DL Agosto: cosa cambia per i contratti a termine


Il comma 1, lett. a), dell’articolo 8 del DL n. 104/2020 modifica la disciplina transitoria sulle proroghe e sui rinnovi dei contratti di lavoro dipendente a termine nel settore privato. La novella, nel dettaglio,consente che i contratti di lavoro dipendente a termine nel settore privato siano rinnovati o prorogati, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta, mediante un atto intervenuto entro il 31 dicembre 2020, anche in assenza delle condizioni previste dall’art. 19, co. 1, del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, e successive modificazioni.


Come si ricorderà, secondo l’articolo 19, co. 1, D. Lgs. n. 81/2015, al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro mesi, solo in presenza di almeno una delle condizioni previste:
a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
L’articolo 21, comma 01, dello stesso decreto legislativo, richiede la sussistenza- eccezione fattaper le proroghe e irinnovi dei rapporti di lavoro concernenti le attività stagionali – di una di tali esigenze per i rinnovi dei contratti a termine e le proroghe dei contratti a termine che determinino una durata complessiva del rapporto superiore ai dodici mesi.
La modifica intervenuta opera dunque una riformulazione dell’articolo 93, comma 1, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2020, n. 77. Il testo finora vigente consentiva “per far fronte al riavvio delle attività in conseguenza all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, i rinnovi e le proroghe, in base alla deroga suddetta, con durata non eccedente il termine del 30 agosto 2020, e limitava tale possibilità ai contratti di lavoro dipendente a termine in essere alla data del 23 febbraio 2020 (condizione che non figura più nel testo riformulato dalla novella legislativa). La precedente formulazione non chiariva, inoltre, se la data del 30 agosto 2020 rappresentasse il termine entro cui potesse essere stipulato un rinnovo o una proroga oppure il limite di durata del rapporto come rinnovato o prorogato in base alla stessa deroga. Successivamente, con faqpubblicata sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato precisato che il termine del 30 agosto si riferiva alla durata dei rapporti di lavoro a termine, prorogati o rinnovati in base alla deroga in esame.
Considerando che l’ultimo intervento normativo limita l’ambito della deroga ad un solo rinnovo o proroga, si pone il problema dell’applicabilità della deroga in questione nei confronti dei contratti che siano stati già oggetto – in base alla versione previgente della norma – di rinnovo o proroga in deroga; si auspica pertanto una definizione più chiara di tale profilo.
La lettera b) dell’articolo 8abroga infine una norma transitoria, il comma 1-bisdel citato articolo 93 del D.L. n. 34, la quale disponeva, per i contratti di apprendistato diverso da quello professionalizzante e i contratti di lavoro a termine (anche in regime di somministrazione), la proroga nella misura equivalente al periodo per il quale i medesimi lavoratori fossero stati sospesi dall’attività in ragione delle misure di emergenza epidemiologica da COVID-19.

CCNL Agenzie di viaggi Fiavet Confcommercio: Una tantum


CCNL Agenzie di viaggi Fiavet Confcommercio: Una tantum



A settembre, per i dipendenti delle imprese di viaggi e turismo, così come previsto dal CCNL di settore Fiavet Confcommercio, sarà erogata una ulteriore tranche dell’una tantum


Lo scadenzario contrattuale, per quanto riguarda il settore “Agenzie di Viaggio Confcommercio”, segnala l’erogazione con la retribuzione di settembre 2020, di una ulteriore tranche della una tantum di cui all’’art. 151 del CCNL Fiavet Confcommercio del 24/7/2019.
Il testo contrattuale, infatti, ha previsto l’erogazione di un importo a titolo di una tantum per il personale in forza alla data del luglio 2019, per il servizio prestato nell’ambito del rapporto di lavoro in essere alla predetta data nel corso del periodo 1/1/2019 – 30/6/2019 (carenza contrattuale), secondo le decorrenze riportate nella tabella che segue:
“Una tantum ex art. 151































































Livelli

Ottobre 2019

Marzo 2020

Settembre 2020

Totale

A 128,25 128,25 128,25 384,75
B 118,50 118,50 118,50 355,50
1 111,00 111,00 111,00 333,00
2 101,25 101,25 101,25 303,75
3 95,25 95,25 95,25 285,75
4 90,00 90,00 90,00 270,00
5 84,75 84,75 84,75 254,25
6S 81,00 81,00 81,00 243,00
6 80,25 80,25 80,25 240,75
7 75,00 75,00 75,00 225,00


Per gli apprendisti, l’ammontare dell’una tantum è determinato in euro 180,00 di cui euro 60,00 da erogarsi nel mese di ottobre 2019, euro 60,00 nel mese di marzo 2020 ed euro 60,00 nel mese di settembre 2020.”
Si ricorderà che le parti, con accordo del 30/3/2020, per gli effetti economici determinati dall’emergenza del covid19, hanno concordato il rinvio dell’erogazione della II tranche di una tantum prevista per il mese di marzo 2020 al mese di novembre 2020, fatti salvi gli accordi di miglior favore sottoscritti in materia.

