Gestione separata: obblighi contributivi per soggetti non residenti (2/2)


Si forniscono istruzioni sulla corretta applicazione delle norme in materia di legislazione applicabile, di cui ai regolamenti comunitari, ai soggetti iscritti alla Gestione separata..


… A decorrere dal 1° maggio 2010, il lavoratore che eserciti attività in più Stati deve essere assoggettato alla legislazione di un solo Stato membro. Nei casi in cui, in applicazione delle norme comunitarie, il lavoratore deve essere assoggettato alla legislazione italiana, per l’esercizio di attività che comportano l’iscrizione alla Gestione separata si possono verificare in concreto le seguenti fattispecie:
1) Lavoratore che esercita in Italia un’attività subordinata, per la quale è assicurato in Italia, e che contemporaneamente esercita in uno o più Stati membri un’altra attività che nel regime previdenziale estero è considerata attività autonoma. In tale ipotesi, se l’attività svolta all’estero rientra tra le attività che in Italia comportano l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore è obbligato ad iscriversi a tale Gestione. L’iscrizione è effettuata direttamente dal lavoratore utilizzando il canale telematico. L’obbligo contributivo è invece in capo all’azienda committente, che deve procedere nel modo seguente:
– richiedere il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate ai soli fini previdenziali;
– effettuare il pagamento della contribuzione, tramite F24 telematico, entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stato effettivamente erogato il compenso;
– inviare il flusso Uniemens, relativo ai dati del lavoratore, entro la fine del mese in cui è avvenuto il pagamento della contribuzione.
2) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita un’attività autonoma in uno o più Stati membri. È il caso, ad esempio, della frequente fattispecie di chi in Italia è iscritto come lavoratore subordinato e svolge contemporaneamente un’attività come amministratore sia in Italia, e per l’esercizio della quale è iscritto alla Gestione separata, che in altri Stati membri. In questa ipotesi la contribuzione per l’attività di amministratore svolta all’estero è dovuta alla Gestione separata, con i medesimi adempimenti da parte del committente.
3) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita l’attività di amministratore in uno Stato membro. Nel caso in cui l’attività di amministratore all’estero sia considerata, dal punto di vista previdenziale, un’attività subordinata, il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto anche in Italia esercita un’attività di lavoro subordinato. Anche in questi casi gli adempimenti contributivi devono essere riferiti alla Gestione separata e seguono i criteri già specificati.
4) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività professionale, per la quale è iscritto alla Gestione separata, e contemporaneamente esercita un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita anche l’attività di lavoro subordinato. In tali casi il soggetto già iscritto alla Gestione separata deve assoggettare alla contribuzione previdenziale il reddito derivante dall’attività professionale svolta all’estero.
5) Lavoratore che esercita un’attività subordinata in Italia e contemporaneamente un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita l’attività di lavoro subordinato. Deve iscriversi alla Gestione separata quale libero professionista e calcolare i contributi dovuti alla stessa gestione sul reddito prodotto dall’attività professionale all’estero.
Con riferimento, invece, ai casi in cui il lavoratore debba essere assoggettato alla legislazione di altro Stato, anche se è esercitata un’attività che in Italia comporta l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore deve essere assoggettato unicamente alla legislazione dello Stato estero. Pertanto non sussiste alcun obbligo di versamento contributivo in Italia.
In ogni caso, per l’applicazione delle disposizioni comunitarie che regolano l’esercizio di un’attività lavorativa in due o più Stati membri, l’istituzione competente deve determinare gli obblighi previdenziali valutando l’insieme delle retribuzioni e/o dei redditi percepiti per le singole attività come se questi fossero percepiti per attività svolte interamente nel territorio di detto Stato.

Gestione separata: obblighi contributivi per soggetti non residenti (1/2)


Si forniscono istruzioni sulla corretta applicazione delle norme in materia di legislazione applicabile, di cui ai regolamenti comunitari, ai soggetti iscritti alla Gestione separata.


In assenza di una specifica norma comunitaria applicabile direttamente ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, dal punto di vista previdenziale, dette categorie di lavoratori sono assimilate ai lavoratori dipendenti o ai lavoratori autonomi.
In particolare, ai fini della determinazione della legislazione applicabile in base alla normativa comunitaria, con riferimento alle figure iscritte alla Gestione separata, sono assimilati, dal punto di vista previdenziale, ai lavoratori dipendenti i soggetti seguenti soggetti: dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio erogata da MUIR; medico in formazione specialistica; collaborazione coordinata e continuativa le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente sia nei tempi che nel luogo di lavoro (etero organizzate).
Sono assimilati, dal punto di vista previdenziale, ai lavoratori autonomi i soggetti che seguono: amministratore, sindaco, revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, liquidatore di società; collaboratore di giornale, riviste, enciclopedia e simili; partecipante a collegi e commissioni; venditore porta a porta; rapporto occasionale autonomo; collaborazione coordinata e continuativa nei casi in cui il rapporto non è etero organizzato; tutti i liberi professionisti per i quali non è prevista alcuna Cassa previdenziale obbligatoria.
Con riferimento all’esercizio simultaneo di attività subordinata e autonoma nel territorio di più Stati membri, la nuova regolamentazione comunitaria non contiene norme che esplicitamente deroghino al principio generale dell’unicità della legislazione applicabile. Il Regolamento (CE) n. 883/2004 prevede, infatti, che nella suddetta fattispecie di lavoro il lavoratore è assoggettato solo alla legislazione dello Stato dove è esercitata l’attività subordinata.
È possibile derogare alla previsione di legge attraverso la stipulazione di un Accordo che consenta la simultanea applicazione della legislazione di due Stati, previo consenso da parte di tutte le Autorità competenti degli Stati interessati. In questa ipotesi la contribuzione da versare alla Gestione Separata è calcolata in base all’aliquota prevista per i soggetti iscritti ad altra forma pensionistica.

