Credito d’imposta per le edicole: definite le modalità applicative


Online le disposizioni applicative del credito d’imposta riconosciuto per gli anni 2019 e 2020 agli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici (DPCM 31 maggio 2019).

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura massima di 2.000 euro per punto vendita. Sono ammessi al beneficio:
– i punti vendita esclusivi, del codice di classificazione ATECO 47.62.10 di cui al registro delle imprese;
– i punti vendita non esclusivi, di uno dei seguenti codici di classificazione ATECO, di cui al registro delle imprese:
a) rivendite di generi di monopolio (codice 47.26);
b) rivendite di carburante e di oli minerali (codice 47.30);
c) bar, inclusi quelli posti nelle aree di servizio delle autostrade e all’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime (codice 56.3);
d) strutture di vendita non specialistiche (codice 47.1);
e) esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di mq. 120 (codice 47.61).


Ai fini dell’ammissione al beneficio, le edicole devono avere la residenza fiscale in Italia ovvero la presenza di una stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici oppure la sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo.


Per i punti di vendita esclusivi, il credito d’imposta è parametrato agli importi pagati dal titolare del singolo punto vendita per i locali in cui si esercita la vendita, nell’anno precedente a quello dell’istanza di accesso al credito d’imposta, con riferimento alle seguenti voci:
– imposta municipale unica – IMU;
– tassa per i servizi indivisibili – TASI;
– canone per l’occupazione di suolo pubblico – COSAP;
– tassa sui rifiuti – TARI;
– spese per locazione, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), a condizione che l’esercente operi come unico punto vendita esclusivo nel territorio comunale.


Per i punti di vendita non esclusivi, invece, il credito di imposta è parametrato alle medesime voci elencate per i punti di vendita esclusivi, e commisurato per punto vendita al rapporto tra i ricavi provenienti dalla vendita di giornali, riviste e periodici al lordo di quanto dovuto ai fornitori e i ricavi complessivi, considerando per le vendite soggette ad aggio o ricavo fisso il prezzo di cessione al pubblico.


Ai fini dell’accesso al credito d’imposta, deve essere presentata apposita domanda, per via telematica, dal 1° settembre ed il 30 settembre di ciascuno dei due anni cui si riferisce il credito d’imposta.

Rimborso di spese mediche dal datore di lavoro


In materia di rimborso delle spese mediche sostenute, il dipendente ha diritto a fruire della loro detrazione, pertanto, non deve assoggettare a tassazione separata le somme erogate dal datore a titolo di rimborso delle predette spese, in quanto riconducibili al rapporto di lavoro (Agenzia delle Entrate – Risposta 19 luglio 2019, n. 285).

Nel caso di specie, il datore di lavoro istante eroga alla generalità dei dipendenti taluni benefici assistenziali, tra i quali i rimborsi, attingendo dal fondo costituito ai sensi dei CCNL degli Enti di Ricerca, a fronte di spese mediche debitamente documentate sostenute dal lavoratore in anni precedenti quello di erogazione del rimborso.
Su tali somme, che costituiscono per i dipendenti reddito di lavoro dipendente, l’Istante, dovrà operare, all’atto del pagamento, una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa.
In occasione delle operazioni di conguaglio non potrà, invece, attribuire le detrazioni spettanti ai dipendenti atteso che, in applicazione del principio di cassa, i dipendenti medesimi hanno già usufruito delle detrazioni in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui le spese mediche sono state sostenute.

Autotrasportatori: deduzione forfetaria da indicare nella dichiarazione 2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (comunicato n. 138 del 19 luglio 2019) e l’Agenzia delle Entrate (comunicato del 19 luglio 2019) hanno reso noto le misure e le modalità di indicazione nella dichiarazione dei redditi 2019, delle deduzioni forfetarie riconosciute alle imprese di autotrasporto di merci c/terzi in relazione alle spese non documentate per l’anno d’imposta 2018.

DEDUZIONI FORFETARIE PER SPESE NON DOCUMENTATE


Il reddito delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci per conto di terzi è ridotto in misura forfetaria in relazione alle spese non documentate sostenute per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore.
La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione del trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi.
Ai fini del controllo l’impresa deve predisporre e conservare un prospetto recante l’indicazione dei viaggi effettuati e della loro durata e località di destinazione, nonché degli estremi dei relativi documenti di trasporto delle merci o, delle fatture o delle lettere di vettura. I documenti di trasporto, le fatture e le lettere di vettura devono essere conservate fino alla scadenza del termine per l’accertamento.