Stagionali, intermittenti, occasionali e marittimi: prime indicazioni Inps sulle indennità omnicomprensive


Il “Decreto “Agosto”, in continuità con le misure previste dai decreti “Cura Italia” e “Rilancio”, ha previsto ulteriori misure finalizzate al sostegno di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dall’emergenza epidemiologica, tra cui i lavoratori del turismo, gli intermittenti, i lavoratori autonomi occasionali, i lavoratori dello spettacolo ed i marittimi. In attesa delle circolari esplicative, con le quali verranno spiegate nel dettaglio le novità legislative, l’Inps fornisce alcune prime informazioni (messaggio n. 3160/2020).


Una indennità omnicomprensiva è prevista in favore dei lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI, alla data del 15 agosto 2020. Detta indennità è pari a 1.000,00 euro ed è riconosciuta anche per i lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, fermo restando le previste condizioni (art. 9, co. 1, D.L. n. 104/2020).
E’ previsto il riconoscimento di un’indennità omnicomprensiva, pari a 1.000,00 euro, anche a favore di alcune categorie di lavoratori autonomi e subordinati, già destinatari dell’indennità COVID-19 per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, fra cui (art. 9, co. 2, D.L. n. 104/2020):
a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo;
b) lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali (art. 2222 c.c.) e che non abbiano un contratto in essere alla data del 15 agosto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995), con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
d) incaricati alle vendite a domicilio (art. 19, D.Lgs. n. 114/1998), con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000,00 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995), alla data del 17 marzo 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Tali soggetti, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente;
b) titolari di pensione.
Ancora, una indennità omnicomprensiva di importo pari a 1.000,00 euro è stabilità in favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che possano fare valere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, un reddito non superiore a 50.000 euro, non titolari di pensione e di rapporto di lavoro (art. 9, co. 4, D.L. n. 104/2020). La medesima indennità è riconosciuta a favore dei lavoratori iscritti al FPLS che possono fare valere almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019 e un reddito nel medesimo anno, non superiore a 35.000 euro.
Una ulteriore indennità omnicomprensiva di 1.000,00 euro è riconosciuta in favore dei lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che possono fare valere congiuntamente i seguenti requisiti (art. 9, co. 5, D.L. n. 104/2020):
– titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nei predetti settori, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
– titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nei predetti settori, di durata complessiva pari ad almeno 30 giornate;
– assenza di titolarità, alla data del 15 agosto 2020, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.
Le predette indennità non sono cumulabili tra loro e con l’indennità di “di ultima istanza” (art. 44, Decreto Cura Italia), ma sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità (L. n. 222/1984). Riguardo alle modalità di richiesta, i lavoratori che hanno già presentato la domanda e beneficiato delle indennità COVID relative alle precedenti mensilità di marzo, aprile e maggio 2020, non devono presentare ulteriore specifica domanda, in quanto l’Istituto procederà d’ufficio all‘istruttoria e verifica dei requisiti.
Infine, è prevista una indennità pari a 600,00 euro per ciascuna delle mensilità di giugno e luglio 2020 a favore dei lavoratori marittimi iscritti nelle matricole della gente di mare (art. 115, Codice della Navigazione) e dei lavoratori che svolgono servizi complementari di camera, servizi di cucina o servizi generali a bordo delle navi adibite a crociera (art. 17, co. 2, L. n. 856/1986), che hanno cessato involontariamente il contratto di arruolamento o altro rapporto di lavoro dipendente nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo, non titolari di contratto di arruolamento o di altro rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, di indennità di malattia o di trattamento pensionistico diretto alla data del 15 agosto 2020 (art. 10, D.L. n. 104/2020). Detta indennità a favore dei lavoratori marittimi, non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall’INPS, previa domanda.

Parte normativa dell’accordo di rinnovo Alimentari Industria

Seguono alcuni aspetti della parte normativa dell’accordo di rinnovo per l’Industria alimentare, siglato il 31/7/2020, tra l’ANCIT, l’ASSOBIRRA, l’UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, la FLAI-CGIL, UILA-UIL, con validità fino al 30/11/2023.

