INPGI: nuovi minimi per i giornalisti dall’1/7/2014 e nuovi contributi previdenziali

L’INPGI con circolare n. 3 del 24/7/2014, a seguito del rinnovo del CCNL Lavoro giornalistico FIEG-FNSI per il triennio 2014-2016, ha aggiornato i minimi retributivi su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

L’accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, firmato il 24/6/2014, ha previsto a titolo di miglioramento economico, la corresponsione di un Elemento distinto della Retribuzione (E.D.R.), che decorre dall’1/7/2014, e che non produrrà alcun riflesso su tutti gli istituti contrattuali e di legge, ad eccezione del T.F.R.. La seconda tranche di tale beneficio retributivo, decorre dall’1/5/2015. Pertanto sono stati aggiornati i minimi retributivi contrattuali su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

 

Dal mese di luglio 2014

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23 60,003.341,49
Capo Redattore2.668,26593,0160,003.321,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,2760,003.129,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,8960,003.021,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,6760,002.879,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,8760,002.754,71
Cineoperatori2.122,84571,8760,002.754,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8845,002.152,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7830,001.818,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6930,001.325,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-30,001.323,21

 

Dal mese di maggio 2015

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23120,003.401,49
Capo Redattore2.668,26593,01120,003.381,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,27120,003.189,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,89120,003.081,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,67120,002.939,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,87120,002.814,71
Cineoperatori2.122,84571,87120,002.814,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8890,002.197,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7860,001.848,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6960,001.355,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-60,001.353,21

 

Per quanto riguarda la contribuzione per la qualifica di “Collaboratore o Corrispondente, anche se l’accordo di rinnovo contrattuale ha previsto l’attribuzione dell’EDR di 15,00 euro, i minimali retributivi su cui determinare la contribuzione risultano ancora determinati ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 463/83, convertito con modificazioni in legge n. 638/83 e cioè:

– dall’1/1/2014 in Euro 47,58 giornaliere, pari ad Euro 1.237,08 mensili).

Estensione della Cigs ai partiti politici

Profili di carattere contributivo che discendono dal recente provvedimento legislativo di estensione della Cigs ai partiti politici e istruzioni operative per l’assolvimento della relativa contribuzione.

Il recente provvedimento legislativo recante norme per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e disposizioni per la trasparenza e democraticità dei partiti, nonché per la contribuzione volontaria ed indiretta in loro favore, ha disposto l’estensione a partiti e movimenti politici del trattamento straordinario di integrazione salariale e della disciplina in materia di contratti di solidarietà, con decorrenza dal 1° gennaio 2014. Destinatari della tutela sono i partiti politici, intesi come:
– partiti, movimenti e gruppi politici organizzati, che abbiano presentato candidati sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo di Senato, Camera dei deputati, Parlamento europeo, Consiglio regionale o delle province autonome;
– partiti e movimenti politici cui facciano riferimento gruppi parlamentari regolarmente costituiti in entrambe le Camere, ovvero che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale mediante la presentazione di una lista comune di candidati in occasione del rinnovo dei suddetti organi.
I partiti, come sopra individuati, debbono essere iscritti all’apposito Registro tenuto dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. L’accesso agli interventi di integrazione salariale straordinaria è infatti condizionato all’iscrizione ed al mantenimento di tale iscrizione nell’apposito Registro. Tuttavia, nelle more della scadenza del termine di iscrizione, fissato al 28 dicembre 2014, i partiti politici già costituiti alla data del 28 dicembre 2013, possono, comunque, accedere agli ammortizzatori sociali.
Ovviamente, i relativi obblighi contributivi sono adeguati di conseguenza; sicché, a decorrere dal 1° gennaio 2014, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, tali soggetti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario mensile da parte dei dato in misura pari allo 0,90% della retribuzione imponibile, di cui 0,30% a carico dei lavoratori. Il contributo è dovuto per operai, intermedi, impiegati e quadri. anche se con contratto a tempo determinato e/o part-time, mentre è escluso per dirigenti, apprendisti e lavoratori a domicilio.
Parimenti, con riferimento al contributo addizionale, i partiti politici che si avvalgono degli interventi di Cigs sono anch’essi tenuti al versamento sulla base della media dei lavoratori occupati nell’anno precedente. In particolare, per le aziende fino a 50 dipendenti, il contributo è pari al 3% dell’integrazione salariale corrisposta, mentre per quelle con più di 50 dipendenti è pari al 4,5%; decorsi 24 mesi dalla data di decorrenza del trattamento, il contributo raddoppia, diventando del 6% ovvero del 9%. Nei casi di integrazioni salariali straordinarie autorizzate nell’ambito di un contratto di solidarietà difensivo, il contributo addizionale non è dovuto.

