Versamento quota di previdenza per la panificazione artigiana veneta



Fino al 31/3/2019 è previsto il versamento della quota mensile alla previdenza complementare, per i dipendenti delle imprese artigiane della Panificazione del Veneto.


Fino al 30/6/2019 il datore di lavoro, è tenuto a versare mensilmente e per un massimo di 12 mensilità nell’anno civile (1 gennaio-31 dicembre) la “quota di adesione contrattuale” ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato prescelto dal lavoratore. Dal 1/7/2019 tale versamento decadrà salvo diverse intese tra le parti.
Il versamento delle somme sarà effettuato dal datore di lavoro congiuntamente alle altre quote destinate ad Ebav, utilizzando il mod. B01, sulla base delle regole già previste per le quote Ebav e secondo le specifiche indicazioni operative fomite dall’ente bilaterale.
La scelta (o la mancata scelta) del lavoratore sarà comunicata dal datore di lavoro ad Ebav secondo le modalità stabilite dall’ente bilaterale.
Ebav, una volta acquisite le quote, è tenuto a riversarle al Fondo indicato dal lavoratore presso il quale sarà costituita una posizione individuale.
Il versamento delle somme al Fondo disciplinato dal presente articolo non comporterà l’obbligo del contemporaneo conferimento della quota di TFR.
Per i lavoratori già iscritti al Fondo la quota di adesione contrattuale si sommerà ai versamenti dovuti dal datore di lavoro e derivanti dalla normale contribuzione al Fondo.
Fino al 31/3/2019 la quota mensile da versare alla previdenza complementare sarà:









Gruppo A

Gruppo B

Tutti i livelli Tutti i livelli
€ 8 mensili € 5 mensili

Infortuni sul lavoro, la colpa del lavoratore non esclude l’indennizzo Inail


In caso di infortunio sul lavoro, il comportamento colposo del lavoratore può ridurre oppure esimere la responsabilità dell’imprenditore, escludendo il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei confronti del medesimo, ma non comporta l’esclusione dell’operatività dell’indennizzo sociale previsto dall’assicurazione gestita dall’Inail, che ha la finalità di proteggere il lavoratore da ogni infortunio sul lavoro, anche da quelli derivanti da colpa


Una Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza del Tribunale di prime cure, aveva rigettato il ricorso proposto da un datore di lavoro al fine di ottenere la declaratoria di nullità del provvedimento dell’Inail con il quale, a seguito dell’infortunio occorso a un proprio dipendente, erano stati rideterminati i tassi di premio applicati. La Corte territoriale aveva condiviso la valutazione del primo giudice nel senso di escludere che nella fattispecie potesse configurarsi un rischio elettivo del dipendente tale da interrompere il nesso di causalità tra l’infortunio e lo svolgimento dell’attività lavorativa ed escluderne l’indennizzabilità. In tale occasione era accaduto che il lavoratore, per recarsi presso alcune vasche di decantaggio al fine di ispezionare le valvole ed i rubinetti di chiusura, anziché seguire il percorso usuale, si era introdotto all’interno del cantiere allestito da altra impresa che stava procedendo ad opere di manutenzione straordinaria delle cisterne di raccolta rifiuti, cadendo così in una delle cisterne a causa di un taglio presente nel vascone. La decisione della Corte d’appello era fondata sul rilievo che la condotta dell’infortunato, pur se imprudente, stava eseguendo un compito affidatogli e proprio delle sue mansioni e non stava ponendo in essere un comportamento estraneo alle finalità produttive per soddisfare un suo interesse.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, argomentando che il giudice penale lo aveva assolto dal reato di lesioni colpose per l’infortunio in questione e che il lavoratore era entrato in un cantiere di lavoro terzo rispetto alla struttura organizzativa aziendale dell’appaltante, ove era in corso una lavorazione autonoma ed estranea alla produzione industriale di questo, sicché appariva impossibile ascrivere l’infortunio al rischio tipico del datore di lavoro.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. Al riguardo, infatti, poi, il concetto di rischio elettivo, che delimita l’ambito della tutela assicurativa, è riferito al comportamento del lavoratore e va inteso come tutto ciò che sia estraneo e non attinente all’attività lavorativa e dovuto ad una scelta arbitraria di questi, nel senso che esso è la conseguenza di un rischio collegato ad un comportamento volontario, volto a soddisfare esigenze meramente personali e, comunque, indipendente dall’attività lavorativa, cioè di rischio generato da un’attività che non abbia rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa. Tuttavia, il comportamento colposo del lavoratore, che può ridurre oppure esimere la responsabilità dell’imprenditore, escludendo il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei confronti del medesimo, non comporta, di per sé, l’esclusione dell’operatività dell’indennizzo sociale previsto dall’assicurazione gestita dall’Inail, che ha la finalità di proteggere il lavoratore da ogni infortunio sul lavoro, anche da quelli derivanti da colpa, e di garantirgli i mezzi adeguati allo stato di bisogno discendente dalle conseguenze che ne sono derivate.

