Sospensione contributiva, per le zone rosse necessario il codice di autorizzazione Inps


La sospensione dei termini di versamento riguarda i contributi previdenziali per il periodo di paga ottobre 2020, in scadenza a novembre, comprese le quote a carico dei lavoratori, anche se trattenute. Essa si applica anche ai datori di lavoro con sedi operative nelle c.d. zone rosse, in relazione ai dipendenti che vi operano, e che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO individuati. A tali aziende è attribuito d’ufficio il codice 4X; in mancanza, il singolo datore di lavoro è comunque tenuto a richiederlo tramite Cassetto bidirezionale (Inps, circolare 13 novembre 2020, n. 129)


Come chiarito dall’art. 11 del D.L. n. 149/2020, la sospensione dei versamenti contributivi ex art. 13 del D.L. n. 137/2020, è riferita a quelli in scadenza nel mese di novembre 2020 e quindi per il periodo di paga di competenza ottobre 2020, compresi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori, anche se trattenuta. Essa opera in favore di:
– datori di lavoro privati la cui sede operativa è ubicata nel territorio dello Stato, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al D.L. n. 149/2020;
– datori di lavoro privati la cui unità produttiva od operativa è ubicata nelle c.d. zone rosse, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 al predetto Decreto Legge, in relazione ai dipendenti che ivi occupati. Al riguardo, agli effetti della sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, gli ambiti territoriali sono individuati dall’Ordinanza del Ministro della salute del 4 novembre e del 10 novembre 2020, come segue: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. L’eventuale variazione, nel corso del mese di novembre, della collocazione delle Regioni e delle Province autonome, rispetto alle c.d. zone gialle, arancione e rosse, non ha effetti per l’applicazione della sospensione contributiva in oggetto.
La sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.
Alle posizioni contributive relative alle aziende la cui sede operativa è ubicata nel territorio dello Stato, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al D.L. n. 149/2020, e alle aziende la cui unità produttiva od operativa è ubicata nella c.d. zona rossa, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2, è attribuito il codice di autorizzazione “4X”, recante il significato di “Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149”.
Il suddetto codice è attribuito, in automatico, a cura della Direzione generale e può essere visualizzato sul Cassetto previdenziale aziende. Nel caso in cui all’azienda, pur rientrando nell’ambito di applicazione della sospensione, non risulti assegnato il codice di autorizzazione “4X”, la stessa può inoltrare richiesta di attribuzione  tramite i canali in uso. L’Inps procederà alla verifica della sussistenza in capo al richiedente dei requisiti necessari per l’accesso alla sospensione (sulla base del codice ATECO) e, nelle more, l’azienda procederà ad esporre il nuovo codice causale come di seguito illustrato.
I contributi previdenziali e assistenziali, oggetto della sospensione (art. 13, co. 1, D.L. n. 137/2020; art. 11, D.L. n. 149/2020) sono quelli dovuti per la competenza del mese di ottobre 2020. Per il predetto periodo di paga, dunque, ai fini della compilazione del flusso Uniemens, le aziende interessate devono inserire nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, il codice “N974”, avente il significato di “Sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149.”; e le relative <SommeACredito>, che rappresentano l’importo dei contributi sospesi. L’importo dei contributi da dichiarare con il codice di sospensione “N974”, non può eccedere l’ammontare dei contributi dovuti al netto delle quote associative. Il risultato dei <DatiQuadratura>, <TotaleADebito> e <TotaleACredito>, può dare luogo ad un credito in favore dell’Inps da versare con modello F24 ovvero ad un credito azienda o un saldo a zero.

Le indicazioni per la fruizione dell’esonero per le aziende che non richiedono cassa integrazione


L’Inps, con messaggio 13 novembre 2020, n. 4254, fornisce le indicazioni operative per la richiesta di autorizzazione e per la corretta esposizione nel flusso Uniemens dei dati relativi all’esonero contributivo in favore delle aziende che non richedono trattamenti di integrazione salariale.


I datori di lavoro, al fine di usufruire dell’esonero contributivo per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione, devono inoltrare all’Inps, tramite la funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale alla voce “Assunzioni agevolate e sgravi – Sgravio Art. 3 del DL 14 agosto 2020, n. 104”, un’istanza di attribuzione del codice di autorizzazione “2Q”, recante il significato di “Azienda beneficiaria dello sgravio art.3 DL 104/2020”, nella quale autocertificano:
– le ore di integrazione salariale fruite dai lavoratori nei mesi di maggio e giugno 2020 riguardanti la medesima matricola;
– la retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate;
– la contribuzione piena a carico del datore di lavoro calcolata sulla retribuzione persa;
– l’importo dell’esonero.
Ai fini del calcolo dell’effettivo ammontare dell’esonero, lo stesso è determinato in misura pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, per la retribuzione persa nei predetti mesi, maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive. A tale risultato, occorre poi applicare l’aliquota contributiva astrattamente dovuta, al lordo di eventuali agevolazioni contributive spettanti nelle suddette mensilità, con esclusione di:
– premi e contributi dovuti all’Inail;
– contributo, ove dovuto, al Fondo di tesoreria (art. 1, co. 755, L. n. 296/2006);
– contributo, ove dovuto, ai Fondi bilaterali di solidarietà (artt. 26, 27, 28, 29 e 40, D.Lgs. n. 148/2015);
– contributo addizionale NASpI (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978), pari allo 0,30%;
– contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.
In ogni caso, l’effettivo ammontare dell’esonero fruibile non può superare la contribuzione datoriale dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura, per un periodo massimo di quattro mesi, fermo restando che l’esonero può essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una sola mensilità, ove sussista la capienza.
Qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero in trattazione, per la durata del periodo agevolato, non può avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19, salvo nel caso in cui gli ulteriori trattamenti di integrazione salariale riguardino una diversa unità produttiva (Inps, circolare n. 105/2020).
La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione, deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo. L’operatore della Struttura territorialmente competente, una volta ricevuta la richiesta e dopo aver verificato i dati esposti dal datore di lavoro, attribuisce il predetto codice alla posizione contributiva, con validità dal mese di agosto 2020 fino al mese di dicembre 2020, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo Cassetto previdenziale.
Le aziende interessate, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, nell’elemento <CausaleACredito> il codice causale “L903”, avente il significato di “Conguagli Sgravio Articolo 3 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104”; e nell’elemento <ImportoACredito>, indicano il relativo importo.
I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività, per recuperare lo sgravio spettante, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (Uniemens/vig). I datori di lavoro, nelle ipotesi in cui intendano recuperare l’esonero spettante nei mesi di agosto e settembre 2020 o nel mese di ottobre 2020, limitatamente ai casi in cui non fosse possibile con la denuncia corrente, devono avvalersi di analoga procedura.

Inps, la matricola aziendale sospesa da oltre 18 mesi non può essere riattivata


In ragione della grave emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti domande di concessione di ammortizzatori sociali, sono state fornite alle strutture territoriali Inps, indicazioni di carattere generale relativamente ai limiti temporali entro i quali le matricole sospese possono essere correttamente riattivate, ovvero le matricole cessate provvisoriamente devono essere definitivamente cessate (Inps, messaggio n. 3462/2020)


Come noto, lo “stato” in cui si trova l’azienda con dipendenti iscritta all’Inps, viene così codificato:
– azienda attiva, che opera regolarmente con dipendenti;
– azienda cessata in via provvisoria, a seguito della comunicazione o dell’accertamento della cessazione di attività con dipendenti;
– azienda cessata in via definitiva, a seguito della comunicazione o dell’accertamento della cessazione di attività con dipendenti. Il codice viene inserito ed accettato se, in precedenza, era stata registrata la cessazione preliminare e deve essere attribuito soltanto dopo aver accertato la mancanza di pendenze con l’Inps;
– azienda sospesa, che ha temporaneamente sospeso l’attività con dipendenti;
– azienda riattivata, che ha ripreso l’attività con dipendenti.
Ciò premesso, in ragione della grave emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti domande di concessione di ammortizzatori sociali, sono stati forniti alle strutture territoriali Inps una serie di chiarimenti riguardanti istanze di riattivazione di matricole sospese anche da più anni. In particolare, al fine di consentire una corretta gestione delle matricole aziendali, vanno applicate le seguenti indicazioni di carattere generale:
– è possibile operare la riattivazione di una matricola che risulti sospesa da non più di 18 mesi;
– è necessario trasformare lo stato di una matricola da sospesa a cessata provvisoria, laddove la sospensione risulti per un periodo superiore a 18 mesi (18 mesi e 1 giorno);
– è necessario cessare definitivamente le matricole che si trovano nello stato di cessata provvisoria da oltre 6 mesi, laddove l’azienda risulti cancellata in CCIAA.
La procedura “Iscrizione e variazione azienda” è conseguentemente aggiornata.
Ovviamente, non è escluso, per singole fattispecie, provvedere secondo tempistiche differenti, laddove vi siano comprovati elementi, da valutarsi a cura delle singole Strutture provinciali.
Ulteriormente, con specifico riferimento ai datori di lavoro che presentano una sola matricola, si evidenzia che:
– la richiesta di riattivazione di una matricola sospesa può essere accolta dall’operatore di Sede, qualora la data di riattivazione si collochi entro 9 mesi dalla data di sospensione: in questo caso è sufficiente controllare l’avvenuta assunzione dei dipendenti tramite comunicazione obbligatoria;
– la richiesta di riattivazione di una matricola sospesa con una data di decorrenza della sospensione anteriore tra i 9 e i 18 mesi, rispetto alla richiesta di riattivazione, è oggetto di istruttoria e di ulteriori verifiche, anche contattando l’azienda per acquisire informazioni nel merito;
– le matricole che recano una data di decorrenza della sospensione superiore a 18 mesi devono essere cessate provvisoriamente e la data di cessazione deve essere la stessa di quella della sospensione;
– per le matricole in stato cessata provvisoria da 6 mesi, è necessario verificare se l’azienda risulti cancellata in Camera di Commercio: in caso positivo, si deve provvedere alla cessazione definitiva della matricola.


Incentivo IO Lavoro, i criteri di priorità per le istanze di richiesta


Al fine di agevolare l’invio delle istanze di richiesta dell’incentivo IO Lavoro, anche per le richieste trasmesse nel periodo tra il 7 novembre 2020 e il 16 novembre 2020, ossia nel periodo dall’11° al 20° giorno successivo al rilascio del modulo telematico, si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il il 26 ottobre 2020. Rimane invece fermo che le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020, saranno elaborate secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza (Inps, messaggio 10 novembre 2020, n. 4191)


