Meno limitazioni per l’agente di affari in mediazione


Per l’agente di affari in mediazione diminuiranno le incompatibilità, limitate a poche ipotesi rispetto ad oggi (Ministero Sviluppo Economico – circolare n. 3719/2019).

Rispetto al passato, le incompatibilità della professione di agente di affari in mediazione saranno limitate alle seguenti ipotesi:
– attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione;
– attività svolta in qualità di dipendente (ad esclusione delle imprese di mediazione) di ente pubblico o privato, o di istituto bancario, finanziario o assicurativo;
– esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione;
– situazioni di conflitto di interessi.


Ad oggi, invece, le incompatibilità sembrerebbero impedire agli agenti di esercitare qualsiasi altra attività diversa da quella di intermediazione. In particolare, le incompatibilità sono con:
– l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione;
– l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate.


La nuova disciplina è sicuramente più favorevole agli agenti di affari in mediazione, tutti, ed in particolare ai mediatori immobiliari, ed è applicabile a tutti i mediatori: quindi sia a coloro che verranno iscritti al R.I. dall’entrata in vigore della norma in questione, sia in particolare anche a coloro che secondo la disciplina previgente si trovano in condizione di incompatibilità.


In tal senso, il Ministero dello Sviluppo Economico sta provvedendo a fornire a tutte le Camere di Commercio le nuove disposizioni operative al fine di uniformare le procedure da attivare nel momento in cui la legge europea entrerà in vigore, nonché di evitare disorientamento negli utenti.


Innalzamento limite di importo per l’emissione della fattura semplificata


Innalzato da 100 a 400 euro il limite per l’emissione delle fatture semplificate (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 10 maggio 2019, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale).

Si rammenta che la fattura semplificata è caratterizzata dalla richiesta di un minor numero di elementi informativi.
In particolare, il cessionario o committente può essere identificato mediante la sola partita IVA o il solo codice fiscale, se stabilito nel territorio dello Stato, o mediante il numero identificativo IVA del Paese di stabilimento, se non stabilito nel territorio delle Stato, anziché mediante gli elementi prescritti per le fatture ordinarie (ditta, denominazione o ragione sociale, nome, cognome, residenza o domicilio).
Nella fattura semplificata, inoltre, l’operazione può essere descritta in modo sintetico e non è richiesta la distinta esposizione dell’imponibile e dell’imposta, essendo sufficiente indicare l’ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta ivi incorporata ovvero, in alternativa, i dati che permettono di calcolarla.
Con tale innalzamento da 100 a 400 euro del limite per l’emissione delle fatture semplificate, si introduce un’ulteriore semplificazione in favore dei contribuenti che potranno scegliere di utilizzare la fattura semplificata emessa in formato elettronico in luogo dello scontrino elettronico.
Restano validi la possibilità di emettere in modalità semplificata, senza limiti di importo, le fatture rettificative di precedenti documenti e il divieto di emettere fattura semplificata per le cessioni intracomunitarie e per alcune tipologie di operazioni non soggette ad IVA per difetto del requisito della territorialità.

Esoneri per l’emissione dello scontrino elettronico


Con il decreto del 10 maggio 2019, Ministro dell’Economia e delle Finanze ha indicato, per i soggetti che effettuano attività di commercio al minuto e assimilate, gli esoneri all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati degli incassi giornalieri. Si attende la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Sono esonerati dall’obbligo di emissione dello scontrino elettronico tutti i soggetti che sono fuori dal perimetro di certificazione dei corrispettivi (tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli e chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli). Inoltre, sono esonerati, fino al 31 dicembre 2019, i soggetti che effettuano operazioni marginali, cioè quelle che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018, e le cessioni e prestazioni effettuate su mezzi di trasporto in viaggi internazionali (ad esempio le navi da crociera); questi soggetti continueranno a certificare queste operazioni marginali in modalità cartacea.
Si rammenta che l’obbligo di emettere lo scontrino elettronico dal 1° luglio 2019 riguarda solo i soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro. A partire dal primo gennaio 2020 l’obbligo sarà esteso a tutti i commercianti al minuto e soggetti assimilati e, dalla stessa data, partirà anche la lotteria dei corrispettivi.


Intermediari finanziari: pronti i codici tributo dell’addizionale IRES

Pronti i codici tributo che gli intermediari finanziari e la Banca d’Italia devono utilizzare per il versamento dell’addizionale IRES liquidata nella prossima dichiarazione dei redditi (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 16 maggio 2019, n. 49/E)

Ai fini della tassazione del reddito complessivo netto, gli intermediari finanziari e la Banca d’Italia sono tenuti al versamento di un’addizionale IRES del 3,5%.


Sono escluse dalla tassazione aggiuntiva, le società di gestione dei fondi comuni d’investimento e le società di intermediazione mobiliare.
Allo scopo di tenere distinta la suddetta addizionale dall’IRES ordinaria, l’Agenzia delle Entrate ha disposto che il versamento, in acconto e a saldo, deve essere effettuato tramite modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:
– “2041” denominato “Addizionale IRES per gli intermediari finanziari – Acconto prima rata – art. 1, comma 65, legge 28 dicembre 2015, n. 208”;
– “2042” denominato “Addizionale IRES per gli intermediari finanziari – Acconto seconda rata o in unica soluzione – art. 1, comma 65, legge 28 dicembre 2015, n. 208”;
– “2025” denominato “Addizionale IRES per gli intermediari finanziari – Saldo – art. 1, comma 65, legge 28 dicembre 2015, n. 208”.

MODALITÀ DI COMPILAZIONE DEL MODELLO F24


In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo devono essere esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”.
Il codice tributo “2025” è utilizzato anche per utilizzare in compensazione l’eventuale saldo a credito.
Per i codici tributo “2025” e “2041”, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” devono essere indicate le informazioni relative all’eventuale rateazione del pagamento, nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate; in caso di pagamento in un’unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”.


IVA ridotta per i prodotti vegetali surgelati


Aliquota IVA agevolata del 4% sui prodotti vegetali surgelati (Agenzia delle Entrate – Risposta di consulenza giuridica 15 maggio 2019, n. 16).

Il quesito verte sulla individuazione del corretto trattamento fiscale da riservare, ai fini IVA, alle cessioni di “ortaggi grigliati surgelati” con aggiunta di olio.
L’Agenzia chiarisce che l’aggiunta di una piccola percentuale di olio (circa 3%), “spraizzata” sul prodotto non ne modifica la classificazione, in quanto gli ortaggi non sono prefritti; l’olio, infatti, come dichiarato dall’istante, non ha, alcuna funzione di condimento, ma bensì serve come antiagglomerante, che, favorendo il distacco delle fette di prodotto ha lo scopo di mantenere disgregati i pezzi”.
Pertanto, sarà applicabile l’aliquota IVA del 4% di cui al punto 6) della Tabella A, parte II, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972.