Le Faq in materia di protezione internazionale e immigrazione


Al fine di chiarire alcuni dei dubbi sulle novità introdotte con la L. n. 132/2018 in materia di protezione internazionale e immigrazione, il Ministero dell’interno ha predisposto una serie di Faq.


In particolare, circa i dubbi sussistenti in materia di protezione umanitaria, il Ministero dell’interno precisa che la protezione umanitaria continua ad esistere ma viene ora concessa in presenza di ben definite circostanze, a differenza di quanto avveniva in passato, laddove veniva riconosciuta sulla base della generica previsione di “seri motivi di carattere umanitario” dai contorni indefiniti.
L’ampia discrezionalità, insieme ad una interpretazione estensiva della giurisprudenza, aveva portato ad una applicazione così eterogenea che contrastava addirittura con la stessa ratiogiuridica della tutela. Nel tempo si era così determinata una situazione paradossale: un altissimo numero di permessi di soggiorno per c.d. motiviumanitari, comprensivi delle più svariate ipotesi, che comunque non hanno portato all’inclusione sociale e lavorativa dello straniero. La gran parte degli immigrati – conclude il Ministero – sono rimasti in Italia inoperosi, senza concrete prospettive di stabilizzazione e di inclusione sociale, con il forte rischio di cadere in percorsi di illegalità.
I diritti che invece oggi vengono assicurati sono concreti e reali: restano legittimamente le vittime di tratta,le vittime di violenza domestica o di grave sfruttamento lavorativo, chi versa in condizioni di salute di eccezionale gravità, chi non può rientrare nel proprio Paese perché colpito da gravi calamità, chi compie atti di particolare valore civile, nonché coloro i quali,pur non avendo i requisiti per il riconoscimento di una forma di protezione internazionale, corrono comunque il rischio, in caso di rimpatrio, di subire gravi persecuzioni o di essere sottoposti a torture.
Con riferimento invece a chi è già in possesso di permesso per motivi umanitari, o in attesa di riceverlo, il Ministero precisa che tali soggetti possano continuare a rimanere legittimamente nel territorio fino alla scadenza del titolo, potendo usufruire di tutti i benefici derivanti dalla propria condizione a partire dalla possibilità di convertirlo in permesso per lavoro o per ricongiungimento familiare, laddove ne ricorrano le circostanze.


Licenziamento per inosservanza delle disposizioni aziendali e reazioni aggressive


È legittimo il licenziamento del lavoratore nell’ipotesi in cui i comportamenti ripetutamente posti in essere siano connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici.


Nella specie, i Giudici del merito hanno ritenuto, da una parte, legittimamente intimate le sanzioni conservative in quanto conseguenziali a comportamenti ampiamente provati, connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici e da insofferenza rispetto a legittime disposizioni aziendali, e, dall’altra, legittimo il licenziamento giustificato alla luce della obiettiva gravità dei fatti posti in essere in alcune giornate lavorative, per essersi gli stessi posti nel solco di una serie di comportamenti ripetutamente posti in essere, oggetto di sanzioni conservative, tutti connotati da reazioni aggressive, violenze verbali, atteggiamenti minacciosi.
Secondo la Corte, il lavoratore in questione ha tentato di mettere in dubbio la verificazione dei fatti oggetto delle contestazioni mediante il richiamo parziale di alcune deposizioni dei testi escussi e, segnatamente, di quelli non presenti ai singoli fatti contestati o se presenti non in grado di ricordare il fatto oggetto di contestazione nella sua dimensione storica e materiale.
La stessa Corte ha, inoltre, osservato che l’espletata istruttoria aveva confermato integralmente i fatti contestati rilevando come il lavoratore non avesse contestato la verificazione di tali fatti nella loro dimensione oggettiva, per essersi limitato in alcuni casi a ridimensionare la portata considerandoli espressione della normale dialettica in ambiente di lavoro e in altri casi a ricondurre i propri comportamenti a reazioni consequenziali ad atteggimenti aggressivi e provocatori.


INL: chiarimenti sulla maggiorazione delle sanzioni in matria di lavoro


Si forniscono le prime precisazioni sull’incremento del 20 per cento delle sanzioni inflitte per le violazioni materia di lavoro sommerso, orario di lavoro e somministrazione, nonché del 10 per cento per le violazioni in materia di sicurezza, a decorrere dal 1° gennaio 2019.


