ITALIA-MONACO libero scambio d’informazioni

Con l’Accordo in materia di scambio di informazioni ai fini fiscali firmato tra l’Italia ed il Principato di Monaco, analogamente a quanto già avvenuto con la Svizzera ed il Liechtenstein, è stato posto fine al segreto bancario nello Stato estero (Ministero dell’economia e delle finanze – Comunicato 02 marzo 2015, n. 45).

L’accordo è basato sul modello OCSE di Tax Information Exchange Agreement (TIEA) e consente lo scambio di informazioni su richiesta. Lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario.
Oltre al sopra citato accordo è stato firmato anche un Protocollo in materia di “richieste di gruppo” che consentirà di presentare richieste in relazione a categorie di comportamenti che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni/attività detenute irregolarmente nel Principato di Monaco.
L’Accordo sullo scambio di informazioni e il Protocollo si applicano dopo la ratifica da parte dei Parlamenti dei rispettivi Paesi.
Con la sottoscrizione dell’Accordo, il Principato viene considerato ai fini della Voluntary Disclosure un Paese “non black list”, circostanza che consentirà ai cittadini italiani che detengono in maniera illegale patrimoni/attività a Monaco di accedere alla procedura di regolarizzazione alle condizioni più favorevoli previste dalla legge, quindi, pagamento per intero delle imposte dovute e sanzioni ridotte.
L’Italia, subito dopo l’entrata in vigore dell’Accordo e del Protocollo, eliminerà il Principato di Monaco dalla black list basata esclusivamente sul criterio dello scambio di informazioni e relativa alla deducibilità di costi e spese, ed includerà Monaco nella white list dei Paesi che effettuano lo scambio di informazioni.
Insieme all’Accordo e al Protocollo è stata, infine, firmata anche una Dichiarazione congiunta di carattere politico con la quale i due Paesi confermano il reciproco impegno ad applicare lo scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse, nel rispetto della tempistica concordata a livello internazionale.

CIG: causale contributo “RCAD” per il recupero delle somme dovute

Istituita la causale contributo “RCAD” per il versamento, mediante modello F24, delle somme dovute a titolo di contributo addizionale Cassa integrazione guadagni a seguito dell’attività di recupero (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 04 marzo 2015, n. 24/E).

Al fine di consentire il versamento delle somme dovute per il recupero del contributo addizionale per la Cassa integrazione guadagni, è stato istituita la causale contributo “RCAD – Recupero contributo addizionale CIG”.
In sede di compilazione del modello F24, la suddetta causale è esposta nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando:
– nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps competente;
– nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda;
– nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, è indicato il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato “MM/AAAA”; la colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.

Convertito in legge il decreto “Milleproroghe 2015”

Il Senato ha dato il via libera alla conversione del decreto “Milleproroghe 2015” approvando il testo già licenziato dalla Camera dei deputati, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Con la Legge n. 11 del 27 febbraio 2015, dunque, è stato convertito il Decreto Legge n. 192 del 2014, recante la proroga dei termini di numerose disposizioni normative.

Ecco in dettaglio le principali novità introdotte dal “Decreto milleproroghe 2015” riguardanti contribuenti, imprese e professionisti, anche sotto il profilo fiscale e previdenziale.

AGEVOLAZIONI FISCALI E CONTRIBUTIVE

In tema di incentivi fiscali e contributivi, con la legge di conversione, vengono introdotte nel decreto milleproroghe importanti disposizioni in favore di imprese e lavoratori autonomi titolari di partita IVA:
– rientro di cervelli in fuga: sono prorogati fino al 31 dicembre 2017 gli incentivi fiscali in favore dei cittadini dell’Unione Europea che hanno risieduto continuativamente per almeno 24 mesi in Italia, che studiano, lavorano o che hanno conseguito una specializzazione post lauream all’estero e rientrano in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente, autonomo o attività d’impresa. Per essi i redditi di lavoro dipendente, d’impresa e di lavoro autonomo concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) in misura pari al 20% per le lavoratrici ed al 30% per i lavoratori.
– nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno: prorogato dal 15 maggio 2015 al 31 dicembre 2015 il termine entro il quale è possibile utilizzare in compensazione il credito d’imposta riconosciuto per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nelle aree del Mezzogiorno, ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70.
– contribuenti minimi: sono prorogati per tutto l’anno 2015 i regimi fiscali agevolati in favore dei contribuenti minori e, in particolare, le disposizioni in materia di regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e il regime dei minimi previgente all’entrata in vigore della Legge di stabilità 2015. I predetti regimi fiscali agevolati, dunque, potranno essere adottati da piccoli imprenditori e professionisti che in possesso dei requisiti iniziano l’attività nel 2015. Resta ferma la possibilità per i soggetti che applicavano tali regimi in precedenza di continuare ad utilizzarli fino al termine naturale.
– riduzione contributi Gestione separata INPS: per il triennio 2015 – 2017 viene stabilita una riduzione della misura dell’aliquota contributiva pensionistica e della corrispondente aliquota di computo del trattamento pensionistico per i lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini dell’IVA iscritti alla Gestione separata INPS. La riduzione riguarda esclusivamente coloro che non siano né pensionati, né iscritti ad altre gestioni pensionistiche obbligatorie. In particolare, l’aliquota contributiva è fissata nella misura del 27 per cento per gli anni 2014 e 2015, del 28 per cento per l’anno 2016 e del 29 per cento per l’anno 2017.

