Sgravio contributivo su contrattazione di 2° livello: le modalità di fruizione per l’anno 2012

Le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo collegato alle erogazioni previste dai contratti collettivi di 2° livello.

L’Inps ha provveduto a comunicare ai datori di lavoro ed agli intermediari l’avvenuta ammissione al beneficio e gli importi spettanti, i quali costituiscono, per i soggetti ammessi, la misura massima dell’agevolazione conguagliabile. Ove, infatti, le aziende, per motivazioni connesse all’impianto stesso della contrattazione di secondo livello ovvero per cause di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, il conguaglio deve limitarsi alla quota di beneficio effettivamente spettante. Peraltro, per il calcolo dello sgravio, va presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio. Alle posizioni contributive riferite alle aziende non agricole, autorizzate allo sgravio in esame, è automaticamente assegnato il già previsto codice di autorizzazione “9D”. Tali datori di lavoro, per indicare il conguaglio dell’incentivo in oggetto, possono avvalersi dei nuovi codici causale, differenti in ragione della tipologia contrattuale, aziendale o territoriale, da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens.

L984Sgr. aziendale ex DM 27-12-2012 quota a favore del D.L.L986Sgr. territoriale ex DM 27-12-2012 quota a favore del D.L.
L985Sgr. aziendale ex DM 27-12-2012 quota a favore del lavoratoreL987Sgr. territoriale ex DM 27-12-2012 quota a favore del lavoratore

All’atto del conguaglio, il datore di lavoro è tenuto a restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza. Le operazioni di recupero vanno effettuate entro il giorno 16 dicembre 2013. Per la restituzione di eventuali somme fruite in eccedenza rispetto alle quote spettanti, le aziende possono utilizzare il previsto codice causale “M964” da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteADebito>, <CausaleADebito>, del flusso UniEmens. Le aziende agricole con dipendenti sono tenute a presentare alle strutture territoriali competenti per territorio un’apposita istanza cartacea, su modello predefinito.

Diritto d’autore e d’immagine, il trattamento fiscale e contributivo dei compensi

Chiarimenti in merito all’assoggettabilità a contribuzione previdenziale presso la Gestione separata Inps dei compensi per l’utilizzo e lo sfruttamento economico del diritto di autore e del diritto di immagine.

Come noto, il diritto di autore riguarda le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, al teatro, alla cinematografia, all’informatica ed al disegno industriale, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Il titolare del diritto di autore è l’autore stesso, che lo acquisisce, a titolo originario, con la creazione dell’opera. L’utilizzazione economica dell’opera, posta in essere attraverso diverse forme e modalità (pubblicazione, riproduzione, diffusione a distanza, noleggio, etc.), può dare luogo a compensi per l’autore o per i suoi aventi causa. Sul piano tributario, il compenso è assoggettato a diversa imposizione a seconda che risulti percepito:
– dall’autore;
– da aventi causa a titolo gratuito;
– da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso l’utilizzazione economica del diritto.
Nel primo caso, salvo che si tratti di proventi conseguiti nell’esercizio di impresa commerciale ovvero assimilabili a redditi di lavoro dipendente, l’esercizio abituale di arti o professioni comporta il trattamento del compenso medesimo alla stregua di un reddito di lavoro autonomo. Per la determinazione dell’imponibile, all’importo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione pari al 25% ovvero al 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni). Nel secondo e terzo caso, il compenso rientra nella categoria dei redditi diversi.
Sotto il profilo previdenziale, il reddito per lo sfruttamento economico del diritto di autore risulta soggetto ad imposizione esclusivamente laddove derivi dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di arti e professioni. Al riguardo, può accadere che il soggetto titolare dei redditi in questione sia un libero professionista già iscritto ad una Cassa dei professionisti; in tale ipotesi, l’obbligo contributivo sussiste nei limiti e sulla base delle regolamentazioni adottate dalle singole Casse. Ma può anche trattarsi di un artista iscritto al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo ex Enpals. Qui, l’obbligo contributivo sussiste in capo al datore di lavoro presso la gestione ex Enpals, con diritto di rivalsa nei limiti della contribuzione posta a carico del lavoratore. Dunque, solo laddove si tratti di un lavoratore autonomo non iscritto, per il medesimo sussiste l’obbligo della contribuzione previdenziale presso la gestione separata Inps. Va da sé che la misura dell’imponibile è pari all’importo del compenso al netto delle sopra richiamate deduzioni forfettarie disposte dal TUIR, entro i limiti dei massimali annui di imponibile previdenziale.
Quanto al diritto di immagine, riconosciuto alla persona affinché la propria immagine non venga diffusa o pubblicata senza l’autorizzazione della persona medesima, sul piano tributario, il compenso per la relativa utilizzazione rientra tra i redditi di lavoro autonomo derivanti dalla cessione di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale, ovvero tra i redditi diversi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere. Il trattamento si differenzia a seconda che i proventi siano percepiti dal titolare originario del diritto nell’esercizio della sua attività professionale ovvero dal titolare originario del diritto al di fuori dell’esercizio della sua attività professionale nonché da un soggetto diverso avente causa al suo sfruttamento economico a titolo gratuito o oneroso. I soli lavoratori autonomi non iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo ex Enpals sono tenuti all’iscrizione presso la gestione separata Inps.

