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando apposita domanda entro il prossimo 31 luglio, utilizzando i moduli disponibili sul sito internet www.gruppoequitalia.it. Tale piano di pagamento non è prorogabile e decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive (Equitalia – comunicato del 3 luglio 2014).

La nuova chance è stato introdotta dal decreto Irpef e si rivolge ai contribuenti che hanno perso il diritto alla dilazione non risultando in regola con i vecchi pagamenti. Tutti gli altri contribuenti hanno a disposizione condizioni favorevoli per il pagamento a rate delle cartelle. È previsto un piano di rateizzazione ordinario che prevede un massimo di 72 rate e un piano straordinario che prevede un massimo di 120 rate (10 anni) e può essere richiesto in caso di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità.
I piani sono tra loro alternativi per cui, in caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria, si può chiedere una rateazione ordinaria. Inoltre, possono essere prorogati una solo volta e in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, il beneficio della rateazione decade.
Anche in tal caso, le domande di rateizzazione del debito possono essere presentate utilizzando i moduli disponibili sul sito internet www.gruppoequitalia.

Dichiarazione IMU/TASI per gli ENC

Il Ministero dell’economia e delle finanze con decreto 26 giugno 2014 ha approvato il modello di dichiarazione per gli enti non commerciali, con le relative istruzioni, agli effetti dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) da utilizzare, a decorrere dall’anno di imposta 2012

Nel modello vanno indicati, oltre al comune destinatario della dichiarazione, i dati identificativi del contribuente e del rappresentante firmatario della dichiarazione nonché i dati relativi all’impegno alla presentazione telematica, i dati degli immobili totalmente imponibili, parzialmente imponibili o totalmente esenti ed i dati relativi alla determinazione dell’imposta municipale propria e del tributo per i servizi indivisibili nonché all’esposizione dei dati relativi a compensazioni e rimborsi per entrambi i tributi.
I soggetti tenuti alla presentazione telematica della dichiarazione e gli intermediari abilitati devono trasmettere i dati contenuti nel modello secondo le specifiche tecniche che saranno approvate con successivo provvedimento.
È fatto comunque obbligo ai soggetti abilitati alla trasmissione telematica di rilasciare al contribuente la dichiarazione su modelli conformi per struttura e sequenza a quelli approvati con il presente provvedimento.
La dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.
La dichiarazione relativa agli anni 2012 e 2013 deve essere presentata entro il 30 settembre 2014.