Indennità di disoccupazione ASpI ai lavoratori sospesi

 

La fruizione dei periodi di sospensione indennizzabili non deve necessariamente precedere l’eventuale accesso agli ammortizzatori in deroga ed è quindi ammissibile – per i lavoratori sospesi – fare ricorso all’indennità di disoccupazione ASpI anche successivamente a un periodo di fruizione di trattamenti di integrazione salariale in deroga.

In seguito alle richieste di chiarimenti sulla possibilità per le aziende e per i lavoratori che hanno già fruito della CIG in deroga di ricorrere alla misura della sospensione per crisi aziendali o occupazionali – con intervento integrativo obbligatorio dei Fondi bilaterali ovvero dei Fondi di solidarietà, così come prevista dall’articolo 3, commi 17 e 18, della Riforma Fornero, il Ministero del lavoro è intervenuto, fornendo un preciso indirizzo interpretativo.

In primo luogo, ha precisato che l’articolo 2 della legge n. 92 del 2012, ha abrogato, con decorrenza 1° gennaio 2013, rispettivamente ai commi 55 e 69:
– le disposizioni di cui all’articolo 19, comma 1, lettere a), b) e c) del decreto-legge n. 185/2008 che disciplinavano l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali e ridotti per i lavoratori sospesi e l’indennità di disoccupazione con i requisiti normali per gli apprendisti sospesi o licenziati;
– il comma 1-bis del citato decreto-legge, che stabiliva che l’eventuale ricorso ai trattamenti di integrazione salariale o di mobilità in deroga fosse in ogni caso subordinato al completo esaurimento dei periodi di tutela di cui alle lettere a), b) e c) dell’articolo 19, comma 1.

La norma da ultimo menzionata, non è stata poi riproposta dal Legislatore negli interventi successivi di modifica e integrazione della Legge Fornero.

Conseguentemente, non essendo più applicabile il comma 1-bis alla fattispecie inquadrata dall’articolo 3 comma 17 della legge n. 92/2012, la fruizione dei periodi di sospensione indennizzabili non deve necessariamente precedere l’eventuale accesso agli ammortizzatori in deroga ed è quindi ammissibile – per i lavoratori sospesi – fare ricorso all’indennità di disoccupazione ASpI anche successivamente ad un periodo di fruizione di trattamenti di integrazione salariale in deroga e, al contempo, il completo esaurimento della indennità riconosciuta ai lavoratori sospesi non è condizione necessaria per l’accesso ai trattamenti in deroga alla normativa vigente.

L’obbligo previdenziale dei produttori assicurativi di terzo e quarto gruppo

L’obbligo d’iscrizione all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, gestione autonoma degli esercenti attività commerciali, per i produttori assicurativi di terzo e quarto gruppo.

Come noto, a decorrere dal 1° gennaio 2004, ai fini della tutela previdenziale, i produttori di 3° e 4° gruppo di cui al contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 sono iscritti all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti degli esercenti attività commerciali. Ai fini del predetto obbligo assicurativo, rileva il concreto svolgimento (in forma autonoma) delle attività di produttore di terzo o quarto gruppo, come definite dal citato contratto collettivo:
– terzo gruppo: produttori i quali hanno obbligo di lavorare esclusivamente per l’agenzia dalla quale hanno ricevuto lettera di nomina e per i rami dalla stessa esercitati, ed hanno anche obbligo di un determinato minimo di produzione, e che sono compensati con provvigioni, anche corrisposte mediante anticipazioni;
– quarto gruppo: produttori liberi di piazza o di zona, e cioè senza obbligo di un determinato minimo di produzione; compensati con provvigioni, oppure con provvigioni e premi di produzione: il tutto risultante da apposita lettera di autorizzazione.
Orbene, tanto premesso, l’individuazione della figura dei “produttori occasionali”, non soggetti al’inquadramento previdenziale presso la citata gestione previdenziale autonoma, può avvenire sulla base:
– di una valutazione della non prevalenza ed abitualità dell’attività di produttore;
– dell’assenza della lettera di autorizzazione;
– della dimostrazione che l’intermediario assicurativo percepisce compensi inferiori alla generalità dei produttori.
In ogni caso, considerati i contrastanti orientamenti giurisprudenziali succedutisi nel tempo, in relazione ai casi di mancato o ritardato pagamento dei contributi, si ritengono sussistenti le “oggettive incertezze” che consentono la riduzione alla misura degli interessi legali delle sanzioni civili. Tale riduzione non è riferibile alle fattispecie già definite, ma è è applicata, a richiesta del soggetto interessato, ai periodi contributivi la cui scadenza di versamento si colloca entro la data dell’11 ottobre 2013.Per i periodi successivi, le sanzioni vengono calcolate secondo gli ordinari criteri.

Determinazione ASpI e mini ASpI

 

Il Decreto ministeriale n. 71253 del 25 gennaio 2013, in relazione all’estensione della nuova assicurazione ASpI ad alcune tipologie di lavoratori in precedenza non rientranti nel campo di applicazione dell’assicurazione contro la disoccupazione, ha disposto un allineamento graduale del contributo ASpI all’aliquota contributiva ordinaria ASpI dell’1,61% (1,31% + 0,30%) per gli anni dal 2013 al 2017. Con apposita circolare, l’Inps fornisce istruzioni attuative del citato decreto.

Dal 1° gennaio 2013 sono obbligatoriamente assoggettati all’ASpI, oltre ai lavoratori in precedenza assicurati contro la disoccupazione involontaria, i lavoratori dipendenti appartenenti alle seguenti categorie:
– apprendisti;
– soci lavoratori delle cooperative;
– personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.