Precisazioni Inps sugli incentivi all’esodo

7 ago 2013 Fornite ulteriori precisazioni Inps in ordine alle modalità di erogazione delle prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo.

Come noto, la Riforma Fornero ha previsto la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più prossimi al trattamento di pensione.
In particolare, i medesimi lavoratori devono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei 4 anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro presenta domanda all’Inps accompagnata da una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi. L’accordo diviene efficace a seguito di validazione da parte dell’Istituto di previdenza, che effettua l’istruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al datore di lavoro e al lavoratore; a seguito dell’accettazione dell’accordo medesimo, il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all’Inps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata. In caso di mancato versamento della provvista mensile, l’Istituto notifica un avviso di pagamento e, se necessario, procede all’escussione della fideiussione.

La previsione normativa in argomento riguarda i datori di lavoro, appartenenti a qualsiasi settore di attività, che impieghino mediamente più di quindici dipendenti. La media dei dipendenti verrà calcolata, in analogia a quanto previsto per altri istituti a sostegno del reddito, prendendo a riferimento la forza aziendale del semestre precedente la data di stipula dell’accordo sindacale relativo agli esuberi. Nella determinazione del numero dei dipendenti occupati devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica (lavoranti a domicilio, dirigenti, ecc.), con esclusione degli apprendisti, gli assunti con contratto di inserimento e di reinserimento lavorativo.
Non sono previsti requisiti specifici per l’accesso alla prestazione, ma la legge ne subordina l’erogazione al perfezionamento dei requisiti minimi contributivi ed anagrafici, a carico dell’assicurazione previdenziale di appartenenza, previsti dalla vigente normativa ed adeguati agli incrementi alla speranza di vita, utili per il conseguimento della pensione entro il periodo massimo di fruizione della prestazione in argomento.

La prestazione è erogata, su richiesta del datore di lavoro, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
La sede Inps competente per la liquidazione, accertata la presenza dei requisiti di legge previsti per la concessione della prestazione, provvede alla sua erogazione in rate mensili. In merito alla disponibilità delle procedure informatiche per la liquidazione e la gestione della prestazione, si fa riserva di successive comunicazioni.
Il valore della prestazione è pari all’importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di accesso alla prestazione medesima, in base alle regole vigenti, esclusa la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.
In caso di decesso del beneficiario, ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie, tenendo conto anche della contribuzione figurativa correlata versata in favore del lavoratore durante il periodo di erogazione della prestazione.

Imprese armatoriali e di volo: nuovo servizio “Invio flussi InailMare”

Dal 15 luglio 2013 è attivo, per le imprese armatoriali e di volo, il servizio online “Invio flussi InailMare” che consente alle imprese armatoriali e di volo l’invio massivo all’Inail delle denunce inerenti i contributi di malattia e maternità.

Come noto, l’Inail provvede alla riscossione dei contributi di malattia e maternità e al pagamento delle relative prestazioni per il personale marittimo nonché alla riscossione dei contributi di maternità ed alla erogazione delle relative prestazioni per il personale di volo e per il personale amministrativo delle società di navigazione. A tal fine le imprese marittime e aeree provvedono a inviare la denuncia mensile dei contributi di malattia e maternità con i dati retributivi e contributivi individuali.