APE SOCIALE: entro il 31 marzo 2019 la domanda per il riconoscimento dei requisiti


Il DL 28 gennaio 2019, n. 4 ha previsto il posticipo del termine di scadenza del periodo di sperimentazione dell’APE sociale. I soggetti che vogliono usufruire del beneficio possono presentare domanda per il riconoscimento dei requisiti entro il 31 marzo 2019. Una seconda scadenza è individuata nel 15 luglio 2019.


Dal 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del DL 28 gennaio 2019, n. 4, possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio dell’APE sociale i soggetti che, nel corso dell’anno 2019, maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dall’articolo 1, commi da 179 a 186 della legge n. 232/2016, come modificato dalla legge di bilancio 2018.
I modelli di domanda da utilizzare, rispettivamente, per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio, sono quelli già in uso nel 2018, reperibili sul sito www.inps.it, nella sezione relativa ai servizi on line. In particolare, il modello di domanda per la verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale, dopo la chiusura del 30 novembre scorso, è nuovamente disponibile on line dall’entrata in vigore del decreto-legge (cfr. circolare n. 15/2019 e messaggio n. 402/2019).
L’ultimo periodo dell’articolo 18 del decreto-legge in parola stabilisce che “le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell’articolo 1 della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2019”. In virtù di tale richiamo al comma 165, i soggetti interessati, come sopra individuati, potranno presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale entro i termini di scadenza del 31 marzo 2019, 15 luglio 2019 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2019.
Le domande presentate oltre i suddetti termini di scadenza ed entro il 30 novembre 2019 saranno prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio delle domane presentate entro i termini suindicati, residuano le necessarie risorse finanziarie.
I termini entro i quali l’Istituto deve comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica sono il 30 giugno 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2019; 15 ottobre 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2019; 31 dicembre 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio 2019, ma entro il 30 novembre del medesimo anno.
L’APE sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.
Indipendentemente dalla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste, la decorrenza del trattamento non potrà essere comunque anteriore al 1° febbraio 2019 e dipenderà, oltre che dall’avvenuto perfezionamento dei requisiti richiesti, dalla data di presentazione della domanda di accesso al beneficio.
 

Accordo sullo smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Firmato l’accordo definitivo sullo smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Avviato, per un periodo di un anno, la sperimentazione per l’introduzione della modalità di lavoro agile o smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Per “Lavoro agile” o smart working si intende una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, finalizzata ad incrementare la produttività e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (flessibilità di tempo e di spazio).
La prestazione potrà essere svolta nelle giornate di smart working dalla propria residenza o altra dimora, comunicate all’amministrazione o da altro luogo che sia specificato nell’accordo individuale.
L’articolazione complessiva dell’accordo permette di affrontare la fase sperimentale con i criteri che prefigurano una sua entrata a regime rispetto all’insieme delle attività individuate come lavorabili a distanza.
L’ampliamento delle attività che possono entrare nel lavoro agile è infatti il primo elemento di valutazione positiva dell’accordo unitamente alla eliminazione di alcune clausole che potevano diventare punitive per i lavoratori che fruiscono delle tutele sociali, impropriamente definite nella prima stesura come flessibilità.
Nelle valutazioni delle adesioni, nel caso invece di domande eccedenti la quota prevista, vengono inseriti criteri di preferenza che tengono conto delle particolari situazioni socio-familiari e di salute dei dipendenti.
Il progetto sperimentale di smart working, il cui monitoraggio si svolgerà con cadenza trimestrale, avrà ad oggetto in linea In merito alle modalità di svolgimento della prestatone lavorativa, il personale selezionato per la sperimentazione può svolgere la prestazione lavorativa al di fuori della sede di lavoro una volta alla settimana per un massimo di 5 giorni al mese.
Infine è del tutto evidente che un ruolo fondamentale, sia nella predisposizione dei progetti legati alle attività individuate che nel monitoraggio e nella valutazione degli stessi, lo avranno i Dirigenti degli Uffici ed è, pertanto fondamentale la massima attenzione nella fase di programmazione e nell’applicazione dell’accordo nei luoghi di lavoro, avendo cura che gli Uffici predispongano i progetti e identifichino in modo corretto la platea dei lavoratori, segnalando tempestivamente ogni comportamento improprio e ed eventuali rinunce a priori rispetto alla sua applicazione.