In relazione agli apprendisti, è stato però chiarito che anche l’aliquota contributiva dovuta per gli apprendisti deve essere incrementata dello 0,30%, conseguentemente la contribuzione ASpI per gli apprendisti si attesta in misura pari al 1,61%, in analogia a quanto avviene per gli altri lavoratori dipendenti. Considerata tale evidenza, rientrano nell’ambito di applicazione del Decreto in argomento solamente:
– i soci lavoratori delle cooperative, con rapporto di lavoro subordinato;
– il personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato;
là dove, per i suddetti lavoratori (secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 27, secondo periodo della Legge di Riforma) risultino già interamente applicate le quote di riduzione contributiva di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005.

Stante quanto disposto dall’art. 2, comma 27 della Legeg Fornero, secondo periodo, per le due tipologie di lavoratori da ultimo individuate, la misura della contribuzione ASpI è pari, per il 2013, allo 0,32 per cento, comprensivo della percentuale (0,06%) di frazionamento del contributo di cui all’articolo 25, co. 4 della legge n. 845/1978 (0,30%).
Le indennità ASpI e miniASpI sono quindi liquidate con riferimento all’anno 2013, in misura proporzionale all’aliquota effettiva di contribuzione e cioè per un importo pari al 20 per cento della misura delle indennità come calcolate ai sensi di legge.

E’ possibile il caso in cui un lavoratore presenti una situazione tale per cui alle 52 settimane che soddisfano il requisito contributivo per l’accesso alla indennità ASpI o miniASpI concorrano i versamenti per l’assicurazione contro la disoccupazione derivanti da diversi rapporti di lavoro, uno o più a contribuzione piena ed uno o più a contribuzione ridotta. In questa evenienza, quale che sia l’aliquota contributiva contro la disoccupazione, piena o ridotta, versata nel corso del rapporto di lavoro la cui cessazione ha dato luogo allo stato di disoccupazione involontario, una volta determinata la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, si individuerà la percentuale di settimane a contribuzione ridotta rispetto al totale della contribuzione utile in fase di precarica dati. In particolare:
– per l’indennità di disoccupazione ASpI l’individuazione avverrà all’interno delle 52 settimane utili ai fini del soddisfacimento del requisito contributivo precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro;
– per l’indennità di disoccupazione mini ASpI l’individuazione avverrà all’interno delle settimane di lavoro presenti nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Esodo lavoratori anziani e accesso alla ricongiunzione

La proponibilità di una seconda domanda di ricongiunzione onerosa al momento dell’accesso alla prestazione di incentivo all’esodo prevista dalla Riforma Fornero.

Come noto, la legge Fornero ha introdotto la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani. In base a tali accordi, il datore di lavoro si impegna a corrispondere ai lavoratori, per il tramite dell’Inps, una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, ed a versare all’Inps la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento.
D’altro canto, i lavoratori hanno facoltà di presentare una domanda di ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali, una sola volta, salvo che gli stessi non possano far valere, successivamente alla prima domanda di ricongiunzione, un periodo di assicurazione di almeno 10 anni, di cui almeno 5 di contribuzione versata in costanza di effettiva attività lavorativa. In alternativa, mancando il suddetto requisito assicurativo e contributivo, la ricongiunzione può essere azionata all’atto del pensionamento, esclusivamente nella gestione nella quale era stata richiesta con la prima domanda.
Tanto premesso, essendo la citata prestazione non una prestazione pensionistica ma di sostegno al reddito, una seconda domanda di ricongiunzione, in mancanza del requisito di 10 anni, può essere validamente presentata soltanto contestualmente alla domanda di pensione (e sempreché risultino soddisfatte, anche con l’apporto dei periodi già ricongiunti, le condizioni per il pensionamento) e non al momento dell’accesso alla prestazione.

Sgravio contributivo su contrattazione di 2° livello: le modalità di fruizione per l’anno 2012

Le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo collegato alle erogazioni previste dai contratti collettivi di 2° livello.

L’Inps ha provveduto a comunicare ai datori di lavoro ed agli intermediari l’avvenuta ammissione al beneficio e gli importi spettanti, i quali costituiscono, per i soggetti ammessi, la misura massima dell’agevolazione conguagliabile. Ove, infatti, le aziende, per motivazioni connesse all’impianto stesso della contrattazione di secondo livello ovvero per cause di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, il conguaglio deve limitarsi alla quota di beneficio effettivamente spettante. Peraltro, per il calcolo dello sgravio, va presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio. Alle posizioni contributive riferite alle aziende non agricole, autorizzate allo sgravio in esame, è automaticamente assegnato il già previsto codice di autorizzazione “9D”. Tali datori di lavoro, per indicare il conguaglio dell’incentivo in oggetto, possono avvalersi dei nuovi codici causale, differenti in ragione della tipologia contrattuale, aziendale o territoriale, da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens.

L984Sgr. aziendale ex DM 27-12-2012 quota a favore del D.L.L986Sgr. territoriale ex DM 27-12-2012 quota a favore del D.L.
L985Sgr. aziendale ex DM 27-12-2012 quota a favore del lavoratoreL987Sgr. territoriale ex DM 27-12-2012 quota a favore del lavoratore

All’atto del conguaglio, il datore di lavoro è tenuto a restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza. Le operazioni di recupero vanno effettuate entro il giorno 16 dicembre 2013. Per la restituzione di eventuali somme fruite in eccedenza rispetto alle quote spettanti, le aziende possono utilizzare il previsto codice causale “M964” da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteADebito>, <CausaleADebito>, del flusso UniEmens. Le aziende agricole con dipendenti sono tenute a presentare alle strutture territoriali competenti per territorio un’apposita istanza cartacea, su modello predefinito.