Rappresentanza sindacale: sottoscritta la convenzione tra INPS, Confindustria e Sindacati

Firmata la convenzione attuativa del Testo Unico sulla misurazione e la certificazione della rappresentanza sindacale

L’obiettivo della convenzione è quello di dare certezza agli accordi e arginare i contratti pirata ed il dumping contrattuale e con lo scopo di estendere le nuove regole alle altre associazioni datoriali e misurare anche la rappresentanza delle imprese.
L’Inps avrà il compito di raccogliere i dati su iscritti (dato associativo) e, insieme all’Ispettorato nazionale del lavoro, su voti (dato elettorale), un mix su cui si misurerà la rappresentatività delle sigle, anche nel privato.
Inoltre, i dati serviranno anche per il monitoraggio dei contratti al Cnel e non sono nominativi ma verranno raccolti in forma anonima.
La convenzione risulta fondamentale in quanto consente di mettere in pratica quanto già concordato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nei precedenti accordi, a partire dal 2011 e 2013.
Due sono i punti fondamentali:
– possono sedere al tavolo della contrattazione nazionale i sindacati che raggiungono il 5% nel mix tra iscritti e voti.
– sono validi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno, cioè la maggioranza semplice. La stessa maggioranza semplice richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori, cioè il voto a cui sottoporre gli stessi accordi.


Aggiornamento procedura per domanda ANF


Tra fine settembre e inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà agli intermediari di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega.


In occasione del Tavolo Tecnico tenutosi tra i rappresentanti del Consiglio Nazionale dell’Ordine e i rappresentanti della Direzione Generale dell’INPS chiarite alcune recenti criticità.
Con riferimento all’aggiornamento della procedura per la domanda ANF, come anticipato, ad inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà ai Consulenti del Lavoro di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega. La procedura prevederà il rilascio da parte del lavoratore di una specifica delega per questa attività, sottoscritta anche dai componenti del nucleo familiare titolari di reddito. Il datore di lavoro, che sarà tenuto comunque a conservare e controllare tutta la documentazione fornita dal lavoratore, non dovrà fornire ulteriore delega all’intermediario.
È stato inoltre precisato che, in presenza di autorizzazione (ANF43) in corso di validità, il sistema consentirà il regolare inoltro della domanda; diversamente, sarà onere del lavoratore attivarsi per ottenere una nuova autorizzazione prima di procedere alla domanda ANF.
Per quanto concerne gli aggiornamenti della piattaforma in uso, a breve sarà attivato un sistema di alert via mail/PEC per le sole richieste massive. Tramite questa utility l’INPS provvederà a inviare per PEC (se nota) un allegato con file zippato contenente gli xml; inviare per mail ordinaria solo la notifica della disponibilità dei file xml da scaricare nell’area riservata.
In relazione al Bonus sud per le assunzioni nel Mezzogiorno d’Italia, si è chiarita la situazione dei fondi disponibili. L’agevolazione – ricordiamo – spetta nei limiti delle risorse stanziate, che ammontano complessivamente a 320.000.000,00 di euro, gravanti sul Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” 2014-2020 (POC SPAO). Di questi, 120 milioni di euro, previsti dal decreto direttoriale ANPAL n. 178/2019, sono destinati alle assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, mentre 200 milioni, aggiunti successivamente, sono destinati alle sole assunzioni effettuate nel periodo dal 1° gennaio al 30 aprile 2019, come previsto dal D.L. n. 34/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58/2019, e dall’art. 2 del decreto direttoriale ANPAL n. 311/2019.
Ad oggi i 120 milioni risultano esauriti, mentre i 200 milioni destinati alle sole assunzioni effettuate entro aprile 2019, pur residuando di 88 milioni, sono sostanzialmente inutilizzabili.
Pertanto il Consiglio Nazionale, registrata la piena disponibilità da parte di ANPAL, chiede che i fondi ancora disponibili per il primo quadrimestre del 2019 vengano utilizzati per coprire le richieste relative alle istanze effettuate nei mesi successivi. Anche l’INPS si dichiara disponibile a procedere in tal senso.
Si registrano inoltre alcune problematiche relative a presunti mancati rilasci della DID, causati da un non corretto dialogo tra ANPAL e INPS. Le criticità che si verificheranno ancora potranno essere segnalate al Consiglio Nazionale che, per il tramite della propria Fondazione Consulenti per il Lavoro, ha aperto un canale di assistenza diretta con ANPAL.
Per quanto riguarda la Gestione FIS, il Fondo di Integrazione salariale, nel suo nuovo impianto normativo volto all’ampliamento della platea dei destinatari di trattamenti di integrazione salariale e di sostegno al reddito, ricomprende nel proprio campo di applicazione tutti i datori di lavoro che non sono soggetti alla disciplina della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che appartengono a settori per i quali non sono stati stipulati accordi volti all’attivazione di un fondo di solidarietà bilaterale (come ad esempio nel settore dell’artigianato) ovvero alternativo (come nelle aziende del settore marittimo). Le prestazioni erogate dal Fondo sono ’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.
Entro fine settembre, l’Inps rilascerà nel cassetto previdenziale un cruscotto per agevolare gli intermediari e le aziende nel monitoraggio dei contatori (aggiornati all’ultimo UniEmens trasmesso) sia per FIS che per CIGO.
In merito, invece, alla correttezza dell’azione di recupero contributivo operato su importi afferenti retribuzioni non corrisposte per effetto sia di unilaterale riduzione di orario di lavoro disposta dal datore di lavoro che su richiesta diretta del lavoratore, il reparto Ispettivo della Direzione Generale INPS ha confermato che:
– se l’aspettativa non retribuita/permesso viene richiesta al lavoratore dal datore di lavoro, la contribuzione è sempre dovuta. In caso di accesso ispettivo, scatterebbe anche la diffida accertativa per la parte retributiva;
– se la richiesta debitamente motivata e documentata perviene per iscritto dal lavoratore, è considerata genuina e, pertanto, la contribuzione non è dovuta.
Tuttavia, in quest’ultimo caso, bisogna prestare attenzione ad una serie di parametri che potrebbero insinuare dubbi nell’organo di controllo. Il riferimento va innanzitutto ai residui di ferie e permessi, al numero eccessivo di richieste rispetto all’organico aziendale, alle richieste provenienti da lavoratori in forza presso datori di lavoro di piccolissime dimensioni etc. Gli organi di controllo potranno verificare, inoltre, l’andamento del fatturato e in generale i parametri aziendali nel periodo precedente la richiesta di aspettativa. Infatti, se la richiesta coincide con un calo di fatturato, potrebbe essere considerata come indotta e non genuina. Dalla valutazione complessiva di questi indici, pertanto, potrà conseguire il giudizio di genuinità o meno della richiesta formulata dal lavoratore.
Da non trascurare, infine, è la previsione del CCNL applicato in azienda circa la durata massima e le motivazioni che giustificano un periodo di aspettativa. Nei limiti del possibile, è opportuno che il lavoratore specifichi i motivi per i quali chiede l’aspettativa evitando formule generiche (es. “per motivi strettamente personali”).