Le maggiorazioni in argomento si applicano in relazione a condotte che si realizzano dal 1.1.2019, in quanto la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa. Ad esempio, il mantenimento di un lavoratore irregolare a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori.
Al fine di semplificare gli adempimenti in questione, le maggiorazioni dovranno essere versate su un apposito codice tributo; nel frattempo, le maggiorazioni dovranno comunque trovare applicazione utilizzando gli attuali codici tributo.
Le previgenti disposizioni normative che avevano già previsto il versamento del 30 per cento dell’importo delle sanzioni amministrative per lavoro “nero”, delle somme aggiuntive di cui al testo univìco sulla sicurezza, i maggiori introiti derivanti dal raddoppio degli importi sanzionatori previsti per le violazioni in materia di orario di lavoro ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, si pongono in sistema con quelle introdotte dalla finanziaria 2019.
Pertanto, resta ferma la destinazione alle finalità di un ulteriore 30% degli importi sanzionatori rimodulati dalla legge di bilancio.

Nuove retribuzioni per il personale domestico



Stabiliti i nuovi minimi retributivi relativi al rapporto di lavoro domestico


Con decorrenza 1/1/2019 i minimi retributivi contrattuali risultano così aggiornati.


Tabella A




































Livelli

Lavoratori conviventi

Valori mensili

Indennità

A 636,20  
AS 751,88  
B 809,71  
BS 867,55  
C 925,40  
CS 983,22  
D 1.156,72 171,04
DS 1.214,56 171,04


Tabella B













Livelli

Lavoratori di cui art. 15 2° c.

Valori mensili

B 578,37
BS 607,29
C 670,89


Tabella C




























Livelli

Lavoratori non conviventi

Valori orari

A 4,62
AS 5,45
B 5,78
BS 6,13
C 6,47
CS 6,82
D 7,87
DS 8,21


Tabella D

















Livelli

Assistenza notturna

Valori mensili

Autosufficienti

Non


autosufficienti

BS 997,67  
CS   1.130,70
DS   1.396,77


Tabella E






Presenza notturna


(valori mensili)

Liv. Unico 668,01


Tabella F















Indennità


(valori giornalieri)

Pranzo e/o colazione 1,96
Cena 1,96
Alloggio 1,69
Totale indennità Vitto e alloggio 5,61


Tabella G











Assistenza a persone non autosufficienti,

con prestazioni limitate alla copertura dei


giorni di riposo del lavoratori titolari

Livello

Valori orari

CS 7,34
DS 8,85

Accertamento ispettivo e verbalizzazioni: precisazioni


Al fine di semplificare le attività di accertamento ispettivo, si forniscono precisazioni sulle modalità di verbalizzazione.


In primo luogo, viene ribadito che, l’obbligo della verbalizzazione unica si applica alla sola materia sanzionatoria amministrativa, con esclusione delle contestazioni di omissioni o evasioni in materia previdenziale ed assicurativa. Pertanto,che ai fini del rispetto degli obblighi notificazione e contestazione, il termine di novanta giorni non decorre più da tanti singoli verbali o atti provvedimentali, ma la decorrenza dello stesso va individuata nel momento in cui si sono conclusi gli accertamenti nel loro complesso, compresi i tempi tecnici ragionevolmente utili e necessari per l’analisi, l’elaborazione e la verifica degli elementi formati e raccolti. Il dies a quo, quindi, coincide con il momento dell’acquisizione di tutti i dati e riferimenti di carattere oggettivo e soggettivo necessari per la definizione dell’accertamento inteso nella sua globalità; l’accertamento si realizza con il compimento di tutte le indagini necessarie al fine della piena conoscenza di esso e della congrua determinazione della pena pecuniaria.
Le diverse verbalizzazioni, in ogni caso, devono essere completamente coerenti nella ricostruzione dei fatti oggetto di accertamento, specie in relazione a quegli elementi che abbiano rilevanza sia ai fini della contestazione degli illeciti amministrativi, sia ai fini dei recuperi previdenziali/assicurativi. I differenti verbali, dunque, intervenuti anche secondo tempistiche diverse, non possano riportare risultanze tra loro contraddittorie.


La verbalizzazione separata delle risultanze ispettive consente di indicare con precisione gli strumenti di tutela attivabili da parte del destinatario del verbale in ragione della natura delle contestazioni mosse. Non è possibile ricorrere innanzi al Comitato per i rapporti di lavoro avverso entrambi i verbali (amministrativo e contributivo) che abbiano avuto ad oggetto l’accertamento dei medesimi rapporti di lavoro sotto il profilo della loro sussistenza e/o qualificazione, dal quale sia derivata l’applicazione di sanzioni amministrative e il correlato recupero contributivo. In tal caso, infatti, l’unico verbale che potrà essere impugnato innanzi al Comitato sarà quello notificato per primo; in tale verbale, è opportuno dare adeguata informazione circa l’impossibilità di ricorrere avverso il successivo verbale presso il Comitato.
Laddove il verbale contributivo venga notificato successivamente al verbale amministrativo, potrà recare il riferimento al ricorso al Comitato solo nell’ipotesi in cui con lo stesso si contestino ulteriori fattispecie di qualificazione/sussistenza del rapporto di lavoro che non abbiano determinato conseguenze sul piano sanzionatorio amministrativo.