Prossima la scadenza per la dichiarazione IVA annuale e Tr


Per la presentazione dei modelli IVA (annuale e trimestrale) c’è tempo fino al prossimo 30 aprile.

Il modello di dichiarazione annuale IVA/2018 e IVA BASE/2018 deve essere utilizzato per presentare la dichiarazione IVA concernente l’anno d’imposta 2017, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018.
Sono obbligati in linea generale alla presentazione della dichiarazione annuale IVA tutti i contribuenti esercenti attività d’impresa ovvero attività artistiche o professionali titolari di partita IVA.
Si ricorda che il modello di dichiarazione annuale IVA BASE/2018, concernente l’anno d’imposta 2017, è una versione semplificata del modello di dichiarazione annuale IVA/2018 e può essere utilizzato in alternativa al predetto modello.
Tale modello può essere utilizzato dai soggetti Iva, sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel corso dell’anno:
– hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti per gli agricoltori o per le agenzie di viaggio;
– hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse;
– non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);
– non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond;
– non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.

Il Modello IVA Tr deve essere utilizzato dai contribuenti che hanno realizzato nel trimestre un’eccedenza di imposta detraibile di importo superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di tale eccedenza ovvero intendono utilizzarla in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi. Il credito IVA infrannuale può essere richiesto a rimborso unicamente dai contribuenti in possesso di specifici requisiti, nonché dai soggetti che si trovano nelle condizioni stabilite dalla legge, con alcune limitazioni rispetto alle ipotesi di rimborso annuale.
In alternativa, lo stesso credito può essere utilizzato in compensazione nel modello F24.
Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.
Qualora il termine sopra indicato scada di sabato o in un giorno festivo lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo.


Causale contributo INPS: istituita la “ASS1″e soppressa la “EBII”


Istituzione della causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale “ASSICURMED” e soppressione della causale contributo “EBII” (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 23 aprile 2018, n. 32/E e 33/E).

L’INPS ha chiesto all’Agenzia delle Entrate l’istituzione della causale contributo per la riscossione, tramite il modello F24, dei contributi per il finanziamento del Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale “ASSICURMED”.
A tal fine, si istituisce la seguente causale contributo:
– “ASS1” denominata “Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale – ASSICURMED”
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, la suddetta causale è esposta nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”, indicando:
– nel campo “codice sede”, il codice della sede INPS competente;
– nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola INPS dell’azienda;
– nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato “MM/AAAA”. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.
L’INPS, inoltre, ha chiesto la soppressione della causale contributo “EBII”, istituita per consentire il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica, mediante modello F24.
A decorrere dal 7 maggio 2018 è soppressa tale causale è soppressa.


Comunicazione dei compensi riscossi per medici e paramedici

Entro il prossimo 30 aprile 2018, le strutture sanitarie private devono provvedere all’invio della comunicazione dei compensi riscossi nel 2017 in nome e per conto dei medici, in relazione alle prestazioni professionali rese dagli stessi all’interno delle strutture in regime di lavoro autonomo.

COMUNICAZIONE DEI DATI


Le Strutture Sanitarie Private effettuano ogni anno la comunicazione dell’ammontare dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto di ciascun esercente la professione medica e paramedica per le prestazioni rese all’interno di dette strutture in esecuzione di un rapporto di lavoro autonomo, intrattenuto direttamente con il paziente.


SOGGETTI OBBLIGATI


La comunicazione deve essere fatta dalle società, gli istituti, le associazioni, i centri medici e diagnostici e ogni altro ente  soggetto privato, con o senza scopo di lucro, che operano nel settore dei servizi sanitari e veterinari, nonché ogni altra struttura in qualsiasi forma organizzata che metta a disposizione di medici e paramedici (autonomi), a qualunque titolo, locali ad uso sanitario, forniti delle attrezzature necessarie per l’esercizio della professione medica o paramedica.
A tal fine, si considerano attività medica e paramedica, quella di diagnosi, cura e riabilitazione resa nell’esercizio delle professioni ed arti sanitarie soggette a vigilanza.

TERMINI E MODALITÀ DI COMUNICAZIONE


Entro il 30 aprile 2018, le strutture sanitarie private devono trasmettere, in via telematica all’Agenzia delle Entrate, il modello SSP riferito al periodo d’imposta 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2017, contenente le seguenti informazioni:
– i dati identificativi della struttura;
– il codice fiscale e i dati anagrafici di ciascun esercente attività di lavoro autonomo mediche e paramediche;
– l’importo dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto di ciascun percipiente.
Nella comunicazione devono essere indicati esclusivamente i compensi effettivamente riscossi entro il 31 dicembre 2017, mentre non assumono rilievo i compensi dovuti in relazione a prestazioni eseguite entro il 31 dicembre, ma incassati in data successiva, ancorché fatturate entro il 31/12.
In caso di errori od omissioni è possibile annullare la comunicazione precedentemente inviata provvedendo alla trasmissione di una nuova comunicazione sostitutiva, non oltre il termine ordinario (30/04).
La comunicazione deve essere trasmessa utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate direttamente (per i soggetti abilitati a Entratel o Fisconline) ovvero avvalendosi degli intermediari abilitati.
In caso di scarto, l’Agenzia delle Entrate segnala la circostanza al soggetto che ha effettuato la trasmissione, indicandone i motivi. Entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto il modello deve essere trasmesso nuovamente dopo la correzione degli errori segnalati.
Le comunicazioni trasmesse entro il termine ordinario, ma scartate dal servizio telematico, si considerano tempestive purché ritrasmesse entro i predetti cinque giorni.