Ancora difficoltà per il nuovo sistema di gestione del Durc interno

L’annullamento delle PEC con preavviso di Durc interno negativo per la competenza di giugno 2014.

A seguito del restyling subito dalla procedura di gestione del Durc interno, l’Inps ha emanato una serie di provvedimenti con i quali, tra l’altro, illustrava la calendarizzazione dell’invio dei preavvisi di Durc interno negativo nel caso le Sedi avessero riscontrato irregolarità, anche pregresse rispetto all’entrata a regime delle nuove modalità di gestione del procedimento, per le quali però fosse sospeso l’invio delle relative note di rettifica con “addebito ex articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.
In particolare, l’Istituto aveva previsto che:
– le note di rettifiche relative alle denunce contributive con periodo di competenza fino a marzo 2013 fossero spedite il 15 maggio 2014;
– le note relative alle denunce contributive con periodo di competenza aprile – luglio 2013, invece, dovevano essere spedite il 16 giugno 2014;
– infine, quelle relative alle denunce contributive per i periodi di competenza agosto 2013 – maggio 2014, in data 15 settembre 2014.
Successivamente, era stato comunicato che, in considerazione delle difficoltà riscontrate in fase di avvio del sistema, le note di rettifica già calcolate per il 15 maggio sarebbero state ricalcolate al 15 giugno 2014 e spedite alle aziende insieme a quelle programmate per l’invio alla medesima data del 15 giugno.
Orbene, registrando ancora difficoltà al riguardo, l’Inps rende ora noto che gli inviti a regolarizzare la posizione dell’azienda per fruire dei benefici nel mese di giugno 2014 sono stati spediti prima del completamento di tutte le elaborazioni preliminari alla definizione della posizione aziendale. Pertanto, tutte le PEC inviate con una richiesta di regolarizzazione per ottenere il riconoscimento dei benefici nel mese di giugno 2014, aventi come oggetto giugno 2014 e pregressi, vanno annullate. Altresì, l’Istituto fa presente che, in considerazione della ristrettezza e della perentorietà dei termini per regolarizzare, nelle forme previste dalla legge, la posizione aziendale, gli inviti a regolarizzare non saranno emessi nei mesi di luglio e agosto.

Contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

L’Inps e l’Inail forniscono ulteriori istruzioni operative circa la riduzione, per il 2014, dei contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Per il 2014, sulla base delle elaborazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, la misura della riduzione percentuale dell’importo dei contributi agricoli é pari al 14,17%. Tale percentuale si applica in uguale misura a tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione. La riduzione si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste dalla normativa vigente ad altro titolo per lo specifico settore agricolo e si applica al contributo assicurativo dovuto al netto di tutti gli altri “sconti” ed agevolazioni.
La verifica del possesso del requisito dell’andamento infortunistico aziendale è operata mediante il confronto dell’andamento infortunistico di ogni singola azienda con quello medio nazionale previsto, ritenendo sussistente il requisito ai fini della riduzione qualora l’andamento infortunistico registrato nella singola azienda risulti inferiore o uguale a quello rilevato a livello medio nazionale e viceversa nel caso in cui risulti superiore.
Relativamente alle attività iniziate da oltre un biennio per i contributi della gestione agricoltura riscossi dall’Inps é stato utilizzato, ai fini dell’individuazione dei soggetti destinatari della riduzione, il criterio del confronto tra l’indice di gravità medio (Igm) e l’indice di gravità aziendale (Iga), che consente di tenere conto dell’andamento infortunistico.

Con riferimento alle lavorazioni iniziate da oltre un biennio, la circolare specifica che i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali in agricoltura dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi sono accertati e riscossi dall’Inps, che ne dispone la ripartizione tra l’Inail e le gestioni di pertinenza.
Per gli operai agricoli dipendenti e per i piccoli coloni a compartecipazione familiare l’Igm é pari a 8,32 mentre per i soggetti autonomi l’Igm é pari 12,84. Per entrambe le categorie è prevista annualmente l’elaborazione dell’Iga e la riduzione si applica se l’Iga è inferiore o uguale all’Igm.
Sulla base dei predetti parametri è stato elaborato l’elenco, per le diverse categorie, dei soggetti destinatari della riduzione del 14,17%, da applicarsi ai contributi dovuti a partire dal primo trimestre 2014.
Ai soggetti interessati nella lettera di comunicazione dei dati utili per la compilazione del mod. F24 viene indicato se è stata applicata la riduzione.

