Nuovi chiarimenti sul tax credit cinema


Forniti ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione dell’istanza/richiesta definitiva del credito d’imposta cinema (Ministero per i beni e le attività culturali – Comunicati nn. 4802 e 4807 del 2018).

La scadenza per la presentazione delle domande di credito di imposta – passaggio al nuovo regime(produzione di film, produzione di opere TV, produzione di opere WEB, produzione esecutiva di opere straniere, distribuzione nazionale) è prorogata a venerdì 3 agosto, ore 12.00.
Con riferimento alle opere per le quali è richiesto il passaggio al nuovo regime (aliquote) sulla piattaforma DGCOL (http://www.doc.beniculturali.it/), nel caso in cui i termini per la presentazione dell’istanza/richiesta definitiva scadano prima del momento dell’approvazione della domanda di passaggio, è possibile parallelamente presentare la citata istanza/richiesta definitiva sulla vecchia piattaforma COL (http://www.col.beniculturali.it/col.iteranet/Default.aspx).
La richiesta definitiva, secondo il nuovo regime, dovrà essere successivamente perfezionata sulla piattaforma DGCOL.


730/2018: lunedì 23 luglio 2018 ultimo giorno per la presentazione


Ultimi giorni per la presentazione del 730/2018 all’Agenzia delle Entrate. La scadenza si rivolge ai contribuenti che provvedono direttamente alla presentazione della dichiarazione e a quelli che invece provvedono tramite Caf o professionisti abilitati (Agenzia Entrate – provvedimento n. 10793/2018).

Lunedì, 23 luglio 2018, è l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello 730/2018 da parte sia dei contribuenti che provvedono direttamente all’invio utilizzando le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate sia di quelli che si rivolgono a intermediari abilitati.


Va detto che per i Caf e per i professionisti abilitati, a seconda della data di consegna del Modello 730, sono stabiliti differenti termini per assolvere i seguenti adempimenti dell’attività di assistenza fiscale:
– comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate il risultato finale delle dichiarazioni;
– consegnare al contribuente copia della dichiarazione dei redditi elaborata e il relativo prospetto di liquidazione che riassume i dati relativi all’imposta a credito o da versare;
– trasmettere le dichiarazioni in via telematica all’Agenzia delle Entrate.


Entro lunedì 23 luglio, gli intermediari dovranno provvedere a trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’ultima tranche delle dichiarazioni pervenute dal 1° luglio al 23 luglio 2018.

Via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Sisma

Approvata in via definitiva alla Camera di Deputati la Legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016

Il testo del “Decreto” si arricchisce di numerose disposizioni riguardanti la ricostruzione dei territori colpiti, con la previsione tra l’altro di finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata, ma soprattutto viene confermata e ulteriormente prorogata la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, incluso il pagamento del canone tv.
In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ecco i termini della sospensione e di ripresa degli adempimenti fiscali e contributivi, contenuti nell’articolo 1 del testo definitivo.
Scade il 16 gennaio 2019 il termine per il versamento dei tributi sospesi, senza applicazione di sanzioni e interessi, da parte dei soggetti colpiti dal sisma diversi dai titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e dagli esercenti attività agricole. È possibile effettuare il pagamento anche mediante rateizzazione, fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo decorrenti sempre dal 16 gennaio 2019. In caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento alla scadenza dell’unica rata ovvero di una o più rate (in caso di rateizzazione) alle rispettive scadenze mensili, gli importi scaduti e non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, sono iscritti a ruolo. La relativa cartella deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione. È ammessa, comunque, la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, evitando l’iscrizione a ruolo.
Scade il 31 gennaio 2019 il termine per eseguire, senza applicazione di sanzioni e interessi, gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi. Anche in questo caso è possibile effettuare il pagamento delle somme sospese mediante rateizzazione, fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo decorrenti sempre da gennaio 2019.
Con riferimento al versamento degli importi sospesi dovuti da soggetti titolari di reddito di lavoro subordinato o assimilato, questi ultimi possono richiedere al sostituto d’imposta di operare le corrispondenti ritenute e provvedere ai versamenti.
Ai fini dell’esclusione dalla formazione del reddito imponibile Irpef e Ires dei redditi dei fabbricati ubicati nelle zone terremotate, viene fissato al 31 dicembre 2018 il termine entro cui devono essere adottate le ordinanze di sgombero o la dichiarazione di distruzione/inagibilità. Entro lo stesso termine il contribuente può dichiarare la distruzione o l’inagibilità totale o parziale del fabbricato al Comune.
A decorrere dal 1° gennaio 2019 riprendono i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e dagli avvisi di addebito dell’Inps. Dalla stessa data riprendono anche le attività esecutive degli agenti della riscossione e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, compresi gli enti locali.
Fino al 31 dicembre 2020 è sospeso il pagamento del canone TV. Il versamento delle somme sospese è effettuato, senza sanzioni e interessi, in un’unica rata o mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, a partire dal 1º gennaio 2021. In caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento alla scadenza dell’unica rata ovvero di una o più rate (in caso di rateizzazione) alle rispettive scadenze mensili, gli importi scaduti e non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, sono iscritti a ruolo. La relativa cartella di pagamento deve essere notificata , a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione.