Come noto, l’incentivo IO Lavoro è rivolto all’assunzione in Regioni “meno sviluppate”, “in transizione” o “più sviluppate”, di persone disoccupate (art. 19, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150), ossia di soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego. Altresì, il lavoratore che, al momento dell’assunzione/trasformazione incentivata, abbia già compiuto 25 anni di età, oltre ad essere disoccupato nel senso anzidetto, deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, secondo la definizione di “lavoratore svantaggiato” (art. 1, co. 1, lett. a), D.M. 17 ottobre 2017), per cui il medesimo, nei 6 mesi precedenti la data dell’evento agevolato, non deve aver prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero aver svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito corrispondente a un’imposta lorda superiore alla misura delle detrazioni da lavoro o da impresa minore spettanti (art. 13, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).
Orbene, a seguito dell’invio delle istanze relative alla agevolazione in parola, è emersa la necessità di sospendere la verifica del requisito riguardante lo stato di privo di impiego, al fine di permettere all’ANPAL il consolidamento degli aggiornamenti procedurali per effettuare tale verifica. Pertanto, alcune istanze sono state contraddistinte da un esito provvisorio di “KO-Non accolta”, che potranno essere nuovamente inviate, secondo le indicazioni che verranno comunicate direttamente ai soggetti che le hanno inserite.
A tal proposito, nell’elaborazione cumulativa delle istanze, che verrà effettuata non appena saranno terminate le attività di aggiornamento da parte dell’ANPAL, le suddette istanze verranno elaborate garantendo e assicurando i criteri già esplicitati dall’Inps (circolare n. 124/2020).
Pertanto, per le richieste pervenute entro il 6 novembre 2020 (decimo giorno successivo al rilascio del modulo telematico di richiesta dell’incentivo), si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il 26 ottobre 2020 (giorno precedente il rilascio del modulo telematico). Diversamente, le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020 (giorno di rilascio del modulo telematico), ed entro il 6 novembre 2020, saranno elaborate secondo il criterio generale, rappresentato dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza.
Tuttavia, sempre al fine di agevolare l’invio delle istanze, anche per le richieste trasmesse nel periodo tra il 7 novembre 2020 e il 16 novembre 2020 (ossia nel periodo dall’11° al 20° giorno successivo al rilascio del modulo telematico), si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il il 26 ottobre 2020. Diversamente, le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020 ed entro il 16 novembre 2020, saranno elaborate secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza.
In tutte le ipotesi in cui è accolta l’istanza di prenotazione trasmessa, il datore di lavoro, entro 10 giorni di calendario, ha l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata a suo favore. L’inosservanza del termine determina l’inefficacia della precedente prenotazione delle somme, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di presentare successivamente un’altra richiesta.


La procedura di apertura delle matricole DM per le aziende agricole interessate alla CIGD


I datori di lavoro agricoli che fossero sprovvisti di matricola DM e che volessero presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, sono tenuti a presentare specifica domanda di apertura della matricola DM, mezzo PEC, indicando nell’oggetto “Matricola per Azienda agricola CIGD art. 1, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104”. A seguito di tale richiesta, le Strutture territoriali competenti provvederanno ad aprire una nuova matricola con il C.S.C. “5.01.02” e all’attribuzione del codice autorizzazione “7A” (Inps, messaggio 06 novembre 2020, n. 4145)


Come noto, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 è stata prevista la possibilità per le Regioni di riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, anche nei confronti dei datori di lavoro agricoli (art. 22, co. 1, D.L. n. 18/2020). A tal proposito, la Direzione Centrale ha provveduto a fornire istruzioni in merito all’apertura di apposite matricole DM, al fine di permettere la presentazione delle domande di cassa integrazione salariale in deroga da parte dei datori di lavoro agricoli sprovvisti di matricola DM.
Successivamente, il Legislatore ha previsto che le domande di cassa integrazione salariale in deroga venissero inviate direttamente all’Inps, senza la preventiva autorizzazione delle Regioni (art. 1, D.L. n. 104/2020).
Orbene, i datori di lavoro agricoli già in possesso di matricole INPS, tra le quali anche quelle aperte secondo le indicazioni già fornite, hanno potuto e potranno inviare le domande di cassa integrazione salariale in deroga alle strutture INPS competenti territorialmente.
I datori di lavoro che fossero sprovvisti di matricola DM, invece, che volessero presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, saranno tenuti a presentare specifica domanda di apertura della matricola DM, mezzo PEC, indicando nell’oggetto “Matricola per Azienda agricola CIGD art. 1, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104”.
A seguito di tale richiesta, le Strutture territorialmente competenti provvederanno ad aprire una nuova matricola con il C.S.C. 5.01.02, con particolare riferimento all’attribuzione del C.A. “7”, avente il significato di “Matricola per azienda agricola interessata al provvedimento di CIG in Deroga a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, nonché all’inserimento, nel campo annotazioni della procedura Iscrizione e Variazione Azienda, della dicitura “agricoltura COVID-19”.