Sanilog – Lavoratori del Trasporto Merci – Assistenza sanitaria ai familiari

Il Fondo Sanilog fornisce le ultime informazioni in materia di rinnovo o nuova adesione alla copertura di assistenza sanitaria integrativa per i familiari dei lavoratori iscritti

Sanilog, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, informa che a partire dal 30 settembre e fino al 22 novembre 2019 sarà possibile rinnovare la copertura di assistenza sanitaria integrativa per l’anno 2020, al nucleo familiare già iscritto nel 2019 ovvero procedere ad una prima iscrizione del nucleo familiare per l’anno 2020 (decorrenza della copertura dal 1° gennaio 2020).


Rinnovo copertura
Per il nucleo familiare già iscritto nell’anno 2019, per procedere al rinnovo, basterà collegarsi all’interno della propria Area riservata del sito www.fondosanilog.it.
In assenza di rinnovo la polizza scadrà automaticamente il 31/12/2019.
Qualora l’iscritto decida di non rinnovare l’iscrizione del proprio nucleo familiare per il 2020, potrà procedere ad una nuova inclusione in copertura soltanto per un’ulteriore volta e dopo che siano passati almeno due anni dalla data di uscita dalla copertura.


Nuove iscrizioni
Il lavoratore iscritto al Fondo alla data del 30/9/2019, potrà provvedere alla prima iscrizione per il proprio nucleo familiare, entro i termini su indicati (30 settembre – 22 novembre 2019) collegandosi al sito ed entrando nella propria area riservata. Si ricorda che l’iscrizione è volontaria e che deve riguardare obbligatoriamente l’intero nucleo familiare ad eccezione di familiari già coperti da altro Fondo/Ente di Assistenza sanitaria integrativa. La copertura, anche in questo caso, decorrerà dal 1° gennaio 2020.


Contributo annuo e modalità di pagamento
Il contributo annuo per l’assistenza sanitaria integrativa del nucleo familiare – sia per un rinnovo copertura che per una nuova iscrizione – deve essere versato per intero dall’iscritto entro il 22 novembre 2019 ed è pari a:
– € 145 per coniuge / convivente “more uxorio”;


– € 125 per ciascun figlio.
Il contributo annuo dovrà essere pagato tramite il bollettino MAV generato a conclusione della conferma del nucleo familiare presso:
– un ufficio postale/ qualunque sportello bancario;
– on line attraverso il proprio remote banking.


Validità copertura assicurativa
I familiari dei dipendenti per i quali sarà effettuata l’iscrizione beneficeranno delle prestazioni sanitarie integrative dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020; a tale data la polizza scadrà automaticamente a meno che il lavoratore iscritto non proceda esplicitamente al rinnovo della polizza per l’anno 2021 con le tempistiche e le modalità che saranno comunicate dal Fondo.
L’elenco delle prestazioni previste per i familiari, che ricalcano sostanzialmente quelle per i lavoratori iscritti, e le modalità di accesso alle stesse sono consultabili e scaricabili dall’Area Iscritti del sito www.fondosanilog.it.


