Domande di pensione per i soggetti esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita per il 2019


Con riferimento ai soggetti esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita per il 2019, si forniscono indicazioni per la presentazione delle domande di pensione anticipata.


Come noto, dal 1.1.2019, i lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose o addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (a condizione che siano in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni), sono esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita, in relazione ai requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di vecchiaia e anticipata. La domanda di pensione deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali: WEB, se in possesso di un PIN INPS, di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto; Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di PIN; Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.
Alla domanda di pensione deve essere allegata la dichiarazione del datore di lavoro redatta sull’apposito modello reperibile sul sito dell’Inps. In tale modello, presente in due versioni a seconda che il soggetto sia un lavoratore dipendente del settore privato o pubblico (codice AP116) o un lavoratore domestico (codice AP117), il datore di lavoro deve attestare le seguenti circostanze: i periodi di svolgimento delle professioni considerate attività gravose; il contratto di lavoro applicato; il livello di inquadramento attribuito; le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.
Laddove il datore non possa rendere la dichiarazione per accertabile oggettiva impossibilità derivante dalla cessazione dell’attività, l’interessato è tenuto ad allegare alla domanda di pensione una dichiarazione sostitutiva di atto notirietà, attestante i periodi di svolgimento delle professioni c.d. gravose, il contratto di lavoro applicato, il livello di inquadramento attribuito e le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.

UniEmens “anticipato”, il flusso operativo utile alla tempestiva erogazione delle pensioni


Le specifiche tecniche del flusso UniEmens “anticipato” che il datore di lavoro è chiamato a compilare per il perfezionamento dei requisiti, ai fini del diritto, per la liquidazione di una pensione provvisoria nei trenta giorni successivi alla decorrenza del pensionamento.


Come noto, in relazione alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche, è stata anticipata la realizzazione in Uniemens di un flusso dedicato, cd. anticipato, compilato da parte del datore di lavoro con le informazioni necessarie alla liquidazione di una pensione provvisoria, in attesa del flusso definitivo scaturente dall’elaborazione degli stipendi. Detto flusso è riferito agli ultimi due mesi del rapporto di lavoro del pensionando ed ha le caratteristiche utili all’accredito dell’anzianità previdenziale ai soli fini del raggiungimento del diritto alla prestazione pensionistica anticipata o di vecchiaia, ma non sostituisce il flusso Uniemens ordinario da parte del datore di lavoro. Il flusso anticipato, in sostanza, consente l’acquisizione immediata delle informazioni indispensabili per la determinazione dell’anzianità contributiva ed è utilizzato unicamente nei casi in cui il computo del periodo contributivo corrispondente agli ultimi due mesi di lavoro costituisca condizione essenziale per il raggiungimento del requisito contributivo pensionistico.
In considerazione della finalità di esatta determinazione del requisito pensionistico, che si intende perseguire con l’acquisizione del flusso anticipato, lo stesso andrà inviato con riferimento all’ultimo ed al penultimo mese del rapporto di lavoro. Al fine, tuttavia, di evitare sovrapposizione tra le denunce anticipate e quelle ordinarie, afferenti la stessa competenza, e di accelerare l’elaborazione delle denunce anticipate, queste ultime possono essere trasmesse dal momento in cui si ha contezza e certezza delle coperture settimanali e comunque non oltre il quindicesimo giorno del mese successivo alla competenza del mese. In ogni caso, i flussi Uniemens relativi alle denunce “anticipate” non potranno contenere anche denunce ordinarie; ciò in quanto, secondo la regola generale, ciascun flusso dovrà contenere sempre dati fra loro omogenei, ossia o tutte denunce “anticipate” o tutte denunce ordinarie.
La trasmissione potrà avvenire a decorrere dal 1° aprile 2019, attraverso i seguenti due canali alternativi:
– tramite l’applicazione “Compilazioni on-line” presente sul sito dell’Istituto, seguendo le relative istruzioni;
– tramite flusso massivo; in questo caso il flusso dovrà essere contraddistinto tramite la compilazione dell’attributo <Composizione> di <PosContributiva> con il valore “AN”.
Nell’ipotesi di denunce “anticipate” le prestazioni pensionistiche verranno liquidate con carattere di provvisorietà. Al flusso anticipato dovrà seguire il flusso telematico ordinario con tutti i dati retributivi e le informazioni. Quest’ultima trasmissione, una volta elaborata ed acquisita, aggiornerà, come di consueto, l’estratto contributivo. Nel caso in cui, entro tre mesi, al flusso anticipato non faccia seguito il flusso ordinario, il flusso anticipato verrà storicizzato ed annullato.

Edilizia: indicazioni Inps sulla riduzione contributiva per il 2018


Con riferimento alle imprese edili, i datori di lavoro possono inviare le domande per l’applicazione della riduzione contributiva, per l’anno 2018, fino al 15 marzo 2019.