Part-time


L’instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto scritto, nel quale siano indicati:
1) gli elementi previsti dall’art. 15 del presente contratto;
2) la durata della prestazione lavorativa e la distribuzione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno (divisore 173).
Il trattamento economico e normativo seguirà criteri di proporzionalità all’entità della prestazione lavorativa, compatibilmente con le particolari caratteristiche dell’istituto, sulla base del rapporto tra orario ridotto ed il corrispondente orario ordinario previsto per il personale a tempo pieno.
A partire dall’1/1/2022 le Parti, riconoscono al lavoratore occupato con contratti a tempo indeterminato con orario inferiore a quello contrattuale, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato a tempo pieno effettuate dal datore di lavoro con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a tempo parziale.
L’azienda, ove proceda ad assunzione di personale a tempo parziale, darà comunque priorità nella valutazione di cui sopra, fino al limite del 8% del personale in forza a tempo pieno alle richieste di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale motivate dalla necessità di:
a) assistere genitori, coniuge o convivente, figli, e altri familiari conviventi senza alcuna possibilità alternativa di assistenza, gravemente ammalati (1) o portatori di handicap o che accedano a programmi terapeutici e di riabilitazione per tossicodipendenti;
b) accudire i figli fino al compimento dei sette anni;
c) studio connesse al conseguimento della scuola dell’obbligo, del titolo di studio di secondo grado o del diploma universitario o di laurea;
d) accudire i figli, al rientro da periodi di astensione obbligatoria o di congedo parentale fino ai tre anni di vita del bambino.
Tali domande saranno prese in considerazione in ordine cronologico di presentazione:
– se consegnate alla Direzione aziendale entro 72 ore dall’avvenuta comunicazione scritta;
– se presentate da lavoratori adibiti alle stesse mansioni di quelli da assumere a tempo parziale; qualora l’azienda sia in grado di reperire altri lavoratori delle stesse mansioni, disponibili al tempo pieno.


Lavoro agile


Le parti stipulanti il presente contratto condividono l’obiettivo di promuovere nuove forme flessibili e semplificate di lavoro, allo scopo di incrementare la produttività aziendale e di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. A tal scopo considerano il lavoro agile una modalità svolgimento dell’attività lavorativa rispondente a tali obiettivi.
Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può svolgersi anche al di fuori dei locali aziendali attraverso il supporto di strumenti telematici adeguati, senza l’obbligo di utilizzare una postazione fissa durante il periodo di lavoro svolto fuori dall’azienda, pur nel rispetto tassativo della idoneità del luogo quanto agli aspetti relativi alla sicurezza e alla riservatezza dei dati trattati.


Congedi parentali, per la malattia del figlio, formativi, per gravi motivi familiari e per l’assistenza intra generazionale


Congedi parentali
Ciascun genitore, per ogni bambino nei primi suoi 12 anni di vita, ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo massimo non eccedente complessivamente dodici mesi.
Nell’ambito del suddetto limite, i relativi congedi parentali spettano:

Congedi per la malattia del figlio
Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni.
I medesimi genitori, alternativamente, hanno altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di dieci giorni lavorativi all’anno – non retribuiti e fruibili anche in modo frazionato in gruppi di 4 ore giornaliere, compatibilmente con le esigenze organizzative – per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e i dieci anni.

Congedo per le donne vittime di violenza di genere
Le Parti, nella vigenza dell’art. 24 del D.Lgs. n. 80 del 15/6/2015, stabiliscono che la persona avente i requisiti di legge ha diritto ad un prolungamento, fino ad un massimo di ulteriori 3 mesi di permessi retribuiti a carico dell’azienda da utilizzare secondo le modalità e le tempistiche della norma sopra citata.

Congedo per l’assistenza intra generazionale
Previa presentazione di idonea documentazione da parte del lavoratore interessato non appena ne abbia disponibilità e, comunque, con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo comprovate di urgenza – l’azienda riconoscerà due mezze giornate di permesso retribuito all’anno, non frazionabili, per assistenza ai genitori anziani (età pari o superiore a 75 anni) nell’ipotesi di ricovero e/o dimissioni, e day hospital, nonché per effettuare visite mediche specialistiche.