Artigiani e Commercianti: predisposti gli “F24” per il versamento della contribuzione


L’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.


Con circolare n. 27 del 12 febbraio 2018, l’Inps ha reso nota la contribuzione per l’anno 2018 di artigiani ed esercenti attività commerciali.
Facendo seguito alla citata circolare, l’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva. Pertanto, sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta, secondo le disposizioni di cui alla circolare n. 27/2018.
Tali modelli “F24” saranno disponibili, in versione precompilata, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa” > “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento. L’accesso ai servizi del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.
È altresì previsto, l’invio di e-mail di Alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali l’Istituto è in possesso di recapito di posta elettronica (Messaggio Inps n. 3754/2018).


Il contributo di licenziamento nella procedura di licenziamento collettivo


In appresso, si forniscono le indicazioni operative in merito al versamento ed all’esposizione nel flusso UniEmens del contributo di licenziamento, per l’ipotesi di licenziamento collettivo.


A decorrere dal 1° gennaio 2018, per ciascun licenziamento effettuato nell’ambito di un licenziamento collettivo da parte di un datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria (0,90%), il contributo di licenziamento è dovuto nella misura dell’82% del massimale mensile NASpI, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni. Per i lavoratori con anzianità aziendale diversa da 12, 24 o 36 mesi, il contributo deve essere rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro. Nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale, non abbia formato oggetto di accordo sindacale, la misura del contributo è moltiplicata per 3 volte.
Ai fini della corretta gestione dell’obbligo di versamento del contributo, le risoluzioni del rapporto di lavoro a seguito di procedura di licenziamento collettivo vanno esposti nell’elemento <CodiceCessazione> con i seguenti codici:
a) “1Q”, avente il significato di “Licenziamento collettivo da parte di datore lavoro soggetto alla CIGS”. Ai fini dell’esposizione sul flusso UniEmens, devono essere valorizzati, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare e, nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>:
– il codice causale “M501”, se il licenziamento collettivo abbia formato oggetto di accordo sindacale;
– il codice causale “M502”, se non vi sia stato accordo sindacale.
b) “1U”, avente il significato di “Licenziamento collettivo da parte di datore lavoro non soggetto alla CIGS ovvero da parte di datore di lavoro soggetto alla CIGS che ha avviato le procedure di licenziamento collettivo entro il 20.10.2017”. Ai fini dell’esposizione sul flusso UniEmens, a seconda che la dichiarazione di eccedenza del personale abbia o meno formato oggetto di accordo sindacale, devono essere valorizzati, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare e, nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>:
– il codice causale “M400”;
– il codice causale “M503”, avente il significato di “Contributo dovuto ex art. 2, comma 31 della legge n. 92/2012, a seguito di licenziamento collettivo che non abbia formato oggetto di accordo sindacale”.
In ogni caso, il contributo deve essere versato entro e non oltre il termine di pagamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica la cessazione del rapporto di lavoro.

Contratti di solidarietà per l’anno 2017, le modalità di conguaglio dello sgravio contributivo


Le istruzioni Inps per la fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà in favore delle aziende destinatarie dei decreti direttoriali di autorizzazione, i cui periodi di Cigs risultino conclusi entro il 31 dicembre 2017 e che siano presenti nell’allegato riportato nella circolare in oggetto. Le aziende non indicate nell’elenco, ancorché già destinatarie dei decreti di ammissione, saranno autorizzate ad operare i conguagli con successive circolari.


Come noto, in favore delle imprese che abbiano stipulato dall’anno 2017, ovvero abbiano avuto in corso nell’anno 2016, contratti di solidarietà, è prevista una riduzione nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro, per i lavoratori interessati da una riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%. Il beneficio è riconosciuto su istanza dell’impresa, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per un periodo massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile.
La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro. La Struttura competente, accertata sulla base della documentazione prodotta dall’azienda (decreto direttoriale di ammissione al beneficio) la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva, provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione “1W”.
Le aziende interessate dai provvedimenti ministeriali in oggetto, per esporre nel flusso UniEmens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzeranno all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <CausaleACredito> inseriranno il codice causale “L942”, avente il significato di “Arretrato conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n. 726 (L. 863/1984), nonché dell’art. 21, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 148/2015, anno 2017”;
– nell’elemento <ImportoACredito> indicheranno il relativo importo.
Le predette operazioni di conguaglio dovranno essere effettuate entro il giorno 16 dicembre 2018.