Versamento contributi sospesi per il sisma nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo


Con riferimento agli eventi sismici verificatisi nei territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, si forniscono istruzioni sul versamento in unica soluzione dei contributi sospesi.


Relativamente alle aziende con dipendenti, ilpagamento deve essere effettuato tramite modello F24, utilizzando il codice contributo DSOS ed esponendo la matricola dell’azienda seguita dallo stesso codice utilizzato per la rilevazione del credito (N964). Laddove le aziende beneficiarie della sospensione contributiva non abbiano assolto gli adempimenti relativi alla trasmissione della denuncia Uniemens, i medesimi dovranno essere assolti entro il prossimo 31 gennaio.
Per effetto della sospensione fino al 30.09.2017 del versamento della contribuzione dovuta dagli artigiani e commercianti, le rate sospese sono le seguenti: III rata sul minimale per l’anno 2016 (16.11.2016); secondo acconto della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2016 (30.11.2016); IV rata sul minimale per l’anno 2016 (16.02.2017); I rata sul minimale per l’anno 2017 (16.05.2017); saldo della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2016 – I acconto della contribuzione eccedente il minimale per l’anno 2017 (20.07.2017); II rata sul minimale per l’anno 2017 (20.08.2017). Nell’ipotesi in cui il contribuente intenda versare anche l’eventuale contribuzione eccedente il minimale, dovuta a titolo di acconto per l’anno 2017 e di saldo per l’anno 2016, dovrà produrre una dichiarazione attestante il reddito degli anni 2015 e 2016 da utilizzare quale base imponibile per la determinazione della contribuzione dovuta.
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, il versamento relativo al saldo 2016 e primo acconto 2017 deve essere effettuato entro il 31.01.2019, compilando la “Sezione INPS” del modello F24. Quanto ai committenti tenuti al versamento nella Gestione separata, la contribuzione dovuta, riferita ai compensi effettivamente pagati nel periodo di sospensione, deve essere versata entro il 31.01.2019, compilando la “Sezione INPS” del modello F24.
I contributi per lavoro domestico riferiti ai singoli periodi dovranno essere versati entro la scadenza del 31.01.2019 con le seguenti consuete modalità: utilizzando i bollettini MAV ricevuti oppure generati attraverso il sito Internet www.inps.it al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Portale dei Pagamenti” > “Lavoratori Domestici”; rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (uffici postali, tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari Unicredit); online, sul sito Internet www.inps.it, al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Portale dei Pagamenti” > “Lavoratori Domestici”, tramite la modalità di pagamento immediato/online pagoPA utilizzando la carta di credito o debito o prepagata oppure addebito in conto.

Inps gestione Artigiani e Commercianti, emissione della rata di novembre 2018


Presto dispnibili i modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta dai soggetti iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti.


L’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva. A seguito della predetta attività sono perciò stati predisposti i modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta.
Detti modelli F24 saranno disponibili, in versione precompilata, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa”, “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.
E’ previsto, inoltre, l’invio di mail di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali l’Istituto è in possesso di recapito posta elettronica.
L’accesso ai servizi del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

ANF e genitore convivente con i figli naturali: rileva sempre la propria situazione reddituale


Nel caso di genitore convivente con i propri figli naturali, ma privi di una posizione tutelata, l’assegno per il nucleo familiare può essere erogato in relazione al rapporto di lavoro dell’altro genitore non convivente, fermo restando che il reddito da prendere in considerazione per l’erogazione della prestazione è quello del genitore convivente


Nell’ipotesi di figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, il diritto all’assegno per il nucleo familiare è riconosciuto solamente al genitore convivente con i figli, benchè non titolare di una propria posizione tutelata, ma in relazione al rapporto di lavoro dell’altro genitore non convivente, fermo restando che il reddito da prendere in considerazione per l’erogazione della prestazione è quello del genitore convivente. Nello specifico, il genitore naturale lavoratore dipendente o titolare di posizione tutelata, non convivente con i figli, ha titolo a presentare la richiesta di assegno per il nucleo familiare, con le modalità previste dalle disposizioni vigenti; tuttavia, la prestazione viene erogata direttamente al genitore convivente. Per quanto concerne la quantificazione dell’ammontare dell’assegno, in sede di richiesta della prestazione, il genitore richiedente, nel quadro relativo all’indicazione dei dati reddituali dell’apposito modello di domanda (ANF/DIP – cod. SR16), non deve indicare l’ammontare e la natura dei propri redditi, bensì deve allegare alla domanda stessa una dichiarazione reddituale rilasciata sul modello ANF/FN – cod. SR65 del genitore naturale convivente con i figli. Quest’ultimo deve dichiarare l’ammontare e la natura dei redditi facenti capo al proprio nucleo da lui formato con i figli del lavoratore richiedente, nonchè fornire indicazione circa i dati necessari al pagamento della prestazione.

