Contrasto della povertà educativa: credito di imposta per le fondazioni bancarie


01 sett 2016 Con il decreto del Ministero del lavoro del 1° giugno 2016 sono state approvate le modalità applicative del contributo riconosciuto sotto forma di credito di imposta in favore delle fondazioni bancarie che contrastano la povertà educativa minorile.

Possono fruire del credito d’imposta le fondazioni bancarie che effettuano, nell’ambito della propria attività istituzionale, i versamenti al «fondo per il contrasto della povertà educativa minorile», destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori, secondo le modalità definite con il protocollo d’intesa, stipulato tra le fondazioni, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Ai fini della determinazione del credito d’imposta, riconosciuto nella misura del 75 per cento, rilevano i versamenti effettuati al Fondo, negli anni 2016, 2017 e 2018.
Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, le fondazioni trasmettono all’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.a. (ACRI) le delibere di impegno irrevocabile al versamento al Fondo delle somme da ciascuna stanziate per il sostegno dei progetti da finanziare. Per l’anno 2016, il termine entro il quale le fondazioni devono trasmettere le delibere di impegno irrevocabile all’ACRI è stabilito nei trenta giorni successivi alla data dell’11 agosto 2016.


L’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle fondazioni finanziatrici, per le quali sia stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, in ordine cronologico di presentazione, nei successivi 20 giorni.
L’Agenzia delle entrate, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle delibere di impegno e nel limite massimo delle risorse disponibili pari a 100 milioni di euro per ciascun anno, dal 2016 al 2018, comunica con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, l’ammontare del credito di imposta spettante a ciascuna fondazione e per conoscenza all’ACRI, nei termini stabiliti dal protocollo d’intesa. Entro i successivi tre mesi dalla predetta comunicazione di riconoscimento del credito d’imposta, le fondazioni finanziatici versano al Fondo le somme stanziate e trasmettono contestualmente copia della relativa documentazione bancaria ad ACRI.
L’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d’intesa, l’elenco delle fondazioni che hanno effettuato i versamenti al Fondo, con i relativi codici fiscali e importi, al fine di consentire la fruizione del credito d’imposta.
Ove una fondazione non provveda al versamento al Fondo, l’ACRI ripartisce la somma tra le altre fondazioni finanziatrici, e ne dà comunicazione all’Agenzia delle entrate che provvede ad annullare il riconoscimento del credito di imposta nei confronti della fondazione inadempiente e ad assegnarlo alle altre fondazioni in relazione ai versamenti da ciascuna di esse effettuati.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, successivamente alla trasmissione dei dati da parte dell’ACRI all’Agenzia delle entrate. Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare concesso, anche tenendo conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Con separata risoluzione dell’Agenzia delle entrate è istituito il codice per la fruizione del credito d’imposta da indicare nel modello F24 e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello stesso.
Il credito è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato. Il credito d’imposta di cui al presente decreto è cedibile dalle fondazioni finanziatici, in esenzione dall’imposta di registro e a condizione che sia intervenuto il riconoscimento dello stesso da parte dell’Agenzia delle entrate a intermediari bancari, finanziari e assicurativi.
Dell’avvenuta cessione è data comunicazione all’ACRI per la successiva notifica della variazione del beneficiario all’Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d’intesa.
In caso di fruizione eccedente in tutto o in parte il credito di imposta spettante, si rendono applicabili le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
L’Agenzia delle entrate, qualora accerti che l’agevolazione sia in tutto o in parte non spettante, revoca o ridetermina l’importo del credito di imposta e procede al successivo recupero.


Rimborso IRAP per le imprese familiari con collaboratori “esecutivi”


Niente IRAP per l’impresa familiare che si avvale di collaboratori che svolgano mansioni meramente esecutive (Corte di Cassazione – Ordinanza 30 agosto 2016, n. 17429).

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della CTR, relativa al rimborso IRAP al contribuente – agente di commercio.
Con riguardo al presupposto dell’IRAP, di recente, la Suprema Corte a Sezioni Unite, confermando i principi già espressi in precedenti pronunce, ha statuito che “il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dall’art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446 – , il cui accertamento spetta al giudice di merito ed e insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerurmque accidit, minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.
Il giudice di appello, invece, non ha in alcun modo preso in considerazione il fatto controverso rappresentato dalle dette “quote di collaboratori familiari” cosicché, in ordine alla valutazione della presenza, nel caso di specie, di lavoro non occasionale che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore esplicante mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive, la motivazione è insufficiente. Quindi, la Cassazione rinvia la sentenza impugnata alla CTR.

Agenti finanziari e mediatori creditizi: definiti i procedimenti di iscrizione/cancellazione


01 SETT 2016 Definiti i termini e le unità organizzative responsabili dei procedimenti ad iniziativa di parte o d’ufficio di competenza dell’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e per la tenuta del registro di cambiavalute (Organismo degli agenti e dei mediatori – circolare n. 27/2016).

Procedimenti ad iniziativa di parte


Per i procedimenti di iscrizione negli elenchi e registri e i relativi procedimenti di cancellazione, il provvedimento finale è adottato entro 120 giorni decorrenti dalla data di ricevimento della domanda.
L’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio elenchi mentre l’organo competente all’adozione del provvedimento è il Comitato di gestione.
Qualora il provvedimento finale sia negativo, il responsabile del procedimento comunica ai soggetti interessati i motivi che ostacolano l’accoglimento della domanda. Quest’ultimi, entro il termine di dieci giorni o di quello diverso previsto per specifici provvedimenti, hanno il diritto di presentare le loro osservazioni e di produrre documenti.