Tipologia familiari
Si ricorda che sono considerati familiari del lavoratore iscritto:
– coniuge;
– convivente “more uxorio”;
– figli conviventi fiscalmente e non fiscalmente a carico.
L’attestazione del nucleo familiare è comprovata dal certificato di stato di famiglia ovvero da una autocertificazione da sottoscrivere durante la compilazione delle schede anagrafiche componenti il nucleo.

Firmato accordo sperimentale sul congedo parentale nelle Poste Italiane


Siglato il 17/9/2019, tra POSTE ITALIANE Spa e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Comunicazioni, la FNC UGL Comunicazioni, l’accordo sperimentale sul congedo parentale.

In via sperimentale per il periodo dal 1/10/2019 al 31/3/2020, la fruizione su base oraria dei congedo parentale è consentita secondo quanto di seguito indicato.


A. Il congedo parentale su base oraria può essere fruito dal personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ivi incluso il contratto di apprendistato, ovvero con contratto a termine, occupato a tempo pieno o a tempo parziale, per frazioni di giornate lavorative pari ad 1/3 o alla metà della durata della propria giornata lavorativa.
Al riguardo si specifica che:
– per il personale a tempo pieno con attività lavorativa articolata su 6 giorni, la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 6 ore;
– per il personale a tempo pieno con attività lavorativa articolata su 5 giorni, la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 7 ore e 12 minuti;
– per il personale a tempo pieno con attività articolata su 11 giorni lavorativi ogni due settimane di calendario (cd. “Modello Bolzano”), la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 6 ore e 36 minuti;
– per il personale part time con riduzione della prestazione lavorativa su base giornaliera (PT ex orizzontale) la durata giornaliera ‘ si determina con riferimento all’orario medio giornaliero del mese precedente a quello di fruizione, prendendo in considerazione esclusivamente le settimane intere comprese nei medesimo periodo;
– per il personale part time con riduzione della prestazione lavorativa su base settimanale, mensile e/o annua, ivi incluso quello con contestuale riduzione della prestazione lavorativa su base giornaliera (PT ex verticale ed ex misto), la durata giornaliera si determina con riferimento all’orario medio giornaliero della settimana di fruizione del congedo.


B. La somma delle frazioni orarie di congedo parentale richieste nell’arco di ciascun mese solare deve corrispondere, in ogni caso, ad una o più giornate intere nelle misure convenzionalmente indicate al precedente punto A.


C. Il congedo parentale ad ore deve essere collocato all’inizio o alla fine della prestazione lavorativa giornaliera. Non è possibile fruire di più frazioni di congedo parentale ad ore nella medesima giornata lavorativa, né consecutivamente né disgiuntamente.


D. Nei giorni in cui il genitore fruisce del congedo parentale ad ore non è ammessa la cumulabilità con i riposi ed i permessi disciplinati dal D.Lgs. n. 151/2001.


E. Per fruire dei congedi parentali su base oraria, la/il dipendente dovrà presentare apposita domanda, con un preavviso non inferiore a 2 giorni lavorativi.

Precisazioni sul rimborso della sanzione amministrativa versata oltre i termini previsti


Si forniscono precisazioni sulla possibilità di rimborso della sanzione amministrativa versata oltre i termini previsti (art. 21, co. 2, D.Lgs. n. 758/1994), cui è seguito decreto penale di condanna.


Secondo la normativa, entro e non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo di vigilanza verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione. Quando risulta l’adempimento alla prescrizione, l’organo di vigilanza ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, lo stesso organo di vigilanza comunica al pubblico ministero l’adempimento alla prescrizione, nonchè l’eventuale pagamento della predetta somma.
Quando risulta l’inadempimento alla prescrizione, l’organo di vigilanza ne dà comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione.
Orbene, in proposito, occorre precisare che, il pagamento tardivo, non comporta l’estinzione del reato sicché la determinazione della sanzione penale, quale conseguenza dell’affermazione di responsabilità che, rimossa la condizione di procedibilità, deriva dall’esercizio dell’azione penale, resta assoggettata esclusivamente ai criteri di commisurazione della pena previsti dal codice penale, essendo il trattamento sanzionatorio interamente governato dal principio di legalità. E ciò esclude che il giudice possa, in sede cognitiva o esecutiva, operare sostituzioni, fungibilità o compensazioni della pena fuori dai casi espressamente previsti dalla legge. Nel caso di specie, le diverse finalità perseguite dal procedimento amministrativo e dal procedimento penale – essendo l’esaurimento del primo condizione di procedibilità del secondo – e la mancanza di referenti normativi escludono che la sanzione penale, determinata all’esito del giudizio di responsabilità, possa essere compensata con la somma tardivamente corrisposta in via amministrativa, residuando il solo diritto di ripetizione di questa ma non la possibilità di incidere sulla consistenza legale dell’altra.