Lavoratori esposti all’amianto: domanda entro il 30 novembre 2018


16 non 2018 Per il 2019 e il 2020, sono estesi i benefici previdenziali derivanti dall’esposizione all’amianto previsti per i lavoratori delle imprese di scoinbentazione e bonifica, affetti da patologia asbestocorrelata.


Per accedere al beneficio, gli interessati devono presentare, entro e non oltre il 30 novembre 2018, apposita domanda telematica, tramite i seguenti consueti canali posti a disposizione dall’Inps: WEB, attraverso il servizio online dedicato, se in possesso di un codice PIN rilasciato dall’INPS, di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto; Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di un codice PIN; Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di un codice PIN.
Nel dettaglio, i destinatari sono i lavoratori che: in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati verso forme pensionistiche obbligatorie dei lavoratori dipendenti gestite, prima del 1° gennaio 2012, da enti diversi dall’INPS – siano esse esclusive, esonerative o sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria; possono far valere nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti e nelle forme pensionistiche di cui alla cit. lettera a) complessivamente almeno 30 anni (pari a 1560 settimane) di anzianità assicurativa e di contribuzione utile ai fini del diritto per la pensione di anzianità; in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, con il beneficio in argomento, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2019 e 2020.


Apprendistato professionalizzante con beneficiari di mobilità, regime contributivo differenziato


A seguito dell’emanazione della circolare Inps n in materia di regime contributivo applicabile all’assunzione in apprendistato, emerge un trattamento differenziato dei lavoratori beneficiari dell’indennità di mobilità ordinaria, in ragione della decorrenza dell’assunzione.


Con riferimento al regime contributivo per l’assunzione in apprendistato professionalizzante, senza limiti età, dei lavoratori beneficiari di indennità di mobilità ordinaria o di un trattamento di disoccupazione, le attuali disposizioni normative si pongono in una prospettiva di sostanziale continuità rispetto al quadro normativo previgente (D.Lgs. n. 167/2011). Per i soli profili di novità, l’Istituto evidenzia quanto appresso.
A seguito dell’intervenuta abrogazione a far tempo dal 1° gennaio 2017 delle norme sulla mobilità, il seguente regime contributivo continua a restare in vigore solo per le assunzioni operate entro il 31 dicembre 2016 ed i cui effetti si protraggano dopo detto termine:
– per i primi 18 mesi, aliquota contributiva a carico del datore di lavoro nella misura prevista per gli apprendisti (10%), esclusa l’applicazione della contribuzione di finanziamento della NASpI;
– eventuale assoggettamento alla disciplina Cigo/Cigs o dei Fondi di solidarietà, con conseguente obbligo di versamento della relativa contribuzione di finanziamento;
– inapplicabilità della riduzione di 8,5 e 7 punti percentuali nei primi due anni di contratto e dell’azzeramento dell’aliquota a carico del datore di lavoro per i primi tre anni di contratto, per le assunzione operate dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016, a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove;
– dal 19° mese, contribuzione datoriale è dovuta in misura piena, in relazione al settore di classificazione ed alle caratteristiche aziendali del datore di lavoro, mentre quella a carico dell’apprendista nella misura del 5,84% solo per il periodo di residua durata del contratto di apprendistato;
– esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione.
Per i percettori di mobilità assunti a far tempo dal 1° gennaio 2017, si applica invece il medesimo regime contributivo previsto per i lavoratori beneficiari di trattamento di disoccupazione:
– riduzione dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro alla misura prevista per gli apprendisti (10%) per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni o cinque per il settore artigiano, incrementata della contribuzione di finanziamento della NASpI, nella misura pari all’1,61%;
– eventuale assoggettamento alla disciplina Cigo/Cigs o dei Fondi di solidarietà, con conseguente obbligo di versamento della relativa contribuzione di finanziamento;
– applicazione della riduzione di 8,5 e 7 punti percentuali nei primi due anni di contratto a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove;
– inapplicabilità dell’azzeramento dell’aliquota a carico del datore di lavoro per i primi tre anni di contratto, per le assunzione operate dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016, a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove;
– esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione.