Le comunicazioni di compliance per gli esercenti tramite distributori automatici


Disposte le comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti per i quali risultano anomalie relative alla trasmissione dei dati dei corrispettivi derivanti da cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tramite distributori automatici (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 13 giugno 2019, n. 195328).

A decorrere dal 1° gennaio 2018, per tutti i soggetti gestori di distributori automatici (inclusi quelli senza porta di comunicazione), la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatorie.
Al fine di stimolare il corretto assolvimento degli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, nonché di favorire l’emersione spontanea di basi imponibili potenzialmente sottratte a tassazione, l’Agenzia delle entrate individua, a seguito dell’analisi dei dati acquisiti all’Anagrafe tributaria, i contribuenti che presentano possibili anomalie per l’anno d’imposta 2018.
A seguito dell’attività di analisi di cui sopra, l’Agenzia invia una comunicazione per la promozione della compliance ai contribuenti che, sebbene risultino svolgere l’attività economica di Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici, sulla base del codice ATECO 47.99.20, presente in Anagrafe tributaria, non hanno censito alcun distributore automatico.
L’Agenzia invia altresì una comunicazione per la promozione della compliance ai contribuenti che, pur avendo censito i propri distributori automatici, presentano ripetute anomalie relative alle trasmissioni dei dati effettuate.
I contribuenti che hanno ricevuto la comunicazione, che riconoscono gli errori o le omissioni segnalati negli adempimenti di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi, possono regolarizzare la propria posizione versando le sanzioni stabilite dalla legge, beneficiando delle riduzioni previste dal ravvedimento operoso.
Qualora gli errori o le omissioni abbiano comportato anche errori o omissioni negli adempimenti dichiarativi IVA e nei versamenti dell’imposta, i contribuenti possono regolarizzare anche tali violazioni, mediante ravvedimento operoso, presentando la dichiarazione integrativa (ovvero l’eventuale dichiarazione omessa, entro novanta giorni dal 30 aprile 2019) e versando le maggiori imposte dovute, unitamente agli interessi, nonché alle sanzioni in misura ridotta.
I contribuenti che hanno ricevuto la comunicazione sul mancato censimento, qualora ravvisino che l’attività economica effettivamente esercitata non corrisponde al codice ATECO dichiarato, devono provvedere alla variazione dello stesso e inserire il codice ATECO corretto nella prossima dichiarazione Redditi 2019.