PAGAMENTO DEI TRIBUTI

Con riferimento alle disposizioni riguardanti la riscossione dei tributi è disposto il rinvio dei termini riguardanti:
– l’isola di Lampedusa: si differisce al 31 dicembre 2014 il termine fino al quale è operante la sospensione degli adempimenti fiscali, contributivi e assicurativi obbligatori per i datori di lavoro privati e per i lavoratori autonomi operanti nel territorio dell’isola di Lampedusa.
– il sisma in Emilia: viene disposta la sospensione automatica del pagamento dovuto per la restituzione del debito per quota capitale per un periodo non superiore a 12 mesi, in favore dei soggetti colpiti dal sisma in Emilia del 2012, che hanno contratto i finanziamenti agevolati per provvedere al pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi sospesi dovuti dal 1° dicembre 2012 al 15 novembre 2013.
– la rateazione di debiti tributari: ai contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione è riconosciuta la possibilità di poter beneficiare di un nuovo piano, articolato fino ad un massimo di 72 rate mensili. La possibilità di accesso al piano di rateazione è riconosciuta su richiesta dell’interessato, da formalizzare entro il 31 luglio 2015, e per i casi in cui la decadenza sia intervenuta entro il 31 dicembre 2014.
– la sanatoria delle delibere TARI: in materia di applicazione della TARI è stabilita la validità delle delibere regolamentari e tariffarie in materia adottate dai Comuni entro il 30 novembre 2014. Inoltre, nell’ipotesi in cui il Comune non abbia deliberato in materia, si rendono applicabili le tariffe vigenti per l’anno 2013.

ADEMPIMENTI DI NATURA FISCALE ED ECONOMICA

Riguardo agli adempimenti tributari vengono rinviati i termini relativi a disposizioni in materia IVA e IMU:
– Dichiarazione IVA unificata e Comunicazione dati IVA: viene posticipata di un anno l’eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale in forma unificata e della presentazione della Comunicazione annuale dati IVA. Quindi detti adempimenti resteranno ancora in vigore fino alla dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto (IVA) dovuta per il 2016.
– IMU secondaria: viene posticipata di un anno l’entrata in vigore della disciplina relativa all’imposta municipale secondaria, prevedendo l’introduzione di detta imposta a decorrere dal 2016, anziché dal 2015.
– Avvocati: viene rinviata la riforma della professione forense. Il decreto stabilisce la proroga di due anni della disciplina transitoria per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Sarà La riforma dell’esame avvocato viene prorogata al 2017. Sarà ammesso ancora l’utilizzo dei Codici commentati anche nelle prossime due sessioni d’esame.
– Taxi e noleggio con conducente: prorogato al 31 dicembre 2015, il termine per l’emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti recante le disposizioni attuative per impedire le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Tale decreto dovrebbe altresì definire gli indirizzi generali per l’attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.
– Sfratti esecutivi: nelle more dell’attuazione, per l’anno 2015, del riparto delle risorse del “Fondo nazionale locazioni” e della loro effettiva attribuzione alle regioni, e comunque fino al 120° giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione, viene riconosciuto al giudice dell’esecuzione di disporre, su richiesta della parte interessata e al fine di consentire il passaggio da casa a casa per i soggetti interessati dalle procedure esecutive di rilascio per finita locazione, la sospensione delle procedure esecutive di sfratto.

IRAP, un altro caso di esclusione per i professionisti

Un altro caso IRAP all’esame dela Suprema Corte di Cassazione conferma la natura controversa di questo tributo. I giudici di legittimità hanno escluso l’applicazione dell’imposta regionale nei confronti di un commercialista/amministratore unico di società di capitali che svolge la propria professione senza l’impiego di lavoratori dipendenti, che utilizza beni strumentali essenziali e non corrisponde elevati compensi a terzi per prestazioni afferenti la propria attività (Corte di Cassazione – Sentenza 27 febbraio 2015, n. 4060).

I giudici di legittimità hanno precisato che secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, ai fini dell’applicazione dell’IRAP nei confronti del professionista, non possono ritenersi indici rilevanti e decisivi per la sussistenza del requisito di autonoma organizzazione, l’esistenza di un contiguo ufficio organizzato per l’esercizio di un’altra attività professionale, nè l’esercizio promiscuo dell’attività di commercialista e di amministratore unico di società di capitali, in un immobile concesso in comodato.

IL CASO

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia rigettava il ricorso del commercialista contro il silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria all’istanza di rimborso dell’IRAP versata dal professionista in relazione all’attività professionale, sulla dei seguenti elementi: l’esistenza di un contiguo ufficio organizzato per l’esercizio dell’attività professionale, forense, da parte dei genitori e l’esercizio promiscuo, da parte del contribuente, dell’attività di commercialista e di amministratore unico di società di capitali, in un immobile concesso in comodato.
Secondo i giudici di merito tali elementi concretizzano una “complessa organizzazione” a disposizione del professionista, idonei a configurare il requisito dell’autonoma organizzazione rilevante ai fini IRAP.

ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici di appello lombardi ricordando, invece, che secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza l’esercizio delle attività di lavoro autonomo professionale, è escluso dall’applicazione dell’ IRAP solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata ed il requisito della autonoma organizzazione – il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità solo se congruamente motivato – ricorre quando il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
Con riguardo specifico all’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che configurano l’esistenza di un’autonoma organizzazione, deve ritenersi soggetto ad Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del contribuente di personale dipendente. In particolare, ciò che rileva, agli effetti impositivi Irap, “è la sussistenza di una organizzazione imprenditoriale, restando indifferente il mezzo giuridico col quale quest’ultima è attuata (dipendenti ovvero società di servizi ovvero associazione professionale) e che rende possibile lo svolgimento (complesso) della attività (complessa) dei professionisti“.
Nel caso in esame, secondo i giudici della Suprema Corte, gli elementi posti a base della ritenuta sussistenza dell’autonoma organizzazione, per come evidenziati (essenzialmente, l’esistenza di un contiguo ufficio organizzato per l’esercizio dell’attività professionale, forense, da parte dei genitori e l’esercizio promiscuo, da parte del professionista, dell’attività di commercialista e di amministratore unico di società di capitali, in un immobile concesso in comodato), non soddisfano i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità, anzi costituiscono indici non rilevanti e ne decisivi ai fini dell’applicazione dell’IRAP nei confronti del professionista.
In conclusione, non si configura il requisito dell’autonoma organizzazione e, dunque, non può ritenersi soggetto ad IRAP il professionista che:
– svolge l’attività professionale senza l’impiego di lavoratori dipendenti;
– utilizza beni strumentali essenziali;
– non corrisponde elevati compensi a terzi per prestazioni afferenti la propria attività;
– è anche amministratore unico della società di capitali, comodataria dell’immobile, in cui è stabilita sia la sede della società che lo studio dell’attività professionale, concesso in godimento da un altro studio professionale (legale) contiguo, ancorchè di proprietà di familiari.

Visto di conformità sul 730 precompilato: i chiarimenti del Fisco

Fornite nuove istruzioni per Caf e dottori commercialisti in tema di controlli e responsabilità relativi al visto di conformità rilasciato sul 730 precompilato (Agenzia entrate – Circolare n. 7/E del 26/02/2015).

Alla luce delle novità introdotte dal Decreto semplificazioni, l’Agenzia delle Entrate scende in campo fornendo un quadro riassuntivo sul visto di conformità sul 730 precompilato e sugli adempimenti preventivi posti a carico dei medesimi soggetti che appongono il visto.

Il Decreto semplificazioni ha introdotto importanti differenze in tema di controlli formali sulle dichiarazioni, distinguendo il caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione 730 precompilata direttamente, o tramite il proprio sostituto d’imposta, dal caso in cui il contribuente presenti il modello dichiarativo tramite Caf o professionista abilitato. Inoltre, opera una distinzione anche nell’ipotesi in cui il contribuente accetti la dichiarazione 730 precompilata senza modifiche, ovvero apporti modifiche e integrazioni.
Nel caso la dichiarazione precompilata sia accettata dal contribuente senza modifiche, viene escluso il controllo formale a carico del contribuente stesso e non si applicano i controlli preventivi sui rimborsi complessivamente superiori ai quattromila euro in presenza di richiesta di detrazioni per carichi di famiglia e/o eccedenze relative a precedente dichiarazione.
Se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente o al sostituto d’imposta con modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, il controllo formale è eseguito su tutti i dati indicati in dichiarazione; se, invece, la dichiarazione è presentata ad un Caf o a un professionista abilitato, con o senza modifiche, il controllo formale viene effettuato nei riguardi del soggetto che appone il visto di conformità. Nei riguardi del contribuente permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.

Responsabilità dei C.A.F. e dei professionisti

Tenuto conto dell’impegno assunto nei confronti dei contribuenti per la corretta predisposizione della dichiarazione, i C.A.F. e i professionisti abilitati sono responsabili per gli errori commessi in sede di controlli finalizzati all’apposizione del visto di conformità.
Infatti, in caso di visto infedele, i Caf e i professionisti sono tenuti, nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore, al pagamento di un importo corrispondete alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione, nella misura del 30%, salvo qualora l’infedeltà del visto sia determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Inoltre, qualora l’intermediario abilitato riscontri errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele sulla dichiarazione, è tenuto ad avvisare il contribuente e a presentare una dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata assistenza, anche senza il consenso di quest’ultimo. In tal caso, la responsabilità degli intermediari è limitata al solo pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente.
In caso di violazioni ripetute o particolarmente gravi, è attribuita all’Agenzia delle Entrate la possibilità di sospendere la facoltà di rilasciare il visto di conformità.