Per quanto concerne le attività iniziate da non oltre un biennio, ai fini dell’applicazione della riduzione per l’anno 2014, gli istituti specificano che le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio sono quelle iniziate dal 3 gennaio 2012.
La domanda di riduzione deve essere presentata telematicamente non oltre il termine di scadenza del biennio di attività, utilizzando l’apposito servizio disponibile sul portale dell’Inail.
La riduzione ha effetto dal 1° gennaio 2014. Eccezionalmente per il 2014, per consentire di usufruire della riduzione ai soggetti per i quali il primo biennio di attività scada nel periodo tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2014, il termine per la presentazione dell’istanza é stato differito al 30 giugno 2014.
La riduzione è concessa solo dopo l’accertamento da parte dell’Inps dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente. Tale riduzione sarà applicata a decorrere da gennaio 2015 e sarà fruibile dalle aziende beneficiarie mediante compensazione con i contributi dovuti presentando, per via telematica, la consueta istanza di compensazione all’Inps.

Nel caso di contestazioni in merito alla mancata applicazione della riduzione (es. Iga superiore all’Igm a causa di infortuni o malattie professionali erroneamente attribuiti), gli interessati devono segnalare i casi alla sede Inail competente, mediante apposita istanza di riesame debitamente motivata, che provvederà a ridefinire l’evento.

Qualora risulti, da provvedimenti degli Organismi pubblici competenti in materia, la mancata osservanza da parte del datore di lavoro delle norme di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro, si procederà alla revoca della riduzione già applicata.

Inps, il nuovo Manuale di classificazione dei datori di lavoro

Le novità in materia di classificazione previdenziale dei datori di lavoro

Finalmente, anche l’Inps ha adottato l’ATECO 2007 quale criterio di catalogazione delle attività economiche su cui basare l’inquadramento dei datori di lavoro. Conseguentemente, i datori di lavoro che inviano una domanda di iscrizione all’Istituto hanno l’obbligo di comunicare il codice dell’attività economica esercitata in relazione alla posizione aziendale aperta per i lavoratori dipendenti, desunto dalla tabella ATECO 2007. Laddove tale codice non coincida con il corrispondente ATECO 2007 presente nella Camera di Commercio, l’inquadramento va comunque attribuito in relazione all’attività economica dichiarata e/o al codice ATECO 2007 indicato nella domanda d’iscrizione all’Istituto. La nuova procedura automatizzata di iscrizione, infatti, è strutturata per attribuire ai datori di lavoro l’inquadramento previdenziale sulla base dell’autocertificazione dell’attività dichiarata e, qualora sia necessario, sulla base dell’autocertificazione dell’attività attraverso la compilazione di un questionario, personalizzato in base all’attività indicata. In ogni caso, resta immutato il potere/dovere dell’Inps di effettuare controlli delle autocertificazioni. Se l’esito è positivo, l’inquadramento attribuito è consolidato; diversamente, se emergono difformità rispetto a quanto dichiarato, la Sede competente per la gestione della matricola aziendale contatta direttamente il datore di lavoro/intermediario per evidenziare le anomalie riscontrate ed eventualmente modifica l’inquadramento sulla base delle risultanze dell’istruttoria con decorrenza retroattiva.
In caso di svolgimento di attività multiple, con diversa classificazione ATECO 2007, non connotate dai caratteri dell’autonomia funzionale ed organizzativa, ai fini dell’inquadramento, l’oggetto dell’azienda deve essere valutato unitariamente sulla base della natura dell’attività prevalente, con l’individuazione di quella primaria. L’inquadramento, infatti, è di regola unico ed è determinato appunto dall’attività prevalente, mentre le altre attività sono considerate accessorie alla principale e, di conseguenza, assimilate all’attività principale, della quale devono seguire il regime giuridico e contributivo. Pur tuttavia, ciò non impedisce, qualora vengano svolte attività multiple, l’apertura di una posizione per l’attività secondaria, diversa da quella principale, se l’attività secondaria rientra in un diverso settore e presenta i caratteri di autonomia funzionale ed organizzativa, che legittimano l’attribuzione di distinti inquadramenti previdenziali.