Parte economica dell’Accordo di rinnovo del CCNL Alimentari industria



Si riportano le informazioni sulla parte economica del Verbale di accordo del 31/7/2020 sottoscritto da ANCIT, ASSOBIRRA, UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, per il di rinnovo del CCNL 5/2/2016 per l’Industria alimentare


Il presente verbale di accordo sottoscritto da ANCIT, ASSOBIRRA, UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, decorre dall’1/12/2019 ed ha validità per la parte normativa ed economica fino al 30/11/2023. Tra le Parti firmatarie mancano le Associazioni Datoriali coordinate da Federalimentare: Anicav, Assolzoo, Assica, Assitol, Assobibe, Assocarni, Assolate, Federvini, Italmopa, Mineracqua, Unionzucchero.
Le Parti nel presente accordo, individuano, le voci che costituiscono il trattamento Economico Minimo (TEM) e il Trattamento Economico Complessivo (TEC)


Trattamento Economico Minimo (TEM)
Le Parti stabiliscono che in seguito al Rinnovo del 31/7/2020, il TEM si compone:
a) Minimi Tabellari (paga base)
b) Ex indennità di contingenza
c) EDR
I minimi tabellari (paga base) sono quelli che risultano dalla tabella che segue:



























































Liv.

Par.

Minimi in vigore dall’1/12/2019

Nuovi minimi dall’1/9/2021

Nuovi minimi dall’1/1/2022

Nuovi minimi dall’1/1/2023

1S 230 2.372,01 2.407,02 2.442,02 2.477,05
1 200 2.062,59 2.093,03 2.123,47 2.153,96
2 165 1.701,67 1.726,78 1.751,90 1.777,03
3A 145 1.495,40 1.517,47 1.539,54 1.561,62
3 130 1.340,73 1.360,52 1.380,30 1.400,10
4 120 1.237,57 1.255,83 1.274,10 1.293,37
5 110 1.134,46 1.151,20 1.167,94 1.184,70
6 100 1.031,33 1.046,55 1.061,77 1.077,00


Viaggiatori o piazzisti


 

















Liv.

Par.

Minimi in vigore dall’1/12/2019

Nuovi minimi dall’1/9/2021

Nuovi minimi dall’1/1/2022

Nuovi minimi dall’1/1/2023

I 165 1.701,67 1.726,78 1.751,90 1.777,03
II 130 1.340,73 1.360,52 1.380,30 1.400,10


Trattamento Economico Complessivo (TEC)
Il Trattamento Economico Complessivo è composto dalle seguenti voci:
a) TEM
b) Incremento Aggiuntivo Retribuzione (IAR)
c) 13ma e 14ma mensilità
d) Aumenti periodici di anzianità
e) Fondo sanitario integrativo FASA
f) Cassa maternità/paternità
g) Cassa rischio vita
h) Alifond
i) Maggiorazione retributive
j) Indennità e trattamenti economici previsti dal CCNL
k) Ex premio di produzione già congelato in cifra fissa
l) Trattamento economico per mancata contrattazione di secondo livello


Incremento Aggiuntivo della Retribuzione (IAR)
E’ corrisposto ,a lutti i lavoratori, a far data dall’1/4/2023, non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione che incide esclusivamente su tredicesima, quattordicesima e TFR e resterà a questo titolo acquisito per il futuro nella retribuzione.



































Liv.

Par.

IAR

1S 230 58,77
1 200 51,10
2 165 42,16
3A 145 37,05
3 130 33,22
4 120 30,66
5 110 28,11
6 100 25,55


Trattamento economico per mancata contrattazione di secondo livello
Le aziende che non realizzano la contrattazione del premio per obiettivi di cui all’art. 55 del CCNL, erogheranno, a titolo di indennità per mancata contrattazione di secondo livello a favore dei lavoratori dipendenti, gli importi di cui alla tabella di seguito riportata:



































Liv.

Par.

Trattamento economico per la mancata contrattazione di secondo livello

1S 230 50,37
1 200 43,80
2 165 36,14
3A 145 31,76
3 130 28,47
4 120 26,28
5 110 24,09
6 100 21,90


Tali importi, erogati a partire dall’1/1/2023 per 12 mensilità, assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni con funzioni analoghe.
Gli importi suddetti non hanno riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e/o di legge, diretti e/o indiretti di alcun genere, in quanto le Parti hanno definito tali importi in senso omnicomprensivo tenendo conto in sede di quantificazione di qualsiasi incidenza. Inoltre, sono esclusi dal computo del TFR.


Diritto alle prestazioni bilaterali
Le Parti ribadiscono che le prestazioni di bilateralità (Assistenza sanitaria integrativa, Cassa rischio vita, Cassa maternità e paternità e promozione della bilateralità) rappresentano un diritto contrattuale di ogni singolo lavoratore che pertanto matura, esclusivamente nei confronti delle imprese non aderenti al sistema bilaterale, il diritto alla erogazione diretta da parte dell’impresa datrice di lavoro di prestazioni equivalenti a quelle erogate dai Fondi contrattuali previsti dal presente Contratto collettivo di lavoro.
A decorrere dall’1/1/2021 le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a Euro 20,00 lordi mensili per dodici mensilità.Tale importo costituisce un elemento distinto della retribuzione (EDR) e non avrà riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e di legge, diretti o/e indiretti di alcun genere, in quanto le Parti hanno inteso erogare tale importo come omnicomprensivo di qualsiasi incidenza. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo di cui al comma 2.
In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.