Regime agevolato lavoratori impatriati: modalità di recupero imposte 2016

Col Provvedimento n. 85330 del 20 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità per consentire ai soggetti che hanno optato per il regime agevolato dei “lavoratori impatriati” nell’anno 2016 di ottenere il recupero delle maggiori imposte versate, per effetto della conferma all’applicazione delle misure di maggior favore previste per tale annualità, con l’imponibilità dei redditi in misura del 20 per cento per le donne e del 30 per cento per gli uomini.

REGIME SPECIALE LAVORATORI IMPATRIATI


Il regime speciale per i “lavoratori impatriati” prevede una tassazione ridotta per i redditi di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e d’impresa prodotti in Italia da soggetti in possesso di specifici requisiti.
In particolare, possono beneficiare del regime agevolato i lavoratori che hanno trasferito la residenza in Italia, per i redditi prodotti nel territorio dello Stato, al ricorrere delle seguenti condizioni:
a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni;
b) l’attività lavorativa viene svolta presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
c) l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano;
d) i lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.
Ovviamente le condizioni di cui alle lettere b) e d) non interessano i lavoratori autonomi, essendo riferiti propriamente a profili di lavoro subordinato.

REGIME AGEVOLATO NEL 2016


Per l’anno 2016, in particolare, la misura della tassazione prevista per il regime agevolato è stata oggetto di importanti oscillazioni, passando dalla previsione di un reddito imponibile del 20 per cento per le donne e del 30 per cento per gli uomini, al 70 per cento per entrambi.
Successivamente col Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018 è stata confermata per l’anno 2016 la tassazione originaria nella misura del 20 per cento per le donne e del 30 per cento per gli uomini.
Considerato che la conferma per il regime fiscale di maggior favore è stata adottata oltre il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2016, è stato affidato all’Agenzia delle Entrate il compito di individuare le modalità per il recupero delle maggiori imposte versate dalle persone che hanno optato nel 2016 per il regime dei “lavoratori impatriati.

MODALITÀ DI RECUPERO DELLE MAGGIORI IMPOSTE 2016


L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i soggetti in possesso dei requisiti per beneficiare della tassazione più favorevole, e che per tale annualità hanno esercitato l’opzione per il regime speciale dei “lavoratori impatriati”, possono recuperare la maggiori imposte versate, alternativamente:
– presentando una dichiarazione integrativa (solo in presenza di una dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2016 validamente presentata) e conservando la documentazione rilevante a dimostrare la sussistenza dei presupposti per la fruizione del beneficio;
– presentando un’istanza di rimborso in carta libera all’Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale alla data in cui la dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2016 è stata presentata o avrebbe dovuto essere presentata, allegando la documentazione rilevante a dimostrare la sussistenza dei presupposti per la fruizione del beneficio.

Aumento del diritto annuale per gli anni 2018/2019


Per gli anni 2018 e 2019 è previsto l’incremento del diritto annuale fino ad un massimo del 20% per il finanziamento dei programmi e dei progetti presentati dalle Camere di commercio, condivisi con le Regioni ed aventi per scopo la promozione dello sviluppo economico e l’organizzazione di servizi alle imprese (Ministero sviluppo economico – decreto 02 marzo 2018).


 


Entro il 31 gennaio di ciascuno degli anni successivi, le Camere di commercio interessate devono inviare alla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, Divisione III – Sistema camerale, per il tramite di Unioncamere, un rapporto dettagliato sui risultati dei singoli progetti, inviato a sua volta anche al Comitato indipendente di valutazione delle performance del sistema camerale, corredato da una relazione sulle quote parte di risorse impiegate da ciascuna Camera di commercio sui singoli programmi e progetti nonché sulle iniziative che coinvolgono, una volta costituita, la rete dei centri di trasferimento tecnologico su tematiche Industria 4.0.
Il Comitato, successivamente, trasmette al Ministro dello sviluppo economico, entro il 31 marzo di ciascun anno, un rapporto sull’efficacia delle azioni adottate dalle Camere di commercio interessate con riferimento agli obiettivi annuali definiti per il singolo progetto realizzato e alle quote di risorse spese da ciascuna Camera di commercio che verrà valutato ai fini dell’eventuale revoca, nei confronti della singola camera di commercio dell’autorizzazione dell’incremento del diritto annuale per gli anni successivi.
Le imprese che hanno già provveduto, per l’anno 2018, al versamento del diritto annuale possono effettuare il conguaglio rispetto all’importo versato entro il mese di novembre.