Gestione commercianti, obbligo di iscrizione limitato ai soli produttori di 3° e 4° gruppo


Il richiamo di legge al contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione tra i soggetti ivi individuati.


Una Corte d’appello territoriale, riformando la decisione del Tribunale di prime cure, aveva dichiarato non dovute le somme oggetto di un verbale di accertamento Inps, avente ad oggetto contributi dovuti alla Gestione commercianti, in conseguenza dell’obbligo di iscrizione alla medesima, per i redditi percepiti da un lavoratore quale produttore libero di impresa di assicurazioni. Per la Corte territoriale, l’obbligo di iscrizione nella Gestione commercianti, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti.
Avverso tale sentenza l’Inps ha proposto ricorso in Cassazione deducendo violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le subagenzie ed i produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 e della norma di cui all’art. 44, co, 2, D.L. n. 269/2003.
Per la Suprema Corte, il ricorso non è meritevole di accoglimento. La norma citata, infatti, individua i soggetti tenuti all’iscrizione nella gestione commercianti, dal primo gennaio 2004, nei soli produttori di 3° e 4° gruppo di cui al Contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939. Tale contratto collettivo, attualmente vigente e con efficacia normativa erga omnes, definisce tali produttori, rispettivamente, nel seguente modo:
– produttori i quali hanno obbligo di lavorare esclusivamente per l’agenzia o sub-agenzia dalla quale hanno ricevuto la lettera di nomina e per i rami dalla stessa eserciti, ed hanno anche obbligo di un determinato minimo di produzione e che sono compensati con provvigioni, anche se corrisposte medianti anticipazioni;
– produttori liberi di piazza o di zona e cioè senza obbligo di un determinato minimo di produzione, compensati con provvigioni, oppure con provvigioni e premi di produzione; il tutto risultante da apposita lettera di autorizzazione.
Di qui, il richiamo della norma alla fonte contrattuale corporativa, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione. In altri termini, la concreta indagine relativa ai caratteri delle attività proprie dei produttori del terzo o del quarto gruppo va condotta considerando che le medesime attività divengono significative, ai fini dell’obbligo all’iscrizione alla gestione commercio, solo se rese in favore di agenzie e sub agenzie; il contenuto delle due declaratorie non può essere disgiunto dal necessario riferimento alla controparte contrattuale dell’agenzia o della subagenzia poiché il richiamo alla contrattazione collettiva per di più corporativa vigente ex lege n. 741 del 1959 esclude in radice la correttezza di interpretazioni analogiche.

Fondo volo, la spettanza della prestazione di invalidità specifica


Chiarimenti Inps riguardo la spettanza della prestazione di invalidità per gli iscritti al Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea.


Come noto, gli iscritti al Fondo volo hanno diritto alla pensione di invalidità se possono far valere un periodo utile di almeno dieci anni, di cui almeno cinque anni di contribuzione obbligatoria al Fondo, e sono divenuti permanentemente inabili ad esercitare la professione autorizzata da un regolare brevetto aeronautico o da altro documento equipollente, purché l’invalidità dia luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro comportante l’obbligo di iscrizione al Fondo. Orbene, la prestazione può essere riconosciuta anche se il provvedimento di inidoneità permanente intervenga successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, a condizione che il procedimento di accertamento dell’inidoneità al volo sia iniziato in costanza di rapporto di lavoro e il rapporto di lavoro sia stato risolto a causa dell’inidoneità al volo. Tale ipotesi può verificarsi solo nel caso in cui l’Autorità medica competente (IMAS, AeMC, SASN, AME), riconosciuta l’inidoneità al volo del lavoratore, non dispone immediatamente la definitività di detta inidoneità, rinviando l’esito finale ad una successiva visita (che, in genere, avviene dopo tre o sei mesi dal primo accertamento). Naturalmente qualora il lavoratore venga riconosciuto idoneo in occasione della predetta ultima visita, il procedimento di inidoneità si conclude e resta privo di ogni effetto in ordine al riconoscimento della prestazione di invalidità specifica. Laddove il rapporto di lavoro sia risolto per cause diverse dall’inidoneità al volo la prestazione in argomento non potrà essere riconosciuta.

Versamento contributi sospesi per il sisma nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo


Con riferimento agli eventi sismici verificatisi nei territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, si forniscono istruzioni sul versamento in unica soluzione dei contributi sospesi.


