Presentazione delle domande relative al Tax credit programmazione 2018


Comunicati le modalità e i termini di presentazione delle domande relative alla programmazione 2018 (Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale Cinema – Comunicato 17 gennaio 2019, n. 4965).

È possibile presentare le domande di credito di imposta relative alla programmazione effettuata nel 2018:
– attraverso la modulistica denominata “periodo gennaio” attualmente disponibile su DGCOL e aperta fino al 28 gennaio 2019;
– attraverso una modulistica apposita, denominata “recupero 2018” che sarà attiva sulla piattaforma DGCOL dal 4 febbraio al 25 marzo 2019.


IVA: aliquota ridotta per gli integratori


Le cessioni di questi prodotti sono soggette all’aliquota IVA ridotta al 10 per cento (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 18 gennaio 2019, n. 8).

Nell’istanza presentata all’Amministrazione finanziaria, la Società contribuente, con sede legale in un Paese dell’Unione europea, opera nella produzione e commercializzazione di integratori alimentari e altri prodotti. La distribuzione di detti beni avviene, attraverso il sito internet della Società, principalmente nei confronti di privati consumatori. Poiché l’istante ha effettuato vendite nei confronti di persone fisiche non soggetti passivi d’imposta nazionali oltre la soglia di euro 35.000, ha provveduto alla presentazione della documentazione necessaria per l’identificazione diretta ai fini IVA, ai sensi dell’articolo 35-ter del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, al fine di adempiere agli obblighi connessi alle predette vendite e altresì per regolarizzare la propria posizione fiscale in Italia. Per le cessioni oltre la predetta soglia, la Società è quindi tenuta a versare l’IVA in Italia e chiede di conoscere quale sia l’aliquota applicabile ai prodotti venduti nel territorio italiano.
Al riguardo l’istante espone che i prodotti oggetto del presente interpello sono degli integratori alimentari, composti da diversi ingredienti di origine naturale e superfood. In particolare, i prodotti finiti sono mix di questi ingredienti e si presentano o sotto forma di capsule, nel caso dei prodotti “XA” da assumere unitamente ad acqua, oppure sotto forma di preparato in polvere, nel caso dei prodotti “XC” ed “XD” da unire ad altre sostanze liquide (come latte parzialmente scremato ed oli vegetali) in modo da ottenere una bevanda.
Per il Fisco i prodotti in questione rientrino tra le “preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove, esclusi gli sciroppi di qualsiasi natura”, la cui cessioni sono soggette all’aliquota IVA ridotta al 10 per cento.

Appalti pubblici: conformità standard europeo per le fatture elettroniche

Recepita la normativa europea in materia di fatturazione elettronica negli appalti pubblici. A decorrere dal prossimo 16 aprile c.a., nell’esecuzione dei contratti con la PA, la fatturazione elettronica deve essere adempiuta in conformità alle regole tecniche dello standard europeo (Decreto Legislativo n. 148 del 2018).

A decorrere dal 18 aprile 2019 le fatture elettroniche emesse nell’ambito degli appalti pubblici devono rispettare le regole tecniche conformi allo standard europeo, secondo le disposizioni della Direttiva 2014/55/UE e della Decisione di esecuzione (UE) n. 2017/1870, che vanno ad integrare le regole tecniche previste dalla disciplina nazionale.
Le fatture elettroniche devono, altresì, rispettare la Core Invoice Usage Specification (CIUS) per il contesto nazionale italiano, il cui uso è previsto nello standard europeo EN 16931-1:2017.
Le definizione delle modalità applicative è affidata ad un successivo provvedimento da adottare a cura dell’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo si applica in particolare nell’ambito dei contratti con le amministrazioni e gli enti definiti dal “Codice dei contratti pubblici”:
– “amministrazioni aggiudicatrici”: le amministrazioni dello Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non economici; gli organismi di diritto pubblico; le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti;
– “autorità governative centrali”:, le amministrazioni aggiudicatrici rappresentate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dai Ministeri e loro articolazioni territoriali, da CONSIP S.p.A. e dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
– “amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali”: tutte le amministrazioni aggiudicatrici che non sono autorità governative centrali;


– “organismi di diritto pubblico”: qualsiasi organismo, anche in forma societaria, istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale; dotato di personalità giuridica; la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d’amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico (ad esempio, ENAC, ENAV, ANAS S.p.A., Università statali, Enti culturali e di promozione artistica, Istituzioni pubbliche di assistenza e di beneficenza);
– “enti aggiudicatori”: amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche che svolgono una delle attività nei settori di pubblica utilità (ad esempio, elettricità, acqua, servizi di trasporto, gas ed energia termica, ecc.).
Tuttavia, per le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali l’obbligo decorre dal 18 aprile 2020.
Restano escluse dall’obbligo di applicazione dello standard europeo, peraltro, le fatture elettroniche emesse a seguito dell’esecuzione di contratti che rientrano nell’ambito di applicazione dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e sicurezza, nel caso in cui l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto stesso siano dichiarate segrete o soggette a speciali misure di sicurezza.