Agricoltura Operai Verona: Tabelle salariali dall’1/4/2019



Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli della provincia di Verona in vigore dall’1/4/2019 e diffuse dalle parti territoriali


TABELLE SALARIALI
PER GLI OPERAI AGRICOLI DELLA PROVINCIA DI VERONA
IN VIGORE DALL’1/4/2019


 


Operai a tempo indeterminato: retribuzione oraria


 




















































Categoria

Lavoro ordinario

Lavoro straordinario

Lavoro festivo

Lavoro notturno e straordinario festivo

Lavoro festivo notturno

livello 1 (nuovo livello) 11,00 13,75 14,85 15,40 16,50
livello 2 (ex spec. super) 10,44 13,05 14,09 14,62 15,66
livello 3 (ex specializzato) 9,83 12,29 13,27 13,76 14,75
livello 4 (ex qualificato super) 9,36 11,70 12,64 13,10 14,04
livello 5 (ex qualificato) 8,82 11,03 11,91 12,35 13,23
livello 6 (ex comune p. 137) 7,77 9,71 10,49 10,88 11,66
livello 7 (ex comune p. 110) 6,25 7,81 8,44 8,75 9,38


Operai a tempo indeterminato: retribuzione mensile
























Categoria

Retribuzione

livello 1 (nuovo livello) 1.859,64
livello 2 (ex spec. super) 1.764,02
livello 3 (ex specializzato) 1.660,84
livello 4 (ex qualificato super) 1.581,27
livello 5 (ex qualificato) 1.490,83
livello 6 (ex comune p. 137) 1.313,43
livello 7 (ex comune p. 110) 1.056,42


Operai a tempo determinato: retribuzione oraria



























































Categoria

Lavoro ordinario

Lavoro straordinario

Lavoro festivo

Lavoro notturno e straordinario festivo

Lavoro festivo notturno

livello 1 (nuovo livello) 14,35 17,10 18,20 18,75 19,85
livello 2 (ex spec. Super) 13,62 16,23 17,27 17,80 18,84
livello 3 (ex specializzato) 12,82 15,28 16,26 16,75 17,74
livello 4 (ex qualificato super) 12,20 14,54 15,48 15,94 16,88
livello 5 (ex qualificato) 11,51 13,72 14,60 15,04 15,92
livello 6 (ex comune p. 137) 10,14 12,08 12,86 13,25 14,03
livello 7 (ex comune p. 110) 8,15 9,71 10,34 10,65 11,28
livello 8 (ex raccolta) 7,38 8,80 9,36 9,64 10,21


 


Trattamento di fine rapporto operai a tempo determinato



































Categoria

Importo Giornata

Importo Orario

livello 1 (nuovo livello) 6,17 0,95
livello 2 (ex spec. Super) 5,86 0,90
livello 3 (ex specializzato) 5,51 0,85
livello 4 (ex qualificato super) 5,25 0,81
livello 5 (ex qualificato) 4,95 0,76
livello 6 (ex comune p. 137) 4,36 0,67
livello 7 (ex comune p. 110) 3,51 0,54
livello 8 (ex raccolta) 3,17 0,49