Procedimenti d’ufficio


Per i procedimenti di cancellazione dagli elenchi e registri, il termine decorre dal primo atto dell’organismo. In caso di cancellazione per decesso o estinzione, l’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio elenchi e il provvedimento finale è adottato entro 120 giorni dalla citata decorrenza.
In caso di cancellazione per perdita di uno dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività, inattività protrattasi per oltre un anno e cessazione dell’attività, l’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio vigilanza e il provvedimento finale è adottato entro 120 giorni (240 giorni in caso di residenza estera) dalla decorrenza.
Nell’ambito della procedura sanzionatoria, in caso di contestazione delle violazioni riscontrate a conclusione dell’accertamento, anche in tal caso, l’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio vigilanza e il provvedimento finale è adottato entro 120 giorni (240 giorni in caso di residenza estera).
Per la presentazione delle controdeduzioni e eventuale richiesta di audizione personale, l’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio affari legali e il provvedimento finale è adottato entro 45 giorni (90 giorni in caso di residenza estera) dalla decorrenza.
Per il provvedimento di irrogazione della sanzione o archiviazione (esame delle memorie difensive, invio proposta all’iscritto e trasmissione proposta al Comitato di gestione), l’unità organizzativa responsabile del procedimento è l’ufficio affari legali e il provvedimento finale è adottato entro 240 giorni + 45 giorni.

Tassa auto a carico dell’utilizzatore per i veicoli in leasing

Il D.L. n. 113/2016 (cd. “decreto Enti locali”), convertito in Legge 7 agosto 2016, n. 160 modifica la disciplina in materia di pagamento della tassa automobilistica regionale per i veicoli in leasing. In particolare, l’art. 10, commi 6 e 7 del decreto convertito stabilisce, con effetto dal 1° gennaio 2016, che il soggetto obbligato al pagamento è esclusivamente l’utilizzatore, mentre la responsabilità solidale dell’impresa di leasing ricorre solo in caso di pagamento cumulativo.

I veicoli e gli autoscafi sono soggetti alla tassa automobilistica per effetto della loro iscrizione nei rispettivi pubblici registri:
– pubblico registro automobilistico (PRA), per i veicoli in esso iscritti, quali autoveicoli, motocicli, autocarri, ecc.;
– registri di immatricolazione per i rimanenti veicoli ed autoscafi.
Sono tenuti al pagamento della tassa coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanziaria, nei differenti registri in relazione alla tipologia del veicolo o autoscafo.
L’obbligo di corrispondere il tributo cessa con la cancellazione dei veicoli e degli autoscafi dai predetti registri.


Sono altresì soggetti al pagamento della tassa i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio, nonché gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria di:
– ciclomotori, autoscafi non iscritti nei registri e motori fuoribordo applicati agli autoscafi;
– veicoli e autoscafi importati temporaneamente dall’estero.
Per i veicoli, gli autoscafi ed i motori fuoribordo applicati agli autoscafi, l’obbligo del pagamento sussiste solo per i periodi di imposta nei quali vengono utilizzati.

VEICOLI IN LEASING


Con riferimento della tassa dovuta su veicoli concessi in locazione finanziaria, le singole regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disciplinare il pagamento cumulativo da parte delle imprese concedenti, in luogo dei singoli utilizzatori, delle tasse automobilistiche dovute per i periodi di tassazione compresi nella durata dei rispettivi contratti di leasing.
Il “decreto Enti locali” stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2016, gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria, sulla base del contratto annotato al PRA e fino alla data di scadenza del contratto medesimo, sono tenuti in via esclusiva al pagamento della tassa automobilistica regionale.
È configurabile la responsabilità solidale della società di leasing solo nella particolare ipotesi in cui questa abbia provveduto, in base alle modalità stabilite dall’ente competente, al pagamento cumulativo, in luogo degli utilizzatori, delle tasse dovute per i periodi compresi nella durata del contratto di locazione finanziaria.
In caso di pagamento cumulativo da parte dell’impresa di leasing, la competenza ed il gettito della tassa automobilistica sono determinati in ogni caso in relazione al luogo di residenza dell’utilizzatore.

Comunicazione solo via web per gli investimenti ambientali


01 sett 2016 Il Ministero dello sviluppo economico con la circolare 26 luglio 2016, n. 71852 ha illustrato le modalità di presentazione della comunicazione relativa agli investimenti ambientali oggetto di agevolazioni

Per investimento ambientale si intende il costo di acquisto delle immobilizzazioni materiali di cui all’articolo 2424, primo comma, lettera B), n. II, del codice civile, necessarie per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente.
La quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti ambientali non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito.
Sono agevolabili gli investimenti realizzati anteriormente alla data del 26 giugno 2012. Le imprese che hanno realizzato anteriormente alla data del 26 giugno 2012 gli investimenti ambientali di cui all’art. 6, comma 13, della legge n. 388/2000, possono provvedere all’invio della precitata comunicazione esclusivamente attraverso modalità telematiche, sulla base del modello il cui facsimile è riportato sul sito del Ministero all’indirizzo www.mise.gov.it, nell’apposita sezione dedicata «Agevolazioni ambientali (L. 388/2000)».
Ai fini del predetto invio, le imprese sono tenute alla compilazione di ciascun campo della pagina web raggiungibile dalla predetta sezione, alla sottoscrizione mediante firma digitale della documentazione generata automaticamente dal sistema informatico, nonché al relativo upload per la successiva protocollazione e archiviazione digitale.
Si specifica che a partire dal 1° settembre 2016 sono accettate esclusivamente le comunicazioni inviate con la predetta modalità telematica: pertanto, a decorrere dalla medesima data, non potranno essere accettate le comunicazioni pervenute in forma cartacea ovvero mediante posta elettronica certificata.