MISURA DELLE DEDUZIONI PER L’ANNO 2018


Con il Comunicato stampa n. 138 del 19 luglio 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso note le misure delle deduzioni forfetarie a favore degli autotrasportatori per il periodo d’imposta 2018, da indicare nella dichiarazione dei redditi 2019:
– euro 48,00, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa;
– euro 16,80, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa.

MODALITÀ DI COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI


L’Agenzia delle Entrate, a sua volta, con il Comunicato del 19 luglio 2019 ha fornito le indicazioni riguardo alle modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi, Modelli REDDITI 2019 PF e SP:


a) Imprese in contabilità ordinaria (quadro RF):
– deduzione per trasporti all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa – Rigo RF55, codice 43;
– deduzione per trasporti oltre il Comune in cui ha sede l’impresa – Rigo RF55, codice 44;


b) Imprese in contabilità semplificata (quadro RG):
– deduzione per trasporti all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa – Rigo RG22, codice 16;
– deduzione per trasporti oltre il Comune in cui ha sede l’impresa – Rigo RG22, codice 17.

Interventi di recupero del patrimonio edilizio: detrazioni fiscali e titoli abilitativi


La qualificazione dell’intervento dal punto di vista edilizio e urbanistico presuppone, tuttavia, valutazioni di natura tecnica che spettano, in ultima analisi, al Comune o ad altro ente territoriale competente in materia edilizia ed urbanistica. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 19 luglio 2019, n. 287).

Nel quesito contenuto nella risposta in oggetto, l’istante riferisce di aver effettuato dei lavori di ristrutturazione edilizia per la realizzazione ed il miglioramento dei servizi igienici e che, prima di iniziare i predetti lavori, si è rivolta all’ufficio comunale di competenza per avere indicazioni sulle procedure da seguire. Il Comune ha risposto, allegando la guida fiscale “L’Agenzia informa” aggiornata al mese di febbraio 2018, in cui non sono fornite indicazioni in merito alla richiesta di titoli abilitativi – che non era necessaria effettuare alcuna comunicazione rientrando i lavori in questione tra quelli di “edilizia libera”. Ciò posto, l’Istante, che intende fruire della detrazione di cui all’art. 16-bis del TUIR, si è rivolta al proprio commercialista il quale sostiene, invece, che per i predetti lavori sia necessario presentare la CILA (comunicazione inizio dei lavori asseverata da un tecnico).
Il Fisco al riguardo chiarisce che gli interventi di realizzazione e di miglioramento dei servizi igienici indicati dall’Istante rientrano, in linea di principio tra gli interventi di manutenzione straordinaria ammessi alla detrazione ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), del TUIR.
La qualificazione dell’intervento dal punto di vista edilizio e urbanistico presuppone, tuttavia, valutazioni di natura tecnica che spettano, in ultima analisi, al Comune o ad altro ente territoriale competente in materia edilizia ed urbanistica.
Pertanto, sul presupposto, non verificabile in sede di interpello, che siano stati effettuati interventi di manutenzione straordinaria e che, in base ai vigenti regolamenti edilizi, per l’effettuazione degli stessi non sia necessario effettuare alcuna comunicazione l’Istante potrà fruire della detrazione, sempreché siano stati posti in essere tutti gli adempimenti richiesti dal citato decreto n. 41 del 1998.
L’Istante dovrà, inoltre, con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicare la data di inizio dei lavori ed attestare la circostanza che gli interventi edilizi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.

Patent Box “fai da te”: online lo schema dell’Agenzia


Dal 17 luglio 2019 e fino al 24 luglio 2019 è possibile consultare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in attesa della sua versione definitiva, lo schema del provvedimento sul nuovo Patent box, introdotto dal Decreto Crescita, con determinazione diretta del reddito agevolabile (Agenzia Entrate – comunicato 17 luglio 2019).

Il Decreto Crescita ha previsto, per i soggetti titolari di reddito d’impresa che hanno optato per il regime agevolativo “Patent box”, la possibilità in alternativa alla procedura di ruling, di determinare e dichiarare il reddito agevolabile direttamente.
La suddetta opzione “fai da te” si applica dal 2019 e anche nel caso in cui sia già in corso la procedura di ruling, ma a condizione che non sia stato raggiunto il relativo accordo.
L’opzione deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce il beneficio e in quella relativa ai due periodi d’imposta successiva (2020/2021).


Le regole da seguire sul nuovo Patent box sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove è pubblicato dal 17 luglio al 24 luglio, in attesa della versione definitiva, lo schema del provvedimento sul nuovo Patent box.
La versione in consultazione pubblica indica inoltre, in maniera analitica, la documentazione che il contribuente dovrà predisporre per consentire il riscontro, da parte dell’Agenzia, della corretta determinazione della quota di reddito escluso (informazioni relative al periodo dell’agevolazione e metodo adottato per il calcolo).