Per le fondazioni bancarie che sostengono in volontariato c’è il credito d’imposta


A decorrere dall’anno 2018, alle Fondazioni di origine bancaria che nell’ambito della propria attività istituzionale sostengono il volontariato attraverso erogazioni annuali al Fondo unico nazionale (FUN), è riconosciuto un contributo sottoforma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24 (Ministero Lavoro e Politiche Sociali – decreto 04 maggio 2018, n. 56).

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha definito le modalità applicative del credito d’imposta riconosciuto alle fondazioni bancarie che sostengono il volontariato.
Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, i versamenti devono essere effettuati entro il 31 ottobre di ciascun anno.
Il credito è riconosciuto nella misura massima del 100% delle erogazioni effettuate entro la medesima data, fino a un massimo di 15 milioni di euro per il 2018, e di 10 milioni di euro per gli anni successivi, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso è stato riconosciuto, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, indicando il relativo codice tributo che sarà a breve istituito dall’Agenzia delle Entrate.
Qualora l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare comunicato, tenuto conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato.


Il credito è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è riconosciuto e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo.


Il credito d’imposta è inoltre cedibile dalle fondazioni finanziatrici, in esenzione dall’imposta di registro e a condizione che sia intervenuta la comunicazione della percentuale di credito d’imposta riconosciuto da parte dell’Agenzia delle entrate, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi ed è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente.

Atti giudiziari: i codici tributo per la registrazione


Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti dell’autorità giudiziaria richieste dall’Agenzia delle entrate. Ridenominati i codici tributo delle somme dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione per consentire il versamento delle somme dovute a seguito degli avvisi di liquidazione emessi dagli Uffici, da utilizzare esclusivamente mediante il modello F24 (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 18 luglio 2018, n. 57/E).

Per consentire, con un’unica operazione, il pagamento di tutte le imposte e tasse liquidate dagli uffici dell’Amministrazione, mediante il modello F24, è stato istituito il codice tributo “AAGG” denominato “Registrazione atti giudiziari – somme liquidate dall’ufficio”.
Il versamento delle somme in parola può essere effettuato utilizzando il modello precompilato.
Nell’eventualità in cui il contribuente, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente richiesto, sono utilizzati i seguenti codici tributo:
– “A196” denominato “Atti giudiziari – Imposta di registro – somme liquidate dall’ufficio”;
– “A197” denominato “Atti giudiziari – Sanzione imposta di registro – somme liquidate dall’ufficio”;
– “A140” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta ipotecaria – somme liquidate dall’ufficio”;
– “A141” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta catastale – somme liquidate dall’ufficio”;
– “A146” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta di bollo – somme liquidate dall’ufficio”;
– “A148” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Sanzione Imposta di bollo– somme liquidate dall’ufficio”;
– “A149” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Sanzione Imposte e tasse ipotecarie e catastali – somme liquidate dall’ ufficio”;
– “A152” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Interessi – somme liquidate dall’ufficio”.