Relativamente alle aziende con dipendenti, ilpagamento deve essere effettuato tramite modello F24, utilizzando il codice contributo DSOS ed esponendo la matricola dell’azienda seguita dallo stesso codice utilizzato per la rilevazione del credito (N964). Laddove le aziende beneficiarie della sospensione contributiva non abbiano assolto gli adempimenti relativi alla trasmissione della denuncia Uniemens, i medesimi dovranno essere assolti entro il prossimo 31 gennaio.
Per effetto della sospensione fino al 30.09.2017 del versamento della contribuzione dovuta dagli artigiani e commercianti, le rate sospese sono le seguenti: III rata sul minimale per l’anno 2016 (16.11.2016); secondo acconto della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2016 (30.11.2016); IV rata sul minimale per l’anno 2016 (16.02.2017); I rata sul minimale per l’anno 2017 (16.05.2017); saldo della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2016 – I acconto della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2017 (20.07.2017); II rata sul minimale per l’anno 2017 (20.08.2017). Nell’ipotesi in cui il contribuente intenda versare anche l’eventuale contribuzione eccedente il minimale, dovuta a titolo di acconto per l’anno 2017 e di saldo per l’anno 2016, dovrà produrre una dichiarazione attestante il reddito degli anni 2015 e 2016 da utilizzare quale base imponibile per la determinazione della contribuzione dovuta.
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, il versamento relativo al saldo 2016 e primo acconto 2017 deve essere effettuato entro il 31.01.2019, compilando la “Sezione INPS” del modello F24. Quanto ai committenti tenuti al versamento nella Gestione separata, la contribuzione dovuta, riferita ai compensi effettivamente pagati nel periodo di sospensione, deve essere versata entro il 31.01.2019, compilando la “Sezione INPS” del modello F24.
I contributi per lavoro domestico riferiti ai singoli periodi dovranno essere versati entro la scadenza del 31.01.2019 con le seguenti consuete modalità: utilizzando i bollettini MAV ricevuti oppure generati attraverso il sito Internet www.inps.it al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Portale dei Pagamenti” > “Lavoratori Domestici”; rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (uffici postali, tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari Unicredit); online, sul sito Internet www.inps.it, al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Portale dei Pagamenti” > “Lavoratori Domestici”, tramite la modalità di pagamento immediato/online pagoPA utilizzando la carta di credito o debito o prepagata oppure addebito in conto.

Inps gestione Artigiani e Commercianti, emissione della rata di novembre 2018


Presto dispnibili i modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta dai soggetti iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti.


L’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva. A seguito della predetta attività sono perciò stati predisposti i modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta.
Detti modelli F24 saranno disponibili, in versione precompilata, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa”, “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.
E’ previsto, inoltre, l’invio di mail di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali l’Istituto è in possesso di recapito posta elettronica.
L’accesso ai servizi del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

ANF e genitore convivente con i figli naturali: rileva sempre la propria situazione reddituale


Nel caso di genitore convivente con i propri figli naturali, ma privi di una posizione tutelata, l’assegno per il nucleo familiare può essere erogato in relazione al rapporto di lavoro dell’altro genitore non convivente, fermo restando che il reddito da prendere in considerazione per l’erogazione della prestazione è quello del genitore convivente


Nell’ipotesi di figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, il diritto all’assegno per il nucleo familiare è riconosciuto solamente al genitore convivente con i figli, benchè non titolare di una propria posizione tutelata, ma in relazione al rapporto di lavoro dell’altro genitore non convivente, fermo restando che il reddito da prendere in considerazione per l’erogazione della prestazione è quello del genitore convivente. Nello specifico, il genitore naturale lavoratore dipendente o titolare di posizione tutelata, non convivente con i figli, ha titolo a presentare la richiesta di assegno per il nucleo familiare, con le modalità previste dalle disposizioni vigenti; tuttavia, la prestazione viene erogata direttamente al genitore convivente. Per quanto concerne la quantificazione dell’ammontare dell’assegno, in sede di richiesta della prestazione, il genitore richiedente, nel quadro relativo all’indicazione dei dati reddituali dell’apposito modello di domanda (ANF/DIP – cod. SR16), non deve indicare l’ammontare e la natura dei propri redditi, bensì deve allegare alla domanda stessa una dichiarazione reddituale rilasciata sul modello ANF/FN – cod. SR65 del genitore naturale convivente con i figli. Quest’ultimo deve dichiarare l’ammontare e la natura dei redditi facenti capo al proprio nucleo da lui formato con i figli del lavoratore richiedente, nonchè fornire indicazione circa i dati necessari al pagamento della prestazione.