L’agevolazione – confermata, per l’anno 2018, nella misura dell’11,50% – consiste in una riduzione sui contributi dovuti per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati per 40 ore a settimana, pertanto non spetta per i lavoratori a tempo parziale.
I datori di lavoro interessati possono inviare le domande per l’applicazione della riduzione contributiva relativa al 2018 fino al 15 marzo 2019.
Ai fini dell’accesso al beneficio, il datore di lavoro deve, tra l’altro, possedere i requisiti di regolarità contributiva attestata tramite il documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; non deve aver riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente la data di applicazione dell’agevolazione.
La riduzione in parola non spetta, inoltre, per quei lavoratori per i quali sono previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (ad esempio, l’incentivo Occupazione Mezzogiorno per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2018), nonché in presenza di contratti di solidarietà.
Le istanze per la riduzione contributiva devono essere inviate telematicamente avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del cassetto previdenziale aziende dell’INPS, nella sezione “Comunicazioni on-line”, funzionalità “Invio nuova comunicazione”. In caso di definizione delle istanze stesse con esito positivo, al fine di consentire il godimento del beneficio, sarà attribuito alla posizione contributiva interessata il codice di autorizzazione 7N, per il periodo da dicembre 2018 a febbraio 2019; l’esito sarà visualizzabile all’interno del cassetto previdenziale aziende. In ogni caso lo sgravio si riferirà al periodo che va da gennaio a dicembre 2018. Laddove, invece, dovesse essere accertata la non veridicità della dichiarazione resa dal datore ai fini dell’accesso al beneficio, le Strutture INPS, oltre all’attivazione nei riguardi dell’autorità giudiziaria, procedono al recupero delle somme indebitamente fruite.
Il beneficio può essere fruito avvalendosi delle denunce contributive Uniemens fino al mese di competenza febbraio 2019.

Gestione commercianti, obbligo di iscrizione limitato ai soli produttori di 3° e 4° gruppo


Il richiamo di legge al contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione tra i soggetti ivi individuati.


Una Corte d’appello territoriale, riformando la decisione del Tribunale di prime cure, aveva dichiarato non dovute le somme oggetto di un verbale di accertamento Inps, avente ad oggetto contributi dovuti alla Gestione commercianti, in conseguenza dell’obbligo di iscrizione alla medesima, per i redditi percepiti da un lavoratore quale produttore libero di impresa di assicurazioni. Per la Corte territoriale, l’obbligo di iscrizione nella Gestione commercianti, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti.
Avverso tale sentenza l’Inps ha proposto ricorso in Cassazione deducendo violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le subagenzie ed i produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 e della norma di cui all’art. 44, co, 2, D.L. n. 269/2003.
Per la Suprema Corte, il ricorso non è meritevole di accoglimento. La norma citata, infatti, individua i soggetti tenuti all’iscrizione nella gestione commercianti, dal primo gennaio 2004, nei soli produttori di 3° e 4° gruppo di cui al Contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939. Tale contratto collettivo, attualmente vigente e con efficacia normativa erga omnes, definisce tali produttori, rispettivamente, nel seguente modo:
– produttori i quali hanno obbligo di lavorare esclusivamente per l’agenzia o sub-agenzia dalla quale hanno ricevuto la lettera di nomina e per i rami dalla stessa eserciti, ed hanno anche obbligo di un determinato minimo di produzione e che sono compensati con provvigioni, anche se corrisposte medianti anticipazioni;
– produttori liberi di piazza o di zona e cioè senza obbligo di un determinato minimo di produzione, compensati con provvigioni, oppure con provvigioni e premi di produzione; il tutto risultante da apposita lettera di autorizzazione.
Di qui, il richiamo della norma alla fonte contrattuale corporativa, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione. In altri termini, la concreta indagine relativa ai caratteri delle attività proprie dei produttori del terzo o del quarto gruppo va condotta considerando che le medesime attività divengono significative, ai fini dell’obbligo all’iscrizione alla gestione commercio, solo se rese in favore di agenzie e sub agenzie; il contenuto delle due declaratorie non può essere disgiunto dal necessario riferimento alla controparte contrattuale dell’agenzia o della subagenzia poiché il richiamo alla contrattazione collettiva per di più corporativa vigente ex lege n. 741 del 1959 esclude in radice la correttezza di interpretazioni analogiche.

Fondo volo, la spettanza della prestazione di invalidità specifica


Chiarimenti Inps riguardo la spettanza della prestazione di invalidità per gli iscritti al Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea.


Come noto, gli iscritti al Fondo volo hanno diritto alla pensione di invalidità se possono far valere un periodo utile di almeno dieci anni, di cui almeno cinque anni di contribuzione obbligatoria al Fondo, e sono divenuti permanentemente inabili ad esercitare la professione autorizzata da un regolare brevetto aeronautico o da altro documento equipollente, purché l’invalidità dia luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro comportante l’obbligo di iscrizione al Fondo. Orbene, la prestazione può essere riconosciuta anche se il provvedimento di inidoneità permanente intervenga successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, a condizione che il procedimento di accertamento dell’inidoneità al volo sia iniziato in costanza di rapporto di lavoro e il rapporto di lavoro sia stato risolto a causa dell’inidoneità al volo. Tale ipotesi può verificarsi solo nel caso in cui l’Autorità medica competente (IMAS, AeMC, SASN, AME), riconosciuta l’inidoneità al volo del lavoratore, non dispone immediatamente la definitività di detta inidoneità, rinviando l’esito finale ad una successiva visita (che, in genere, avviene dopo tre o sei mesi dal primo accertamento). Naturalmente qualora il lavoratore venga riconosciuto idoneo in occasione della predetta ultima visita, il procedimento di inidoneità si conclude e resta privo di ogni effetto in ordine al riconoscimento della prestazione di invalidità specifica. Laddove il rapporto di lavoro sia risolto per cause diverse dall’inidoneità al volo la prestazione in argomento non potrà essere riconosciuta.