Formato elettronico per le fatture precedute da scontrino


Dal 1° gennaio 2019, con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, va esclusa la c.d. “fattura con scontrino” in forma analogica (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 16 gennaio 2019, n. 7).

Per coloro che svolgono attività di commercio al minuto e assimilate il decreto IVA prevede che l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.
In assenza di fattura, i corrispettivi, per i quali sussiste l’obbligo di certificazione fiscale possono essere documentati, indipendentemente dall’esercizio di apposita opzione, mediante il rilascio della ricevuta fiscale, ovvero dello scontrino fiscale con l’osservanza delle relative discipline.
Inoltre, lo scontrino fiscale, emesso all’atto della consegna o, se anteriore, del pagamento del corrispettivo e la ricevuta fiscale, aventi tutte le caratteristiche richieste dalla normativa di riferimento, possono essere utilizzati come documenti idonei ai fini dell’osservanza degli obblighi di legge.
Inn passato, l’Amministrazione finanziaria ha già precisato che:
a) avendo la fattura funzione sostitutiva dei due documenti fiscali richiamati (scontrino oppure ricevuta fiscale) nei casi in cui ne è prescritta l’emissione, è escluso il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nell’ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione. Ciò nella considerazione che qualora non si desse luogo all’emissione contestuale della fattura, verrebbe meno qualsiasi possibilità di controllo immediato in ordine soprattutto alle operazioni poste in essere dai soggetti che svolgo il commercio al minuto e attività assimilate;
b) l’operatore economico che intende avvalersi della fatturazione differita potrà utilizzare, in luogo del documento di trasporto o degli altri documenti similari, sia lo scontrino fiscale integrato che la ricevuta fiscale integrata.
Va da sé che, in tal caso, come, peraltro, l’ammontare dei corrispettivi certificati da scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita, vanno scorporati dal totale giornaliero.
In caso di emissione di ricevuta fiscale per corrispettivi oggetto di fatturazione differita, gli stessi potranno essere tenuti distinti nel registro dei corrispettivi, ai fini della loro esclusione dalle liquidazioni periodiche, in quanto i medesimi concorreranno alle liquidazioni relative alle corrispondenti fatture differite.
Le precisazioni richiamate non risultano superate a seguito dell’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2019.
Infatti, la disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura “ordinaria”, con la conseguenza che, pur nel limite della compatibilità con gli elementi che la caratterizzano, continuano a trovare applicazione le regole ed i relativi chiarimenti precedenti con riferimento generale alla fatturazione.
In questo senso, peraltro, vanno lette anche le istruzioni contenute nelle specifiche tecniche, di cui all’allegato A al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 30 aprile 2018, prot. n. 89757/2018 laddove, nelle ipotesi di fatture elettroniche precedute da scontrino, si prevede la compilazione del blocco informativo “AltriDatiGestionali” con specifiche informazioni (quali, ad esempio, per il “RiferimentoTesto” «l’identificativo alfanumerico dello scontrino»).
Alla luce di quanto sopra, fatta salva l’ipotesi di esonero dagli obblighi di fatturazione elettronica, deve escludersi che, dal 1° gennaio 2019, la c.d. “fattura con scontrino” citata dall’istante possa avere forma analogica.


Rappresentante fiscale di intermediario estero


Forniti chiarimenti in merito alla possibilità di nominare un rappresentante fiscale da parte di un intermediario estero (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 16 gennaio 2019, n. 5/E).

Una banca estera, nonostante la presenza della stabile organizzazione in Italia, in relazione agli adempimenti di sostituto d’imposta relativi ai redditi di natura finanziaria, qualora la stabile organizzazione non svolga in Italia attività di custodia titoli per le quali la stessa assume il ruolo di sostituto d’imposta, può nominare come rappresentante fiscale un intermediario abilitato residente o stabilito in Italia.