Assistenza sanitaria integrativa / fondo maternità-paternità
Per il finanziamento del Fondo è dovuto un contributo a carico dell’azienda pari a 10 euro al mese per 12 mensilità.
A partire dall’1/1/2022, l’importo del finanziamento al Fondo di cui al comma precedente sarà pari a 12 euro al mese per 12 mensilità.
I contributi sono versati al Fondo con la periodicità e le modalità stabilite dal Regolamento.
A far data dall’1/6/2025 il finanziamento al Fondo potrà essere implementato di ulteriori 2 euro mensili (per 12 mensilità) a carico del lavoratore dipendente, dietro espressa volontà dello stesso.
Laddove il lavoratore non manifesti la volontà di partecipare con la propria quota al Fondo, lo stesso decade dall’iscrizione e cessa automaticamente la contribuzione da parte dell’impresa.
A partire dall’1/1/2022, ciascun familiare fiscalmente a carico dei lavoratori di cui al primo comma può essere iscritto al Fasa attraverso un versamento mensile pari a 2 euro per 12 mensilità. Le modalità attuative sono demandate al Cda del Fondo Fasa.
Sono fatti salvi gli accordi integrativi di secondo livello, già sottoscritti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente accordo, che prevedano l’istituzione di polizze, casse o fondi di assistenza sanitaria integrativa.
Di conseguenza gli obblighi di natura contrattuale relativi ai suddetti accordi continueranno ad essere assolti secondo le modalità ivi contenute.
In occasione del rinnovo degli accordi integrativi, in sede aziendale potranno essere definiti specifici accordi di confluenza e/o di armonizzazione, fermo restando che con il presente articolo si è disciplinata a livello di CCNL la materia.
Le Parti concordano di assicurare la gestione dell’integrazione delle indennità contrattuali e di legge a sostegno della maternità e della paternità per il periodo di astensione facoltativa post partum, di cui all’art. 1/Bis, comma secondo, attraverso il Fondo sanitario integrativo di settore (FASA), al quale verrà versata una specifica contribuzione mensile (riferita a 12 mensilità) pari a 2 euro, con riferimento ad ogni lavoratore a tempo indeterminato.
A partire dall’1/1/2021, l’importo della specifica contribuzione mensile (riferita a 12 mensilità), di cui al precedente comma, sarà pari a 3,50 euro.


Copertura assicurativa per il rischio vita
Le Parti condividono che, a partire dall’1/1/2021, l’onere annuo complessivo a carico dell’azienda è stabilito, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato, in euro 30 (trenta).
Tale istituto contrattuale non è cumulatale con trattamenti analoghi o equipollenti già operanti a livello della singola azienda.


Promozione bilateralità del settore
Le Parti, in attesa della costituzione dell’Ente Bilaterale di Settore, convengono il versamento a carico delle imprese, a decorrere dall’1/1/2021, di 2 euro/mese, con riferimento a ciascun lavoratore a tempo indeterminato, in una apposita sezione separata contabile e amministrativa del Fondo di assistenza sanitaria integrativa di settore (FASA), secondo le procedure già stabilite in seno al Cda.
La predetta contribuzione sarà versata anche dalle aziende per le quali non corre l’obbligo, secondo quanto disposto al comma 8 dell’art. 74/quater, di iscrivere lavoratori al FASA.
Il versamento di cui sopra sarà effettuato contestualmente a quello concernente la contribuzione mensile che le aziende già versano per la copertura sanitaria dei propri dipendenti


Rischio macchina per Viaggiatori e piazzisti
Le spese di riparazione automezzo per danni provocati – senza dolo – da Viaggiatori o Piazzisti durante lo svolgimento delle prestazioni lavorative, saranno sostenute dalle aziende nella misura dell’90% e comunque con un massimale di euro 5.700,00, per sinistro anche con forme assicurative o altre equivalenti convenzionalmente pattuite tra le parti interessate, fermo il diritto di controllo sulla effettività del danno e della rispondenza della fattura.


Trattamento di malattia e di infortunio per Viaggiatori e piazzisti
Per gli infortuni sul lavoro a decorrere dall’1/1/2021, le aziende garantiranno con polizze assicurative o forme equivalenti la corresponsione aggiuntiva dei seguenti capitali:
– euro 38.000,00 per morte
– euro 48.000,00 per invalidità permanente totale.