Le imprese armatoriali e di volo, che ad oggi effettuano tale adempimento tramite il servizio on line, dal 15 luglio 2013 potranno anche utilizzare il servizio “Invio flussi InailMare” – nella sezione “Assicurazioni per la gestione dei Contributi di Malattia e Maternità del personale della navigazione marittima e di quello della navigazione aerea” del Portale Inail – per trasmettere mensilmente all’Inail, con tutti i dati necessari richiesti, un file generato direttamente dalle procedure paghe utilizzate.

Il flusso può contenere denunce riferite a più armatori/datori di lavoro e, per ogni armatore/datore di lavoro, a più navi, aeromobili o unità amministrative. Ogni denuncia, presente nel flusso, è riferita a una singola posizione contributiva, identificata dal conto (datore di lavoro) e dal certificato (nave, aeromobile o unità Amministrativa).

Il servizio risponde alla necessità di consentire alle imprese l’invio massivo, in via telematica, delle denunce per l’autoliquidazione mensile dei contributi di malattia e maternità, attraverso un flusso dati generato autonomamente dai datori di lavoro. In questo modo le imprese possono anche riscontrare on line l’avvenuta presentazione della denuncia e verificare il relativo iter amministrativo.
 

Precisazioni sull’indennità di maternità per libere professioniste psicologhe

Le libere professioniste psicologhe, iscritte all’ENPAP, con rapporto di lavoro autonomo, coordinato e continuativo, in regime di convenzione con il S.S.N. hanno diritto alla integrazione dell’indennità di maternità, nella misura in cui i relativi periodi non siano coperti ai sensi dell’Accordo Collettivo Nazionale.

Nello specifico, le libere professioniste, iscritte ad un Ente che gestisce forme di previdenza obbligatoria – tra cui è annoverato anche l’ENPAP – hanno diritto “per i due mesi antecedenti la data del parto e i tre mesi successivi alla stessa” al riconoscimento di una indennità di maternità in misura pari all’80% di cinque dodicesimi del reddito professionale da lavoro autonomo, percepito e denunciato ai fini fiscali nel secondo anno precedente a quello dell’evento. Tale indennità viene corrisposta dal competente Ente di previdenza, indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività, a seguito di presentazione di apposita domanda corredata da dichiarazione attestante l’inesistenza del diritto alle indennità di maternità.
L’erogazione dell’indennità di maternità da parte dell’Ente previdenziale di categoria risulta, pertanto, ammissibile solo nella misura in cui la medesima professionista non percepisca altra indennità di maternità in qualità di lavoratrice dipendente ovvero autonoma o come imprenditrice agricola e commerciante.
Secondo la previsione contenuta nell’art. 37, co. 4, dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, medici veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali: “allo specialista ambulatoriale e al professionista a tempo indeterminato, che si assenta dal servizio per gravidanza o puerperio, o adozione di minore al di sotto del 6 anni, l’azienda mantiene l’incarico per 6 mesi continuativi e corrisponde l’intero trattamento economico goduto in attività di servizio, per un periodo massimo complessivo di 14 settimane. Nel caso di gravidanza a rischio, il periodo di assenza non è computato nei 6 mesi”.
Ne deriva che, il principio di incumulabilità può, comunque, trovare applicazione esclusivamente per il periodo delle 14 settimane già coperto da erogazione del trattamento di maternità, ma non in relazione al restante periodo, non pagato fino al raggiungimento dei 5 mesi previsti ex lege. Tale principio trova, pertanto, applicazione anche con riferimento all’ipotesi in cui la lavoratrice espleti parte dell’attività libero professionale in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale svolgendo il rapporto di lavoro con modalità autonoma coordinata e continuativa nell’ambito di Aziende Sanitarie o Strutture Militari.
Ebbene, alla luce di dette argomentazioni, le libere professioniste psicologhe, iscritte all’ENPAP, con rapporto di lavoro autonomo, coordinato e continuativo, in regime di convenzione con il S.S.N. hanno diritto, inoltrando specifica domanda all’Ente di categoria, alla integrazione dell’indennità di maternità, nella misura in cui i relativi periodi non siano coperti ai sensi dell’Accordo Collettivo Nazionale.